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QUALCHE DATO

Esaminando la lista dei terremoti più potenti degli ultimi 100 anni spicca un dato significativo: il drammatico accorciamento dei tempi tra un cataclisma ed il successivo.

Nei 12 anni successivi il terremoto di Reggio Calabria del 1908 – ad esempio – non furono registrati nel mondo terremoti di magnitudo superiore ai 6 gradi Richter.
Gli anni che andarono dal 1920 al 1939 furono caratterizzati da numerosi mega-sismi (Cina 1920; Giappone 1923; Cina 1927; India 1935; Turchia 1939), tuttavia come si può ben vedere nessuno di essi si verificò a distanza di uno o due soli anni dal precedente. Il minimo intervallo tra due eventi fu di tre anni.
Dal 1939 al 1960 – ben 21 anni – non si registrarono sismi di magnitudo superiore ai 6 gradi Richter.

Dopo il 1960 – anno del cataclisma cileno, il più potente mai registrato – trascorsero altri 10 anni senza che si verificasse alcun mega – sisma.

Dal 1970 al 1990 i cataclismi furono tre: Peru’ 1970; Cina 1976 e Iran 1990. I primi due a distanza di 6 anni, ed il terzo dopo ben 14 anni dal secondo.
Dal 1990 al 2001, nessun grande cataclisma. Poi di colpo le cose cambiarono.

Quello indiano del 2001 fu succeduto – nel 2003 – da ben due mega-terremoti nel medesimo anno: quello algerino e quello iraniano.

Nel 2004 ebbe luogo il primo cataclisma indonesiano.

Nel 2005 fu la volta del secondo cataclisma indonesiano e di un nuovo mega-sisma in Pakistan.
E ancora a distanza di un solo anno – nel 2006 – il terzo indonesiano.
Il 2007 è l’unico anno – dal 2003 al 2011 – in cui non si siano verificati eventi sismici superiori al 6° Richter.
2008: Cina.
2009: Indonesia.
2010: Haiti e Cina.
2011: Giappone.

Fonte

N.B. Il sisma abruzzese del 2009 non è stato incluso in quanto di potenza inferiore al 6° Richter, per lo meno secondo i dati ufficiali.

QUALCHE CONSIDERAZIONE

Per rendere l’idea, dal 1908 al 2002 i tempi di intervallo tra un cataclisma ed il successivo si attestavano su una media di 7,3 anni.
Dal 2003 al 2011 la media è crollata a 0,8 anni.

Sebbene il calcolo prenda in considerazione lassi temporali di ben diversa portata, il dato mi sembra abbastanza inquietante.

Anche considerando le singole decadi si può notare come la frequenza dei cataclismi nelle decadi più vecchie risulti sensibilmente inferiore rispetto a quella della decade a noi più vicina:

1908 – 1918: 1 cataclisma
1918 – 1928: 4 cataclismi
1928 – 1938: 1 cataclisma
1938 – 1948: 1 cataclisma
1948 – 1958: nessun cataclisma
1958 – 1968: 2 cataclismi
1968 – 1978: 2 cataclismi
1978 – 1988: nessun cataclisma
1988 – 1998: 1 cataclisma
1998 – 2008: 7 cataclismi

E’ inoltre molto interessante notare come l’area più colpita sia stata quella asiatica, e come Nord Europa, Gran Bretagna e Nord America siano finora scampate ad eventi sismici di straordinaria portata. Nessuno dei 23 cataclismi verificatisi dal 1918 al 2011 si è abbattuto su di esse.

IL ‘CASUALISMO’ CHE SCRICCHIOLA

Cosa possono suggerire tali dati? Ad esempio che la tesi ‘casualistica’ stia iniziando a scricchiolare. Ogni anno che passa è sempre più difficile attribuire ad una ‘casualità’ naturale questa vertiginosa escalation catastrofica, anche piuttosto ‘selettiva’ dal punto di vista geopolitico.

