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Uno spaccato importante della nostra società . Le Italiane over 65 sono ormai più di 7 milioni, quasi un quarto delle donne  ed il 12 per cento di tutta la popolazione italiana. Si occupano di figli e nipoti, escono poco di casa e hanno meno opportunità dei loro coetanei maschi. Rappresentano, col loro modo di vivere, ciò che è stata la società italiana negli ultimi 40 anni, anche se il futuro ci prospetta cambiamenti profondi. Il rapporto “La vita moderna della donna anziana”, realizzato da Intrage, fotografa l’attuale realtà della donna italiana over65 quale spaccato rappresentativo del nostro Paese, con un forte messaggio di speranza per il futuro.
Il rapporto evidenzia che la dimensione sociale delle over65 italiane è ancora oggi piuttosto limitata, che hanno prospettive di vita superiori a quelle maschili, ma con una condizione di salute complessivamente peggiore.
 Anche le modalità di approccio alla conoscenza soffrono del basso livello d’istruzione che ha caratterizzato le donne delle generazioni più anziane. Rispetto ad internet, le poche che la usano hanno una maggiore propensione a considerare la rete come uno strumento in più per relazionarsi con altre persone. Significativo, a tal proposito, il dato che le vede primeggiare sugli uomini in quanto a presenza in chat, forum, newsgroup (22% vs 16,5%) e nell’uso di skype (24,4% vs 21,4%).
Gettando un occhio alle nuove generazioni, la rete appare quale formidabile segnale di cambiamento, nel bilanciamento di genere. Le donne d’età inferiore ai 35 anni hanno già raggiunto, e nella fascia 11-17 anni superato, i loro coetanei uomini nell’uso di internet. Tendenza analoga anche per la presenza sui social media (facebook), con una forbice che tuttavia continua a “penalizzarle” dai trent’anni in poi. I dati che sembrano confermare più di tutti una prossima inversione di tendenza – e quindi un futuro diverso per le donne anziane di domani – sono quelli che riguardano il titolo di studio: nella fascia d’età 25-29 anni, le donne hanno ormai raggiunto un livello di scolarizzazione maggiore rispetto agli uomini: il 26,5% è in possesso di laurea o titolo superiore mentre la “quota maschile” non supera il tetto del 17% (16,8).
“La storia di una delle nostre collaboratrici, Liliana, ci ha spinto a realizzare questo studio – spiega Paola de Rosa, responsabile di Intrage, il primo portale italiano dedicato alla terza età -. Dopo aver frequentato uno dei nostri corsi di alfabetizzazione informatica per anziani, Liliana, casalinga rimasta vedova a 62 anni, è uscita dall’isolamento domestico per diventare una delle nostre più popolari e amate moderatrici di chat e forum. Una vera star del web, dalla vita più che mai attiva. Di recente, le sue condizioni di salute l’hanno costretta a lasciare l’incarico. Ma il suo esempio ha lasciato il segno tra tutte le sue coetanee iscritte al portale. Purtroppo, per la stragrande maggioranza delle donne, un’esperienza del genere è attualmente impossibile”.
Gli autori della ricerca concludono che , chi oggi è nell’età della pensione paga lo scotto di una società maschilista, che ha dato molte meno opportunità alle donne. Ma per le persone anziane di domani, è prevedibile che non ci siano più differenze del genere.

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