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In Libia si configura sempre di più un intricato quadro di secessione e di guerra civile (sul modello “somalo”), con in più la possibilità di “spettacolari fuochi d’artificio” ovvero l’incendio dei pozzi petroliferi e qualche “spolveratina” con le armi chimiche di Gheddafi.

Sulla Libia lo spettro della Somalia

…simile alla Somalia dove la caduta del regime di Siyad Barre nel 1991 innescò una guerra civile infinita.
Ma la debolezza delle istituzioni, a Mogadiscio come a Tripoli, rinvia a qualcosa di più di una semplice coincidenza rispetto al comune dominio coloniale italiano…

Caos Libico a parte,
concentriamoci su alcuni brevi flash di aggiornamento dal quadrante più delicato del Globo: Arabia Saudita-Bahrain-Iran (e dintorni)….
Per intenderci…parliamo del quadrante in grado di far avverare in quattro e quattrotto la previsione “apocalittico-petrolifera” di Nomura:

Petrolio: Nomura avverte che la crisi potrebbe spingere i prezzi fino a $220

Il broker giapponese ritiene possibile una situazione simile a quella che si creò durante la Guerra del Golfo.

Pare che in quel di Riad si moltiplichino i segnali di tensione, di rivolta e di secessione: il movimento d’opposizione vorrebbe come primo obbiettivo una Monarchia Costituzionale…poi si vedrà….

I don’t read Arabic but Blake Hounshell thumbs that this says Saudi liberals want a constitutional monarchy.

Il Re dell’Arabia Saudita Abdullah sta cercando di tenere sotto controllo la situazione a suon di petro-dollari: è stato approvato un piano da 36 miliardi di $ che serviranno ad incrementare i servizi ed i benefits per la popolazione.
Ricordiamo alcuni numeri per mettere le cose nella giusta proporzione:

Libya is responsible for less than 5% of OPEC production,
but Saudi Arabia produces over 30%.
Iran produces roughly 12%.

Invece il Bahrein, dopo aver sparato ad altezza uomo…, sta provando a calmare la rivolta della maggioranza Sciita della popolazione (70%) con un rimpasto di gabinetto: basterà?

Bahrain reshuffles cabinet after unrest: sources
Saturday, 26 February 2011

MANAMA (Reuters) Gulf Arab state Bahrain has reshuffled its cabinet in a further attempt to appease the Shi’ite opposition that has staged days of protests against the Sunni-led government, government sources said on Saturday. The ministers of housing, health and cabinet … More

Continua a tirare vento di rivolta e di secessione anche nel vicino Yemen, dove cresce l’opposizione contro il “regime” del Presidente Saleh.
Allo stesso tempo lo Yemen del Sud vorrebbe dividersi da quello del Nord (si sono riunificati recentemente nel 1990).

“There is a conspiracy against Yemen’s unity,” Saleh says Yemen leader says protests aimed at splitting nation
Sunday, 27 February 2011
…Yemeni President Ali Abdullah Saleh has charged that an escalating protest movement against his three-decade rule is a ploy to split the nation after deadly clashes in the formerly independent south.
….”There is a conspiracy against Yemen’s unity and territorial integrity and we, in the armed forces, have served to preserve the republican regime with every drop of blood we have,”
…. Despite massive protests demanding he step down, Saleh has repeatedly refused to resign.
Opposition to Saleh, who was previously confronting an on-off Shiite Muslim revolt in the north and a secessionist insurgency in the south, has now spread across the country, galvanized by successful uprisings in Egypt and Tunisia.
….The south attempted to secede in 1994, sparking a short-lived civil war that ended with the region being overrun by northern troops…..

Un possibile campanello d’allarme
del fatto che in Arabia Saudita la pentola a pressione starebbe rischiando di saltare per aria,
è rappresentato dalla Borsa di Riad (aperta di Domenica)
che in questo momento sta buscando di brutto a -4,93%, con tutti i settori in forte perdita.


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