Di converso crescono le quotazioni dei ‘deterministi’, coloro i quali cioè sostengono che il fenomeno sia da ascriversi a ragioni ben precise. A loro volta suddivisi in due grandi ‘correnti’ contrapposte:

naturalisti, suddivisibili in:
– quelli che considerano il rapido susseguirsi delle catastrofi come la ‘prevedibile’ conseguenza di una serie di rari eventi astronomici in corso.
– quelli che – a seconda del credo o dottrina – giustificano l’escalation sismica come il prodromo dello Armaghedon, l’inizio della Fine dei Giorni o l’effetto di un ‘salto’ quantico in predicato a compiersi nella nostra dimensione / densità.

cospirazionisti, suddivisibili in:
– quelli che sostengono che gli eserciti e/o servizi segreti anglo-americani sarebbero in grado di sfruttare le catastrofi come arma persuasiva politica nei confronti di paesi ed aree non ‘collaborativi’, tutto ciò grazie a tecnologie occulte oppure allo uso del nucleare applicato alla geofisica.
– quelli che inquadrano il crescente ricorso alle tecnologie di cui sopra come una delle tante espressioni di un progetto oligarchico volto ad ottenere un ‘reset’ della umanità, in ossequio alla agenda eugenetica della lobby globalista. Tutto ciò – a seconda delle diverse interpretazioni – in funzione di una distorta vocazione ambientalistica, per fini rituali / propiziatori o come strumento di attuazione di una campagna esopolitica.
– quelli che giudicano i cataclismi come l’effetto indiretto – non cercato ma nemmeno ostacolato – dei test nucleari imbastiti dai singoli stati.

TESI NATURALISTA
La tesi naturalista ha dalla sua numerose teorie e profezie perfettamente trasversali dal punto di vista culturale, sebbene fin troppo variamente interpretabili.

Diversi scienziati hanno prodotto studi finalizzati alla previsione dei disastri geologici innescabili da fenomeni come la inversione dei poli magnetici planetari’, lo incremento della attività solare ed il ‘buco nell’ozono.’
L’occultismo ‘creazionistico’ alla Sitchin e Mars – paventando la nefasta influenza astronomica del pianeta X (o Nibiru) di ritorno dopo millenni di viaggio lungo la sua gigantesca orbita – si pone anch’esso a favore della tesi naturalista.

Anche uno dei più noti previsori di terremoti del secolo scorso, Raffaele Bendandi, sembra avesse calcolato il verificarsi di una serie di ‘parossisimi’ proprio nello attuale periodo storico, per via dell’effetto suscitato sulla pressione terrestre da alcuni rari allineamenti astronomici.

Si può inoltre rilevare come la tesi naturalista sia molto supportata dai mass media.
Hollywood, le cui rappresentazioni di catastrofi (tutte tassativamente spontanee) sono andate moltiplicandosi di pari passo ai cataclismi susseguitisi nella realtà.
La televisione, in cui nell’ultimo decennio sono proliferati i documentari incentrati sulla ‘fine dei giorni’ (anche qui puntualmente rappresentata come fenomeno spontaneo o sovrannaturale), e la quale non disdegna mediante i notiziari di dare ampio risalto ad eventi quatomeno ‘ambigui’ come la recente moria di animali.
Internet, attraverso diverse correnti neo-spiritualistiche, una parte dello occultismo ed una serie di siti dedicati alla ‘fine dei tempi.’

TESI COSPIRAZIONISTA

La tesi cospirazionista è supportata da alcune interessanti dichiarazioni e documenti politici oltre che dalle denunce lanciate da molti ricercatori e giornalisti indipendenti.

A seguito del cataclisma haitiano nel 2010 il presidente venezuelano Hugo Chavez si dichiarò certo che il disastro fosse stato indotto artificialmente da una arma sismica statunitense.

Si riferiva al programma HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program), installazione civile/militare statunitense finalizzata alla ricerca scientifica sugli strati alti di atmosfera e ionosfera e alle comunicazioni radio per uso militare, secondo la versione ufficiale.

Secondo altre fonti si tratterebbe invece di una installazione militare capace di colpire la ionosfera con potentissime scariche elettromagnetiche ad alta frequenza, allo scopo di modificare il clima e provocare eventi sismici mirati, anche a grandissima distanza..

Di HAARP dibatté ufficialmente il parlamento russo nel 2002. Il documento risultante, controfirmato da 188 deputati, recitava: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari.”

In passato numerosi giornalisti, ricercatori ed esperti indipendenti hanno denunciato l’esistenza di armi sismiche in mano alle forze anglo-americane. Tra le tante citiamo quella di Benjamin Fulford (vedi).

