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Abbiamo lasciato Friedrich August Marshall von Bieberstein alle prese, nel 1808, con la prima edizione della Flora Taurico-Caucasica, che contiene, tra il resto, la descrizione del nostro Iris reticulata.
Già alcuni anni prima, nel 1797, il Bieberstein trovava posto come Ispettore alla Sericoltura per la regione caucasica; nel corso dei successivi due anni, torna a esplorare il Caucaso e sulla base delle osservazioni compiute redige un rapporto dettagliato circa la topografia, la storia, l’economia e la popolazione della regione – oltre che la flora e la fauna. Lo Zar Paolo I è così soddisfatto del lavoro che nomina Bieberstein Ispettore Capo per la Sericoltura di tutta la Russia meridionale, e, dopo soli due mesi, membro del Consiglio di Stato.
È da questa posizione, che, dopo aver sostenuto la richiesta del Duca Richelieu, governatore militare di Crimea, per la fondazione di un orto botanico (il cui decreto istitutivo sarà firmato dall’imperatore il 10 giugno 1811), ottiene che ne sia fatto direttore Christian von Steven (1781-1863), botanico svedese, già suo assistente dal 1800.
Il nuovo Orto Botanico Nikitsky (dal villaggio di Nikita, non lontano da Yalta) sarebbe dovuto essere innanzitutto un centro di sperimentazione per colture di valore agronomico, concepito per sfruttare il clima mite della penisola di Crimea. Grazie al lavoro di von Steven, andrà oltre, dando spazio sia a piante da frutto e ornamentali, sia a una raccolta di esemplari della flora locale. E dunque, se vedrà il successo delle coltivazioni sperimentali di tabacco, l’Orto sarà anche la prima dimora istituzionale dell’Iris reticulata.
Christian von Steven rimane in carica fino al 1824, quando la direzione passa al suo assistente Nikolaj Andreevich Gartvis. Questi, tra l’altro, rafforza i contatti con gli orti botanici americani ed europei, scambiando piante e semi. È così che possiamo trovare notizie della nostra Iris in Inghilterra nel 1833: “Siamo in debito con i signori Whitley, Brames e Milne, delle Fulham Nurseries, per l’opportunità di pubblicare un disegno di questa rara e bella Iris, che hanno ricevuto dal signor Hartwiss, [Николай Гартвис Nicholas Gartvis] Direttore dei Giardini Imperiali, a Nikita, in Crimea. Sembra che sia stato introdotto nei nostri giardini nel 1821, ma che la pianta sia stata poi perduta; e crediamo che non esista allo stato attuale in alcuna raccolta diversa da quella di cui sopra, dove è sbocciato nei primi mesi del marzo scorso”. (Robert Sweet, 189: Iris reticulata, The British Flower Garden, (series the second), London 1833). Si tratta probabilmente delle prime tracce lasciate da Iris reticulata in Europa occidentale.

Circa trent’anni dopo, su The Florist, Fruitist and Garden Miscellany, pubblicazione periodica londinese della metà dell’Ottocento, si legge: “Anche se non nuova, questa graziosa pianta non è poi così conosciuta come meriterebbe di essere, ci auguriamo quindi che il risalto dato in tal modo [pubblicandone un’immagine] possa essere utile affinché se ne parli ancora, il che sarà tutto ciò che serve per renderla una delle universalmente preferite. […] Siamo al corrente del fatto che il signor Handasyde [Glen Nurseries, Musselburgh, presso Edinburgo] intende iniziarne le spedizioni nel prossimo mese di settembre.”

In effetti una rapida descrizione con annessa incisione era già stata pubblicata sul terzo volume del 1848 de The Journal of the Horticultural Society of London, in cui si davano specifici consigli per la coltivazione e dove per la prima volta se ne paragona il profumo a quello delle violette. Dunque una pianta diffusa ma certamente non facile da ottenere quanto oggi. Non si parla ancora di cultivar selezionate, ma solo della specie originaria, almeno nel typus arrivato in Europa fino a quel momento.

Nel 1866, da quanto si legge sul volume 92 della Curtis’s Botanical Magazine, Iris reticulata sembra ancora essere una pianta per veri appassionati: “I Royal Gardens sono indebitati per le piante qui raffigurate al colonnello Scott, R.E., che le ha procurate grazie al suo amico capitano Smith, R.E., un signore addetto al Telegraph Department di Persia; sono fiorite in una serra fredda nel marzo di quest’anno. La pianta è originaria della Georgia, Asia Minore, Kurdistan, Siria e Persia, e merita davvero di essere coltivata come fiore di primaverile di facile coltura”. Immaginiamo questi (non più giovani?) signori che si spediscono pacchetti di bulbi da un capo all’altro del mondo…

L’ineffabilità della presenza di Iris reticulata fuori dall’areale d’origine si riflette ancora nelle annotazioni di altre riviste, europee e americane. Un numero del 1859 de L’Horticulteur français de mil huit cent cinquante et un cita solamente l’articolo de The Florist, Fruitist and Garden Miscellany di cui si parlava prima. In Italia, nel 1892, La Rivista della Ortoflorofrutticoltura Italiana non va oltre alla riproposizione di un articolo tolto dalla Revue de l’Horticulture Belge et Etrangere dello stesso anno (su cui per altro compaiono finalmente due varietà accanto alla specie tipica)… La Working Farmer di Washington, in un numero pubblicato nel 1858, fa riferimento a The Journal of the Horticultural Society of London e parla di “a [plant] native of the Crimea, recently introduced into England”, tuttavia, ancora nel 1926, il Farmers’ Bulletin n° 1406 del U. S. Department of Agricolture, sempre a Washington, riporta mestamente che “Il gruppo Reticulata può essere menzionato solo di passaggio perché non è praticamente disponibile per il coltivatore medio. Tuttavia, esistono, sparsi per la campagna, tanti giardini isolati in cui rimangono vecchi ciuffi, deliziando i proprietari in primavera con i loro fiori riccamente colorati”.

