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Secondo i dati rilasciati ieri da CORELOGIC il patrimonio netto negativo delle famiglie americane, ovvero il numero delle famiglie che si ritrova con un mutuo residuo di importo superiore al valore della casa in cui vivono è salito ad 11,1 milioni di famiglie che rappresenta il 23,1 % di tutte le abitazioni acquistate con indebitamento ipotecario in America alla fine dello scorso anno.

Una dinamica inevitabile che non fa altro che riflettere la double dip, ovvero la nuova caduta dei prezzi delle case in corso in America che potrebbe assumere la dimensione di un nuovo calo dal 10 al 25 %, come ricordato anche da Robert Shiller.

Inoltre 2,4 milioni di americani sono rimasti con solo un 5 % di patrimonio positivo per un totale che sfiora ormai il 28 % a livello nazionale quasi un americano su tre probabilmente rinuncerà ad ulteriori consumi.

Un calo del 5/10 % ulteriore dei prezzi delle case porterà ad un aumento del 10 % della quota di patrimonio negativo nazionale. Su 744 miliardi di patrimonio negativo 450 miliardi sono riferiti a coloro che dopo aver contratto un mutuo sono sotto di oltre il 50 % nel valore della propria abitazione.

Provate ad immaginarvi cosa significhi vivere in un casa non vostra, con il 50 % del valore di perdita che corrisponde ad un debito che probabilmente non verrà più recuperato, nei prossimi decenni. Inoltre provate ad immaginarvi cosa significhi perdere il posto di lavoro senza potersi trasferire per cercare nuove opportunità, ovvero una delle variabili che influisce sulla disoccupazione strutturale americana.

Ogni follia immobiliare ha bisogno di decenni per rivedere i prezzi della bolla! E' ovvio che il rischio di un pignoramento è maggiore maggiore è la percentuale di sottopatrimonializzazione della proprietà.

Mentre i mutuatari non hanno alcuna regola contabile che gli aiuti a stabilire in maniera soggettiva il valore della propria abitazione, grazie alla magnanimità del FASB, tutto il sistema finanziario nonostante un nuova calo dei prezzi eviterà qualsiasi svalutazione e continuerà a tenere a libro contabile, titoli tossici e strutturati che nella sostanza valgono meno che nulla in attesa di un qualunque nuovo stress test che racconterà come è possibile alla fine vivere per sempre tutti felici e contenti.

 

 L'Antitrust europeo (Eba) sta conducendo uno stress test piu' duro per 88 banche europee quest'anno, basato sulla simulazione di una contrazione del Pil dello 0,5% nel 2011 e dello 0,2% nel 2012. Lo scenario avverso messo a punto dal'Eba prevede anche un ribasso del 15% del mercato azionario europeo e un aumento di 75 punti base dei rendimenti a lungo termine dei bond governativi europei, un aumento di 125 punti base dei tassi d'interesse sui prestiti interbancari e un forte calo del mercato immobiliare. Il test prevede anche uno shock da domanda legato a un deprezzamento del 4% del dollaro Usa. L'anno scorso le banche esaminate sono state 91 e solo 7 sono risultate bocciate dal test. (Repubblica) .lica

In fondo, nel luglio del 2007,  tutte le banche irlandesi avevano passato indenni il precedente stress test europeo, anche se in realtà è difficile che il vostro medico per una questione di privacy e in questo caso del solito rischio sistemico per l'ennesima volta confidi al pubblico che si non ve la passate bene ma che la metastasi che avete in fondo non è poi cosi male!

Chissà se qualcuno terrà conto dei possibili stress che abbiamo visto insieme in Shock Economy 2011 dove troverete anche un documento inedito in anteprima in Italia che accende un faro su un aspetto che ben pochi stanno evidenziando, come futuro probabile rischio sistemico.

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Pubblicato da icebergfinanza | Commenti

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