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Sotto trovate la traduzione dell’articolo Multiculturism As A Means To Divide And Rule: The Layman’s Primer di Louis Beam. Premessa: non si interpreti questo articolo come istigazione al razzismo o all’intolleranza. Esso è l’opposto, lo si legga bene. Essere contro il multiculturalismo non vuol dire essere contro gli immigrarti. L’articolo afferma che “La rabbia diretta verso i liberali, (2) i Neri, o le persone di colore è uno spreco.” Gli immigrati non sono gli artefici di tale situazione; non è con loro che dobbiamo prendercela; essi sono costretti da una situazione economica internazionale di predazione a migrare verso i “cosiddetti” paesi sviluppati, dove entrano in conflitto e competono con la popolazione locale. E’ vero che in molti paesi del mondo troviamo ancora delle usanze e delle culture contrarie ai diritti umani, ed è giusto ospitare chi fugge da situazioni intollerabili. Ma, spesso, chi abbandona comunità, famiglie, affetti e relazioni per migrare nelle nostre nazioni, sarebbe ben lieto di non abbandonarle, se non fosse per il dramma economico e sociale dei loro paesi, creato dalla globalizzazione economica e dalle guerre per esportare la democrazia. Questi sono le vittime; come vittime sono i popoli delle nazioni che subiscono questo strumento di divide et impera a vantaggio di una piccola élite. Detto questo c’è da specificare anche un’altra cosa; non penso che le diversità tra le persone all’interno di un paese siano in se negative; esse non sono automaticamente sinonimo di conflitti; anzi, queste possono essere sinonimo di ricchezza; nello stesso articolo l’autore è a favore di una società che consenta “l’espressione delle differenze naturali negli uomini”; ma nei nostri paesi che stanno marciando verso il Nuovo Ordine Mondiale Il multiculturalismo e le diversità sono manipolate per diventare uno strumento di conquista nelle mani dell’elite, che servono a distruggere il tessuto sociale, a scardinare i diritti di tutti, a creare competizione per le risorse sempre più scarse e a fomentare lotte e conflitti infiniti. E’ vero che spesso, nel corso della storia, culture e civiltà si sono reciprocamente influenzate e arricchite. Ma l’odierna ricchezza e varietà culturale impostaci dall’alto sembra che ci abbia tutti impoverito nell’anima individuale e nei diritti collettivi. In realtà il Multiculturalismo imposto dall’elite è lo sradicamento e l’appiattimento di tutte le culture e di tutte le diversità all’interno dell’uniformità e del conformismo globale di un’Unica Cultura/Religione New Age, frullato-morte di tutte le religioni e le culture locali. Nell’articolo La Globalizzazione? Peggio di un esercito di occupazione  Lino Bottaro afferma:

“E’ il diabolico gioco della globalizzazione quello di distruggere le civiltà attraverso un forte processo di integrazione razziale. La società americana ne è l’esempio più sconfortante. Una forzata integrazione razziale ha portato all’isolamento culturale e sociale dell’individuo non più rappresentato da una coesa e identitaria società antica di appartenenza, ma da una società apparentemente multirazziale in realtà governata da una razza “superiore” la razza detentrice del potere economico e di conseguenza politico.
Può sembrare un discorso generico e logico, in realtà e una considerazione dalla quale non si può prescindere. Oggi ogni popolo che si è fatto permeare dalla globalizzazione, è caduto preda di un potere  finanziario globalista che lo ha letteralmente soggiogato ed indotto a comportamenti controproducenti per la sua stessa vita.”

Il Multiculturalismo è la morte di ogni identità culturale. Le diversità, infatti, hanno la loro ragione di esistere in quanto fenomeni locali, non globali. Infatti Lino Bottaro conclude con quelle che sono delle proposte condivisibili:

“Amore locale, cibo locale, cultura locale, bellezza locale, sentire locale, solidarietà locale, lavoro locale, ambiente locale, divertimento locale, amici locali, perché l’anima vuole restare laddove si è alimentata. L’anima non vuole essere migrante.”

