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Nell’organismo umano sono presenti tutti gli elementi chimici che si ritrovano in natura, poiché interagiamo con l’ambiente e da esso riceviamo sostanze utili o inutili, benefiche o addirittura dannose.

La tossicità di una sostanza dipende dalla sua dose di somministrazione ma sappiamo che alcuni elementi chimici, sia metalli che non-metalli, possono accumularsi nell’organismo creando gravi danni alla salute.

L’accumulo di un elemento chimico nell’organismo può avvenire per varie ragioni tra cui:
– L’eccessivo e costante apporto giornaliero, dagli alimenti o dall’ambiente, spesso come contaminanti nei processi di coltivazione o produzione

– La carenza nella dieta di sostanze di antiossidanti o di altri microelementi in grado di competere con quell’elemento chimico: ad esempio una carenza di zinco facilita l’accumulo di piombo

– La ridotta funzionalità degli organi emuntori, soprattutto dei reni

– La ridotta efficienza metabolica delle cellule, in seguito a squilibri funzionali della tiroide e delle ghiandole surrenali

– Deficit enzimatici individuali: sono note le malattie da sovraccarico di ferro (emocromatosi) o di rame (Morbo di Wilson)

Rimane ancora aperto il dibattito riguardo al fatto che alcuni elementi (come l’allumino, l’arsenico, l’oro e l’argento) siano, in dosi non ancora ben definite:

– Essenziali: un loro apporto costante è necessario

– Utili: hanno una funzione ben definita

– Farmacologicamente attivi: possono essere usati per curare sintomi o patologie ben definite

Il caso del Selenio è esemplificativo: fino a metà del secolo scorso fu considerato un metallo tossico, solo in seguito a osservazioni di stati carenziali in Cina (Morbo di Keshan) se ne comprese l’essenzialità a piccole dosi (alcune decine di microgrammi), al punto da essere attualmente uno dei principali integratori antiossidanti presenti in commercio.

Come rilevare l’eccesso o la carenza di un elemento nell’organismo:

La valutazione dei sovraccarichi e dei deficit dei diversi minerali potrebbe, in linea di principio, essere valutata misurandone la concentrazione nel plasma sanguigno: in realtà ciò avviene solo per alcuni minerali a causa di

-meccanismi omeostatici che mantengono la concentrazione ematica di alcuni minerali (Calcio, Sodio, Potassio, Magnesio e altri) entro determinati limiti

-la tendenza degli elementi più tossici ad essere accumulati in alcuni tessuti o ad essere eliminati, lasciandone in circolo solo quantità esigue e variabili, senza correlazione con la concentrazione tissutale

Il mineralogramma del capello consente di determinare l’accumulo nei tessuti di molti minerali (utili o tossici): il capello infatti trattiene i minerali nel corso della sua crescita ed è quindi un indicatore affidabile delle concentrazioni presenti mediamente nei tessuti.

Negli articoli correlati ci soffermeremo in particolare su alcuni metalli pesanti, elementi chimici ad elevato peso atomico (100-200 Dalton), privi di funzioni biologiche note, fortemente presenti nell’ambiente come residui di attività umane (chimica, metallurgia, produzione di combustibili, ecc…) e quindi anche nei cibi.

Gli effetti deleteri dei metalli pesanti sulla salute sono stati ampiamente studiati ma, in medicina, se ne sottovaluta l’importanza come causa primaria di patologie nervose, degenerative e tumorali: inoltre la loro rimozione dall’organismo non è agevole e deve essere accompagnata da politiche volte a ridurre l’esposizione della popolazione a tali sostanze al pari di altri inquinanti.

A quali metalli pesanti tossici siamo maggiormente esposti? Cadmio, Piombo e Mercurio


Cadmio (Cd): è un minerale estremamente tossico, determina alterazioni cardiovascolari , iperattività nervosa, deficit immunologici e renali. Un’importante fonte di esposizione al cadmio è il fumo di sigaretta.

