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I lunghi rami carichi di bizzarri fiori castano-gialli, con il loro intenso profumo dolce anche nel freddo dell’aria aperta, possono essere tagliati durante tutto gennaio e fabbraio; durano in acqua due o tre settimane soprattutto se frantumate loro i gambi con un martello”.

Così scriveva Vita Sackville West nel suo libro ‘Del giardino’, e così suggeriva
Gertrude Jekyll nel suo ‘Bosco e giardino’:

“…le piccole campanelle gialline semitrasparenti…non hanno stelo, ma se messe a galleggiare in un piatto poco profondo pieno d’acqua durano parecchi giorni e riempiono la stanza di un’intensa fragranza”.

Entrambe le  famose giardiniere del secolo scorso si riferivano al Calicanto d’inverno, Chimonanthus Praecox, una delle piante più particolari del periodo invernale.
Il nome deriva dal greco: cheimon, inverno e anthos, fiore, ovvero ‘fiore d’inverno’.

Qui nelle mie zone, nei giardini delle vecchie ville sul lago, ne esistono di notevoli, alti fino a 5-6 metri e, come era consuetudine, collocati vicino al cancello, lungo il viale d’accesso o a lato del portone per accogliere gli ospiti con il loro seducente profumo.

Per un lungo periodo a partire dagli anni settanta, questi arbusti sono stati dimenticati da diversi paesaggisti che li trovavano troppo ‘disordinati’ e non in linea con le esigenze di quel momento che prevedevano invece ampi volumi di vegetazione molto e formale intervallati da scenografiche macchie di colore.
Oggi, invece, il calicanto sta tornando nei nostri giardini, per soddisfare tutti coloro che richiedono fioriture continue anche nei mesi più freddi.
Anche se, non proprio affascinante d’estate per via del fogliame un pò opaco e poco interessante, diventa l’attrattiva del giardino di gennaio per quel tocco di luce gialla, spesso sotto la neve, e l’aroma intenso dei piccoli fiori.
Emana uno di quei profumi che rimangono a lungo impressi nella memoria e riemergono improvvisi risvegliando il ricordo di qualche piacevole sensazione.

I più facili da trovare nei vecchi giardini sono anche Chimonanthus praecox “Grandiflorus” con fiori più grandi, meno profumati, con sepali e petali esterni giallo pallido e petali interni striati di marrone e Chimonanthus praecox “Luteus”, che produce fiori interamente gialli.
Chimonanthus nitens è invece un’inerassante specie sempreverde con fioriture bianche sulla pianta già da novembre.

Qualsiasi sia la specie o varietà di calicanto che più vi piace, nel vostro giardino provate ad accostarlo ad arbusti sempreverdi (che abbiano le stesse esigenze, ovvero, sole pieno al nord e mezz’ombra al sud, in terreno ben drenato) che possono mettere in risalto la sua fioritura.

Si può avere una bella pianta di calicanto anche sul terrazzo, magari allevata a spalliera contro un muro rivolto a sud: abbinatela a qualche rampicante come Bignonia capreolata e Lonicera x heckrottii, interessante la prima per la bella fioritura arancio intenso e per il piacevole profumo la seconda.

A me piace molto cercare di inserire nel mio giardino piante che sembrano un pò ‘fuori moda’, meno viste nei giardini di oggi, ma che mi riportano a gradevoli ricordi d’infanzia. E’ un modo per personalizzare il nostro giardino…

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