Pochi lo conoscono, ma chi lo incontra non può che innamorarsene. Sempre nel 1926 Vita Sackville-West raggiunge a Teheran il marito Harold Nicholson, diplomatico e giornalista, là nominato consigliere dal Foreign Office. Nei mesi trascorsi in Persia, Vita cerca i luoghi del passaggio di Alessandro il Grande e quelli … dove cresce l’Iris reticulata, naturalmente. Rimane delusa, incontrando solo narcisi e muscari, – questi “not worth bringing home, for, unlike the Italian variety, they were entirely without scent” (Twelve Days in Persia, 1928).
Ma la nostra iris l’ha segnata e sarà inclusa nel ristretto numero di piante (solo 25) di Some Flowers, volume pubblicato nel 1937 dove Vita descrive “flowers which painters have delighted, or should delight, to paint”. La scrittrice nomina due cultivar in commercio (“Cantab” e “Hercules“) e rileva la grande variabilità della specie, citando anche gli studi del botanico W. R. Dykes, esperto di iris, che riceve nuovi bulbi dal Caucaso e ne sperimenta la moltiplicazione per seme. Iris reticulata compare ancora in un articolo uscito sull’Observer il 26 febbraio 1950 (poi nella raccolta di articoli In Your Garden del 1951), come parte di un insolito mazzolino primaverile che Vita descrive con grande tenerezza verso l’anziana vicina che glielo ha regalato, oltre che con la consueta attenzione per i dettagli di forme e colori.
Oggigiorno la disponibilità di Iris reticulata sembra soffrire di schizofrenia; non è più necessario recarsi sul Caucaso o in Persia – o avere là un amico – per ottenere dei bulbi; infatti è possibile acquistarne da qualsiasi rivenditore di prodotti olandesi, anche al supermercato, ben confezionati e per poco denaro, sebbene rigorosamente senza nome. Tuttavia sembra che da anni (e ne sono passati trenta dalla prima volta che ne piantai) sia sempre la stessa varietà a essere disponibile per il “grande pubblico”, ovvero quella che ho identificato come “Purple Gem”. Le altre, almeno 15 oltre alla specie tipica, si trovano solo presso una manciata di vivaisti e sono raggiunti solo dagli appassionati.

Iris reticulata "Purple Gem"

(Lo Zar Paolo I si è reincarnato per suggerirmi via mail che le cause della scarsa fortuna di Iris reticulata andrebbero cercate nella brevissima durata della fioritura; in effetti i fiori sono effimeri quanto quelli dei crochi, inoltre, al contrario di questi, le I. r. ne producono uno solo per ciascun bulbo: basta un po’ di pioggia o di vento secco e tutto è già finito. Tuttavia per me – e, se non avessi abbastanza credito, credo anche per la Sackville-West – è difficile trovare un fiore primaverile altrettanto precoce e altrettanto ricco: forma, colore, profumo… Non avessimo a disposizione le piante forzate in serra, ci riterremo molto fortunati ad averlo in giardino per accompagnarci fuori dall’inverno.)
A dire il vero qualcuno ancora ricalca i passi dei botanici d’assalto e torna con fiori dalle forme o dai colori nuovi per gli occhi occidentali – talora varietà riconosciute dalla sistematica ufficiale, talora solamente rappresentanti di diverse popolazioni che testimoniano, ancora una volta, la grande variabilità della specie. Per il piacere dei collezionisti. (1, 2, 3, 4, 5, 6) (D’altra parte molte varietà e sottospecie un tempo descritte separatamente oggi sono riunite sotto il nome I. r. subsp. reticulata o sono state elevate al rango di specie: var. atropurpurea, var. bakeriana, var. cyanea, var. histrio, var. histrioides, var. krelagei, var. kurdica, var. sophenensis; anche la specie I. hyrcana è stata fatta rientrare nella variabilità di I. reticulata).
Nel frattempo sono state classificate altre specie affini, e il gruppo Reticulata (i.e. dai bulbi ricoperti di tuniche reticolate) è divenuto abbastanza numeroso (oltre al giallo Iris danfordiae, da tempo sul mercato, vi sono Iris bakeriana, Iris histrio, Iris histrio ssp. aintabensis, Iris histrioides, Iris histrioides var. sophenensis, Iris kolpakowskiana, Iris pamphylica, Iris winogradowii); anche la specie già nota come Hermodactylus tuberosa, mediterranea anziché del Vicino Oriente, sembra mostrare forti affinità all’esame genetico. Alcune specie sono già entrate in coltivazione, direttamente o dopo aver dato origine a varietà (Iris histrioides “Major”) o a ibridi, quali “George” e “Harmony” (entrambi da Iris histrioides x Iris reticulata) “Katherine Hodgkin” e “Sheila Ann Germaney” (entrambi da Iris winogradowii x Iris histrioides), “Lady Beatrice Stanley”… Un cesellatore di Iris reticulata è Alan McMurtrie, che dal 1983 incrocia diverse specie alla ricerca di tutti i toni dei colori che non siano il blu; i risultati li vedete qui: www.reticulatas.com; per acquistarli credo si debba andare a trovarlo (22 Calderon Cres. Toronto, Canada).
(continua da qui: iris-reticulata-01)

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