Mercurio (Hg): proviene dalla contaminazione del suolo e delle acque attraverso la catena alimentare, se ne ritrovano grandi quantità nei pesci, soprattutto quelli di grossa taglia (tonni). E’ noto come componente delle amalgame per le otturazioni dentali: i dentisti cominciano ad essere maggiormente sensibili al problema quindi attualmente si usano sempre più materiali alternativi per riparare i denti cariati. Il mercurio particolarmente lesivo e livello cerebrale e il suo sovraccarico è stato messo in relazione con disturbi psico-emozionali, convulsioni, insonnia, schizofrenia.

Piombo (Pb): è assorbito molto per via respiratoria e attraverso prodotti ortofrutticoli coltivati in zone inquinate o con pesticidi contenenti piombo (quindi spesso anche nel tabacco). Si accumula in numerosi organi nobili e nelle ossa, dove rimane ‘isolato’. La prevenzione consiste in misure volte a ridurre la presenza di piombo nell’ambiente (gas di scarico delle auto) e nell’astensione dal fumo si sigaretta.

Altri metalli tossici : Alluminio, Antimonio, Arsenico , Stagno, Tallio, Uranio

Alluminio (Al): si tratta di un metallo molto diffuso nell’ambiente, l’apporto giornaliero è dell’ordine di decine di mg al dì, anche se solo in parte viene assorbito nell’intestino. Può essere assorbito anche per via inalatoria (gas di scarico). Le fonti principali sono i contenitori in alluminio per alimenti (lattine, pellicole), le pentole, farmaci antiacidi, deodoranti e leghe utilizzate in odontoiatria. Provoca soprattutto danni a livello cerebrale interferendo anche con alcuni neurotrasmettitori: si può avere cefalea e disturbi della memoria e sembra essere una concausa del morbo di Alzheimer.

Antimonio (Sb): è contenuto nei cibi, nel fumo, nella polvere da sparo e nei tessuti ignifughi. Può provocare debolezza muscolare, astenia, sapore metallico in bocca. A contatto con la pelle può causare irritazione (macchie d’antimonio).

Arsenico (As): sembra essere un oligoelemento essenziale se legato a molecole organiche (tra 0,5 e 4 mg al dì) ma è altamente tossico potendo dare sintomi di avvelenamento acuto fino alla morte. Negli alimenti si può trovare in pesce, molluschi, pollame nutrito con mangimi industriali, verdure trattate con antiparassitari: è un inquinante tipico delle falde acquifere.

Stagno (Sn): è un oligoelemento essenziale per la crescita ma, in quantità eccessiva, può essere tossico perché interferisce con l’assorbimento di rame, zinco e calcio. Viene assorbito principalmente attraverso cibi in scatola: per fortuna la sua eliminazione urinaria e fecale è sufficiente alla sua eliminazione.

Tallio (Tl): è un elemento altamente tossico che tende ad accumularsi nell’organismo. E’ assorbito attraverso pesce e frutti di mare, tabacco, acque inquinate e fertilizzanti. Il Selenio contrasta l’accumulo di tallio e i suoi effetti tossici che possono essere: disturbi del sonno, problemi cardiaci, visivi e cutanei, disturbi epatici e disfunzioni renali.

Uranio (U): è diffuso nel terreno più del mercurio e dell’argento, è presente nei materiali ceramici, oggetti in vetro colorato, antichi bicchieri e si ritrova nelle falde acquifere. Si lega alle proteine e sostituisce il calcio nelle ossa. Sono poco conosciuti gli effetti sulla salute umana, probabilmente è correlabile alle varie forme di cancro.

FONTE: http://www.naturopataonline.org/articoli/43-metalli-tossici/932-i-sintomi-associati-all-esposizione-a-metalli-tossici-e-relative-fonti-di-inquinamento/1.html


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vedi anche:

CLOROFILLA LIQUIDA: UN APPORTO DI OSSIGENO
CONTRO PROCESSI DEGENERATIVI E PER LE DIFESE IMMUNITARIE

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