Per ritornare a ciò bisognerà però fermare la globalizzazione denunciando massivamente quelli che sono i principali artefici: l’élite Gesuita/Cavalieri di Malta/Sionista. Se non si diventa consapevoli di questa élite, questa continuerà i propri programmi nell’ombra. Se invece la si espone massivamente, e se non si eseguono più passivamente i suoi ordini imposti con la forza, allora c’è la speranza di un cambiamento

Il Multiculturalismo come mezzo di Divide et Impera

Un saggio di Louis Beam
Revolution Harry
22 Genanio 2010
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com

Nessuna nazione è nata multiculturale. Il multiculturalismo è una condizione malsana e innaturale che può solo affliggere gli stati in declino nazionale. Uno stato multiculturale porta nella sua genesi i semi della finale distruzione nazionale. Tutte le nazioni multiculturali si troveranno ad essere in uno stato di degrado politico, morale, economico e sociale. L’avidità e la corruzione caratterizzeranno il  governo, accompagnate da misure oppressive nei confronti dei cittadini. Bugie e inganni saranno fornite e commerciate da mezzi di comunicazione, politici e istituzioni scolastiche. Questi sono i capibanda dell’avvento del multiculturalismo.
Nei tempi moderni il multiculturalismo viene istituito dall’alto verso il basso come uno strumento elitario della classe dirigente, utilizzato per mettere uno o più gruppi razziali o etnici l’uno contro l’altro. La conseguente mischia culturale serve i disegni politici, gli obiettivi economici e le esigenze di potere dei governanti elitisti e dei loro sponsor. Questa tecnica è stata sviluppata dagli ideologi Marxisti che hanno utilizzato il multiculturalismo in Russia per dividere e conquistare la resistenza all’istituzione di uno stato comunista. Il risultato finale del loro insediamento di successo fu l’assassinio di trenta milioni di esseri umani nella sola Unione Sovietica. Molti di più altrove.
La stessa cabala internazionalista che, dai propri istituti bancari a New York, patrocinò Lenin, Trotsky e Stalin come leader multiculturali dello Stato Sovietico, allo stesso modo sponsorizza i leader multiculturali degli Stati Uniti, del Canada e dell’Europa di oggi. Una rete interconnessa di fondazioni come la Ford e la Carnegie, gli imperi bancari internazionali, come Rockefeller e Rothschild, e le agenzie governative, sono ferme nella loro opera di controllo in tandem con gli scarichi di propaganda controllata come il New York Times, la CBS e Hollywood, per promuovere, favorire e istituire il multiculturalismo oggi. Mentre gli esempi utilizzati in questo saggio trattano soprattutto degli Stati Uniti, lo stesso processo con le stesse modalità è assunto altrove. Questo di per se è prova di prima facie di una cabala che promuove il multiculturalismo come strumento per raggiungere i propri obiettivi.
Il multiculturalismo è usato come un martello per forgiare della gente remissiva che costituirà gli stati obbedienti al Nuovo Ordine Mondiale. Come un’arma di guerra politica post moderna, il multiculturalismo ha pochi eguali, e si spiega così il suo attuale utilizzo contro tutta l’Europa occidentale, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda. L’intenzionale frammentazione di queste nazioni e la conseguente perdita di identità nazionale e scopo all’interno di unità politicamente disarmoniche, serve come trampolino di lancio verso il Governo Mondiale. E chi andrà a comporre questo Governo Mondiale? Una classe dirigente costituita da una “gerarchia economica” che sostituisce la filosofia della “gerarchia naturale” del XIX secolo. Una forza che vede i paesi e le persone che ci vivono principalmente come obiettivi economici da sfruttare, e secondariamente come bersagli militari da sconfiggere se si oppongono. Non bisogna farsi confondere dalle vetrine dei babbei compiacenti di sinistra che sono visti spesso e volentieri, ma non sempre, come i portavoce delle glorie del multiculturalismo. I sostenitori Liberali del multiculturalismo non sono altro che parassiti opportunisti che cavalcano sul retro di un fungo sociale che sta aggredendo il corpo politico. Mentre alcuni liberali incoerenti sono divenuti i portavoce del multiculturalismo, essi non dovrebbero essere visti come rappresentanti della principale corrente di liberali, allo stesso modo di come succede con i cosiddetti conservatori come Bob Dole e Newt Gingrich quando parlano da costituzionalisti e populisti. Gli stimoli reali, elitari invisibili, che promuovono il multiculturalismo come strumento di guerra, sono a loro volta tutt’altro che liberali, progressisti e democratici. Piuttosto essi sono tiranni sociali globali in cerca di più potere, più ricchezza e maggiore controllo sulle persone — e ad essi non frega niente che la politica sia di coloro che cercano di governare.
Gli elitisti intrallazzatori immaginano un governo mondiale dittatoriale composto da stati federati forzatamente, che, propriamente parlando, sono stati di polizia senza frontiere. Le Nazioni Unite fungeranno da casa di fronte al negozio e da facciata pubblica di quelli che manipolano gli eventi mondiali da dietro le quinte. Economicamente, si prevedono dei lavoratori di piantagione globali supervisionati dalle multinazionali che non hanno più interesse per i diritti umani di coloro che producono i loro prodotti o servizi, come Stalin fece per i suoi miserabili lavoratori. Gli stati vassalli produrranno beni e assicureranno la conformità dei loro sudditi definendo come terroriste tutte le opposizioni allo stato di polizia senza confini. Così saranno i bei tempi. Nei tempi difficili, quando le multinazionali elitarie non saranno in grado di mantenere il controllo, sarà utilizzata la potenza militare della NATO per far rispettare l’obbedienza agli stati non conformi. (1)