Anche lo attivo supporto prestato dai mass media alla ipotesi ‘naturalista’ assume forse un senso più netto se interpretato come strumento mistificatorio di un atto doloso, così che una serie di catastrofi ‘artificiali’ finiscano per essere percepite sotto forma di eventi ‘naturali’ o ‘trascendenti.’
Potrebbe trattarsi di un ottimo esempio di false flag del nuovo millennio, non più basata sulla interposizione di un capro espiatorio umano ma – grazie al potere persuasivo dei media – astronomico o addirittura trascendente. In tal caso la cosa rappresenterebbe un ironico ritorno al passato.

Il cospirazionismo più ‘estremo’ punta il dito contro una serie di documenti da cui si evincerebbe la aspirazione – coltivata dai facoltosi aderenti alla ideologia ‘globalista’ – ad una depopolazione su vasta scala.
Di indizi a supporto di questa teoria ce ne sono parecchi, sebbene la persuasività sistemica ci abbia indotti ormai da tempo a considerarli ‘ordinaria amministrazione.’ Fenomeni più o meno evidenti (ad es. inquinamento globale, farmaci tossici, additivi alimentari nocivi, scie chimiche, codex alimentarius, oscurantismo scientifico, terzo mondo, sistema debito, e molti altri) dai quali potrebbe desumersi – al di là dei singoli intenti di facciata – la esistenza di una occulta campagna eugenetica finalizzata al contenimento / selezione della popolazione planetaria.

Il monumento delle Georgia Guidestones – eretto in Georgia (USA) nel 1980, si ritiene su commissione di una società segreta – con le sue ‘linee guida’ da seguire in ‘caso’ di cataclisma globale, ed il preciso riferimento ad una popolazione mondiale ‘ideale’ di 500 milioni di unità – di sicuro non nuoce alla tesi cospirazionista (vedi i post correlati).

Recentemente è emersa una ulteriore teoria (supportata da Adam Kadmon, esperto di cospirazioni per ‘Mistero’) secondo cui l’incremento dei mega-sismi sia collegato alla proliferazione dei test nucleari. Di seguito la tabella riassuntiva che pone in correlazione test nucleari e terremoti dal 1953 (anno in cui Stati Uniti, Russia, Cina e India iniziarono a compiere test nucleari con regolarità) al 1988. Sarebbe stato interessante poter consultare i dati dello ultimo decennio.

Fonte

OPINIONE PERSONALE

Tra le ipotesi esaminate in questo post mi sembra che quelle di stampo naturalista siano le meno attendibili. In larga parte – infatti – esse si ispirano a nozioni e dottrine facilmente manipolabili. Antiche profezie? Forse. Però non mi stupirebbe se alcune di esse fossero state strumentalizzate ed altre addirittura costruite di sana pianta per fini di persuasione. Rari allineamenti astronomici? Forse. Però non essendo un astronomo nè un geofisico potrei solo affidarmi ciecamente ad una delle tante teorie – più o meno accreditate – che circolano al riguardo.

Abbandonando la ormai impraticabile idea che la escalation sia frutto di una casualità naturale, e trascurando la possibilità che nel concreto alcune delle fattispecie teorizzate potrebbero addirittura coesistere ed intersecarsi, allo stato attuale propendo per la tesi cospirazionista. Mi considero una persona spirituale, non mi spiacerebbe sperimentare un catartico balzo quantico, e probabilmente credere alle ipotesi sovrannaturali ed astronomiche mi renderebbe meno amaro lo spettacolo di queste tragedie.

La memoria storica tuttavia – mi suggerisce come spesso in passato il bisogno innato di spiritualità e la disinformazione siano stati manipolati e sfruttati per fini di controllo.

Per concludere, due considerazioni.

La prima è che più in fretta ci toglieremo dalla testa gli stereotipi con cui siamo abituati a identificare una guerra, più in fretta riusciremo a decodificare gli odierni eventi mondiali. Oggi la guerra si fa anche a colpi di finanza, energia, false flag, mass media, intelligence, finte rivoluzioni e – probabilmente – catastrofi artificiali.
La seconda è che dal punto di vista sociale gli ultimi decenni sembrino avere avuto un preciso leit motiv: una invisibile ed implacabile guerra condotta dai padroni del mondo contro il resto della popolazione planetaria; assuefacendola alla cultura del controllo e della alienazione; attentando ai suoi diritti inviolabili; inculcandole paura e diffidenza e suscitando una diffusa aspirazione verso un radicale ‘cambiamento.’ Viene da chiedersi se queste direttrici facciano capo ad un unico, grande progetto.

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