Stampa / Print
Avanza il mercato del farmaco generico, con inevitabili rismparmi per il servizio sanitario nazionale, ma meno per le tasche dei contribuenti. La constatazione arriva dalla ricerca pubblicata sull’ultimo numero di Dialogo sui farmaci, la rivista di aggiornamento e informazione indipendente curata dall’Asl 20 e dall’azienda ospedaliera di Verona. Maria Font e Federica Schievenin hanno analizzato le liste di trasparenza con cui l’Aifa periodicamente aggiorna la rimborsabilità degli “off patent”. I farmaci che risultano totalmente gratuiti all’assistito perché hanno un prezzo uguale o inferiore a quello di riferimento sono poco più di tremila, ossia il 76% del totale. Quelli invece che comportano il pagamento della differenza sono poco meno di un migliaio, pari al 24,6%. Se si vanno ad analizzare le prescrizioni dei medici, tuttavia, si scopre che il 64% delle ricette (e il 71% della spesa) riguarda proprio quelle specialità che hanno prezzo superiore. A conferma gli autori portano l’esempio del ramipril: in commercio sono reperibili 21 confezioni, diciotto con prezzo allineato a quello di riferimento e tre con una differenza a carico del paziente; il 77% delle confezioni dispensate riguarda proprio queste ultime.
Ma non sarebbe colpa dei medici. Nelle liste di trasparenza non viene riportato il prezzo di vendita di ogni confezione ma soltanto quello di riferimento, quindi chi prescrive non sa se il farmaco indicato in ricetta costringerà il proprio paziente a una spesa aggiuntiva oppure no. Secondo gli autori della ricerca nelle scelte del prescrittore pesano pero’ familiarità e confidenza con la marca più nota, ragion per cui le proposte avanzate dalla rivista per ovviare al problema sono due: da un lato migliorare l’informazione indipendente ai medici, dall’altro tagliare fuori dalle liste di trasparenza tutti i farmaci che hanno un prezzo superiore a quello di riferimento.

Fonte

Tag

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.