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Ho dato nella puntata di ieri del Diario della crisi finanziaria del degradamento operato da Standard & Poor’s del debito sovrano del Portogallo, o meglio del Portogallo tout court, notizia che era disponibile sui siti internazionali ma che è stata riportata solo oggi dai mezzi di comunicazione di massa italiani, un ritardo che può essere frutto di distrazione o di scarsa considerazione dei rischi insiti nella crisi finanziaria portoghese, mentre la novità è rappresenta dalla decisione della stessa società di rating di portare i titoli di Stato della Grecia a livello dei titoli spazzatura.

Nel frattempo la crisi politica portoghese è completamente avvitata su se stessa e non si vedono le possibilità di dare vita a quel governo di larghe intese che solo potrebbe da un lato varare un piano credibile su deficit e debito e dall’altro negoziare un programma di aiuti internazionali come chiedono pressantemente i partner dell’eurozona. Un’ondata di vendite ha colpito i titoli bancari italiani, in gran parte a causa di timori di aumenti di capitale già annunciati o soltanto temuti, colpiva ieri l’andamento del titoli di banca UBI che ha perso l’11 per cento del suo valore in un solo giorno. E’ comunque difficile tenere in questi giorni la mente sulle vicende economiche quando una guerra divampa a poche miglia marine da casa nostra e cominciano a diventare chiare le conseguenze gravissime di quanto sta accadendo nella centrale nucleare giapponese di Fukushima, ma come si diceva un tempo the show must go on!

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