METODI USATI E LORO EFFETTI

Proprio come gli spot televisivi sono gestiti da chi trarrà profitto dalla loro messa in onda, il multiculturalismo è promosso in un paese da quegli sponsor che intendono beneficiare della sua accettazione.
Coloro che sponsorizzano il multiculturalismo sono propriamente chiamati multiculturalisti e si trovano generalmente tra quelle persone con un minimo di cultura personale di loro competenza. Come un albero morente lascia cadere le sue foglie e viene attaccato da funghi e vermi che lo degradano, così una nazione è aggredita dai multiculturalisti. La cultura dominante è attaccata da tutte le parti. Questo non è tanto un prodotto della malignità ma della necessità. Attraverso la denigrazione, il livellamento e l’indebolimento della cultura dominante, si crea un ambiente di disordini sociali, politici ed economici, che produce cambiamenti di cui beneficeranno gli sponsor di uno stato multiculturale. Se il governo e le notizie dei media inseguono inesorabilmente le questioni di razza, sesso e le diversità, piuttosto che i reali problemi che devono essere affrontati, ci sarà una divisione crescente nella società lungo le stesse linee. Il che è esattamente ciò che vogliono gli sponsor del multiculturalismo.
L’instabilità sociale, causata da una costante erosione di norme e valori, accoppiata con l’azzuffarsi di gruppi etnici in conflitto sopra le rimpicciolite opportunità economiche, produce appunto l’alienazione e il conflitto necessario per implementare uno stato multiculturale. Inoltre, la mancanza di standard e di valori comuni conduce alla disorganizzazione individuale, con conseguente comportamento asociale. Questo è il sistema di supporto vitale di uno stato multiculturale. In una parola: anomia.
Come strumento politico il multiculturalismo ha diverse applicazioni. E’ utilizzato per prevenire un consenso nazionale tra gli elettori. La confluenza di vite, culture, credenze, religioni, abitudini etniche, ecc. divergenti, assicura un fiume vorticoso di malcontento sopra il quale galleggia il multiculturalismo. E’ un metodo perfetto per garantire che non vi potrà mai essere un futuro accordo, unità e un destino comune concordato tra i governati. Il multiculturalismo rappresenta una forma fondamentale di divide et impera, a vantaggio del governo corrotto e dei suoi sponsor.
Il multiculturalismo è altresì uno strumento finanziario utilizzato a livello sociale ed economico su una popolazione target. Una volta implementato, esso diventa di fatto una battaglia per le scarse risorse e le opportunità economiche in contrazione, con la pesata del governo dal lato del lavoro a basso costo. Attraverso l’immigrazione (legale e illegale) è assicurato un continuo flusso di lavoratori poveri, che lavorano per un corrispettivo minore e continuano a dirigere i salari verso il basso. Per la stragrande maggioranza dei cittadini il tenore di vita non aumenterà, ma sarà in costante diminuzione.

Come regola generale:

L’ammontare di multiculturalismo in ogni società è direttamente proporzionale alla corruzione al vertice del sistema politico e inversamente proporzionale all’unità nazionale.
Ciò significa: il multiculturalismo avrà tanto più successo quanto più il paese sarà fallito.
Il multiculturalismo può essere impiegato anche come “strumento di transizione” per accompagnare una popolazione target da una forma di governo ad un’altra. Quando una condizione politica di avidità, corruzione su vasta scala e diversità di obiettivi è accoppiata ad una condizione sociale di droga, violenza e malcontento, qui esiste l’ambiente perfetto per un cambio di governo verso un sistema che serve più da vicino gli interessi a lungo termine dell’elite al potere. Vedendo che sia il problema che la soluzione sono forniti dalle stesse presone, ciò ci fa comprendere l’importazione all’interno degli Stati Uniti, da parte della CIA, di un centinaio di miliardi di dollari di cocaina e altre droghe. Mentre allo stesso tempo spiega il coinvolgimento di FBI, ATF e altre agenzie federali più segrete nel terrorismo interno e nella sua copertura. Improvvisamente, quelli che erroneamente si pensava fossero eventi non correlati, mostrano il loro comune scopo e filo conduttore. All’interno dell’ambiente deleterio del multiculturalismo esiste l’opportunità di propaganda per la rieducazione del popolo in un’entità più malleabile. Una popolazione target sarà mentalmente plasmata attraverso nuove forme di educazione pubblica nelle scuole, indottrinamento mediatico e da dichiarazioni elitarie. Posti così in un crogiolo di necessità economica e pressione sociale, i liberi cittadini di una volta diventano masse scoraggiate, si adeguano e accettano, cambiando fondamentalmente le circostanze nazionali in una faccenda di espedienti di sopravvivenza. Per i reticenti, la conformità sarà assicurata con la forza nella forma di sanzioni legali travestite da leggi anti droga, anti terrorismo o anti odio. Tutto questo porta verso quello che George Orwell ha così bene predetto nel suo libro 1984:

