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La Libia pare sia una società pluri-tribale governata da un accordo tra tribù per appoggiare lo Stato di Gheddafi. Le recenti rivolte in Libia sembrano dovute al fatto che alcune tribù non vogliono più Gheddafi. Dunque è scoppiata una guerra civile tra chi vuole mantenere il regime di Gheddafi (dunque le tribù a lui fedeli), e chi vuole rovesciarlo (le tribù in rivolta).

Da ieri la Francia e l’Inghilterra, col supporto logistico degli USA e l’approvazione dell’ONU (e dunque della Russia, che si è astenuta) e della Lega Araba, hanno cominciato a bombardare le forze fedeli a Gheddafi. Oggi la Lega Araba si è lamentata che l’attacco non era previsto, l’ONU è andata a controllare che si faccia quello che aveva detto, e la Russia, che oggi si è ricordata dei civili (non essendo ceceni, infatti, non è possibile ammazzarli senza pietà a decine e decine di migliaia radendo al suolo intere città).

Lasciamo perdere se hanno ragione ONU, Lega Araba e Russia a dire che il permesso ONU era più limitato di quanto stanno facendo i franco-austro-americani: non ho letto la risoluzione, non so se è vero.

Lasciamo perdere che i pacifisti sono ormai zitti perché tanto alla Casa Bianca c’è un nero, e gli USA non hanno deciso unilateralmente ma si sono parati dietro la Francia e l’Inghilterra, che da sole però pare abbiano difficoltà notevoli ad attaccare la Libia.

Lasciamo perdere Gheddafi Junior che, dopo aver comprato il dottorato dall’ideologo delle democrazie David Held alla London School of Economics, ha comunque dimostrato dei passi avanti rispetto al suo babbo affermando in TV: “Non attaccheremo aerei civili”, pensando in cuor suo “stavolta”.

Lasciamo perdere che ci si lamenta sempre che l’Unione Europea non esiste politicamente per colpa degli USA, e poi si scopre che l’Unione Europea non esiste politicamente punto e basta, che non è mai esistita, e che non esisterà probabilmente mai perché i Paesi europei sono troppo diversi tra loro, avendo culture e interessi diversi.

La domanda è: ma in un sistema tribale, una volta abbattuto il leader tribale che aveva tenuto insieme il Paese, cosa si fa? Si crede che le tribù in rivolta riusciranno a conquistare il potere? Anche senza l’artiglieria e l’aeronautica dell’esercito libico ufficiale, ci sono comunque le tribù fedeli a Gheddafi.

O questa storia delle tribù è erronea e la Nazione libica esiste sul serio, come esiste un’opposizione in grado di gestire il dopo-Gheddafi, oppure ci sarà la disgregazione della Libia, o la guerra civile, anche dopo Gheddafi.

A quel punto occorrerà mettere 100,000 soldati in Libia per controllare la situazione. Questo esercito dovrà far finire la guerra civile, che si combatterà senza carriarmati e senza aerei, ma tra centinaia di migliaia di uomini armati di mitra, in un’economia distrutta dagli attacchi e dal rallentamento delle esportazioni petrolifere.

Oppure servirà una cifra molto minore per controllare i pozzi petroliferi, ma la cosa mi sembra stupida: se la Libia diventa res nullius, sarà sempre un casino tenere il controllo delle zone di estrazione e raffinazione, serviranno comunque decine di migliaia di soldati per sempre, e non ci sarà alcuna legittimità internazionale, che minerà la posizione franco-inglese nel medio-lungo termine, oltre a trascinare gli americani in un altro pantano: per questo motivo non credo alle storie del “Neocolonialismo”.

Io credo che si stia facendo un errore: si è giustificato l’intervento parlando di emozioni (“ah! i bombardamenti sui civili!”, come se le rivolte e le guerre civili si combattessero con lanci di arance e pomodori), invece che di una vera e propria analisi della situazione interna libica. Se la storia delle tribù è erronea, e il dopo Gheddafi sarà caratterizzato da un governo meno autoritario e sanguinario e non il caos e la guerra civile, meglio per tutti. Ma dubito che sarà così.

Allo stato attuale, la politica estera franco-anglo-americana sembra degna della Corrida, “dilettanti allo sbaraglio”, e quella italiana dimostra inequivocabilmente che la parola di un politico italiano conta meno di zero.
Pubblicato da Libertarian | Commenti
Tag: politica internazionale

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