Stampa / Print
Un fenomeno piu’ diffuso di quanto si pensi. I cosiddetti “Tic”. Spesso sono sintomi della sindrome di Tourette: una malattia neurologica con basi genetiche, non rara e comunque orfana di cure, difficilmente diagnosticata e il più delle volte mal gestita perché ritenuta di competenza psichiatrica. Anche cane e gatto soffrono di tic, movimenti involontari e ripetuti senza scopo che proprio dal mondo animale prendono il nome: un suono onomatopeico praticamente invariato in tutte le lingue europee, prestato alla medicina dell’uomo dalla scienza veterinaria.
Sono ‘tourettiani’ circa 400 mila italiani degli 800-900 mila che soffrono di tic. In quasi 100 mila casi la patologia assume forme socialmente invalidanti e in circa 5 mila resiste anche ai farmaci. Il ritratto dei ‘malati di tic’ arriva dagli esperti dell’Irccs Galeazzi di Milano, leader nella diagnosi e nella terapia della sindrome descritta per la prima volta nel 1885 dal medico francese Gilles de la Tourette. “Ogni settimana vediamo 15-20 pazienti da tutta Italia”, spiega oggi in un incontro a Milano Mauro Porta, direttore del Centro Tourette e Parkinson dell’istituto meneghino, che nella sua carriera di tourettiani ne ha visti “1.500, contro i 4-5 della media dei neurologi”.
La malattia è più frequente nei maschi (3-4 volte più colpiti delle donne) e compare in età pediatrica, ‘incrociandosi’ spesso con l’Adhd (sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività). In genere inizia a manifestarsi intorno ai 5-7 anni e nel 20-30% dei casi persiste anche in età adulta. La prevalenza del disturbo è compresa tra lo 0,15% e l’1-3% della popolazione, e secondo vari specialisti negli ultimi anni il problema è diventato più frequente.
Mauro Porta nel 2009 ha dedicato un volume alla storia dei Tic, “Il cervello irriverente. Storia della malattia dei mille tic “, edito da Laterza, per chi volesse approfondire.

Fonte

Tag

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.