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Ad Agorà di Vianello su Raitre verso le 22.30/23.00 un signore in studio, non sò con quale qualifica ma un addetto all’Associazione Italiana Nucleare ha accolto la notizia giunta al momento in redazione dell’aumento di 10milavolte di più con un “no impossibile” o qualcosa del genere.
Lui è qua, seduto comodo in televisione, ma lo stabilisce con certezza che non c’è niente di allarmante a kilometri di distanza.Questi sono gli addetti al nucleare italiani.
Tornando al Giappone, dopo la rottura di una diga, la scomparsa di 5 treni, l’incendio della centrale nucleare di Onagawa (in foto), l’esplosione di un petrolchimico, una nave risucchiata annunciamo per gli amanti della tecnologia che domina tutto (mentre l’ambasciatore italiano in Giappone conferma alla Maggioni su Rai Uno che tutto è tornato normale, i pendolari puntuali e precisi sono andati al lavoro…l’importante è non perdere produttività)
Giappone ora si parla di prevenire il meltdown
“Il Giappone cerca di prevenire il meltdown nella centrale nucleare di Fukushima”, titola un articolo del LA Times di mezz’ora fa.
Il governo ha mandato 8000 soldati a presidiare militarmente la zona.
E’ decisamente una brutta giornata per il nucleare giapponese, anche perchè l’impianto di Fukushima è un vecchio rottame di 40 anni con una tecnologia da anni ’60, con un solo circuito di raffreddamento, senza una cupola di contenimento, e con livelli di sicurezza tra i più bassi del pianeta (non lo dice Greenpeace, ma il LA Times).
Secondo la Reuters, la pressione all’interno dell’edificio di contenimento ha già superato il doppio del massimo previsto dalla progettazione. Il livello di radiazione all’interno della centrale sembra ora tre ordini di grandezza sopra la norma.
Per raffreddare il nocciolo occorre pompare acqua e per questo serve energia elettrica, ma le linee elettriche sono state danneggiate dal terremoto, i generatori diesel di emergenza sono pure stati danneggiati, per cui ora i giapponesi stanno andando a pile.
Le batterie potrebbero durare al massimo otto ore. I giapponesi stanno dandosi da fare per portare ogni mezzo possibile per produrre energia, sperando che facciano in tempo e che Fukushima non entri negli annali dei molti orrori dell’industria nucleare.
Ore 23 : sembrano due ora i reattori ad avere problemi di raffreddamento.
Ore 1: I reattori con temperatura fuori controllo sembrano essere ben tre.
La stessa Tepco giapponese inizia a non nascondere più i problemi:
«Evacuation has been instructed by the national government to the local
residents within 3 km radius of Fukushima Daiichi Nuclear Power Station
Measurement of radioactive material (Iodine, etc.) by monitoring car
indicates increasing value compared to normal level. One of the monitoring
posts is also indicating higher than normal level. We will continue
monitoring discharge of radioactive material from exhaust stack and
discharge canal, etc.
We have decided to implement measures to reduce the pressure of the reactor
containment vessel for those units that cannot confirm certain level of
water injection by the Reactor Core Isolation Cooling System, in order to
fully secure safety.»
[L’immagine all’inizio del post è una foto del’incendio in una raffineria; è stata messa per dare un’idea della gravità generale della situazione e delle molte crisi simultanee che devono essere affrontate in Giappone in questo momento. Tale incendio non ha naturalmente nulla a che fare con la centrale nucleare]

Eco Alfabeta

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