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Non c’è, in questo momento, un solo cittadino giapponese che dichiari di credere a ciò che racconta il governo sulla crisi nucleare in corso. Persino gli americani (e la cosa mi ha dato da pensare), hanno mollato tutto d’un colpo il governo di Tokio al proprio destino, e sbandierato al mondo i loro dubbi o ancora più esplicite accusa di menzogna.
Con buona pace delle “grandi democrazie”, certo: quando si viene al dunque non si comportano molto meglio dei soviet ai tempi di Chernobyl. Però occorre ricordare che un governo in questi casi si deve rimettere all’opinione degli esperti, dei tecnici, di coloro insomma che si occupano direttamente della gestione e che poi riferiscono alla politica minuto per minuto.

Se allora la centrale nucleare in questione non è dello Stato giapponese, ma appartiene ad una compagnia privata, è lecito sospettare che la politica venga blandita con un cumulo di frottole vòlte a salvare il fondoschiena dell’azienda privata in oggetto.
Volevo raccontare il bi e il ba dei misfatti TEPCO, mi limito a segnalarvi questo breve articoletto del Sole 24 Ore.
Perché in fin dei conti, per capire i termini della situazione di Fukushima, è sufficiente questo piccolo promemoria. Vi ricordaqualcuno?
“Non esiste alcuno sversamento di petrolio”
“Lo sversamento è di proporzioni minime”
“Non sono più di 5mila barili al giorno”
“Non sono più di 15mila barili al giorno”
“Sono 45mila”
“60mila”
“Si teme siano 75mila”
“Passati i 100mila barili al giorno”
“Oltre 200mila barili sversati ogni giorno nel Golfo del Messico”
Un certo deja vu.
di Debora Billi
Fonte: Petrolio


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