“Quasi certamente ci stiamo muovendo in un’epoca di dittature totalitarie. Un’epoca in cui la libertà di pensiero sarà prima un peccato mortale e in seguito un’astrazione priva di significato.”

Una società si è generata dove i canoni del comportamento più asociale, di uno stile di vita deviante, o dei fallimenti personali, sono fissati per lo più dal governo. Non è un caso! Non è un errore del governo, nemmeno un liberalismo sviato; è esattamente ciò che è mediante pianificazione, intento e obiettivo. Un programma sostenuto sia dalle amministrazioni Repubblicane che Democratiche perché i finanziatori elitari di entrambe sono gli stessi. E’ il programma di un governo che è caduto saldamente nelle mani delle forze del male. Il mancato riconoscimento di questo punto saliente si tradurrà nell’infinito inseguimento di tangenti, oppure nel dare inutilmente la colpa a quelli che non hanno potere di cambiare l’attuale direzione degli eventi. La rabbia diretta verso i liberali, (2) i Neri, o le persone di colore è uno spreco. Sarebbe produttivo riorganizzare il governo dal basso verso l’alto.
Il multiculturalismo, come la droga, è un’arma insidiosa. Distrugge sia il cuore che il tessuto di un popolo. Tutti i legami di famiglia, di comunità e del popolo nel suo complesso sono distrutti da questi due oppiacei della mente umana. Entrambi sono sponsorizzati da cima a fondo da un’elite mondiale decisa nella creazione di un ordine mondiale il cui potere è tale che i suoi soggetti non possiedono alcun potenziale per la resistenza.
Per sua natura, ogni stato di polizia emergente cerca di imbrigliare alla propria volontà sia il potere dello stato che il popolo. Quando ci sono delle chiamate a supporto di slogan criptici come guerra al crimine, alla droga, al terrorismo, all’odio, alla povertà, ecc. ciò che significa realmente è “il conferimento del potere allo stato e il plauso allo stupro delle vostre libertà.” In sintesi: il multiculturalismo è un altro programma progettato per creare i soggetti di uno Stato di Polizia Senza Frontiere. Una volta accoppiato con la guerra alla droga e con quella al terrorismo, si realizza il mondo di Orwell della guerra senza fine. Dovrebbe essere il loro mondo, i loro ordini e nulla di nuovo, per una sete di dispotismo che è antica quanto l’uomo stesso.
L’antitesi del multiculturalismo è la solidarietà morale, religiosa e culturale tra le persone di una nazione. Credere in se stessi e nel bene ultimo del proprio popolo. Una coesione che produce una visione nazionale, con confini definiti di accettabilità e inaccettabilità negli affari di una nazione, permettendo al tempo stesso l’espressione delle differenze naturali negli uomini. In un tale ambiente Il multiculturalismo come strumento di guerra diventerà impotente e verrà respinto. Un primo passo necessario verso la guarigione è quello di guardare alla politiche, alle regole sociali e di governo provenienti da Washington DC con occhi nuovi, che erano offuscati da una vita di inganni e false informazioni diffuse dagli sponsor dell’elite. Non ignorando più che l’acquisto e il pagamento delle prostitute politiche a Washington DC per rappresentare voi o qualcuno che conoscete equivalga a tagliare il proprio polso con una lama del rasoio. Il comportamento auto distruttivo può beneficiare di un governo che “protegge lo stato di classe” ai sensi della diversità di leggi — ma non salverà voi, la vostra famiglia o la vostra nazione. L’America, il Canada e la maggior parte dell’Europa sono governate da politici su cui il meglio che si possa dire è che sono uomini di malaffare, ognuno intento a saccheggiare lo stato. Una cosa è chiara, l’élite Americana dominante di oggi è molto più vicina dal punto di vista ideologico al governo mondiale governato da pochi privilegiati, rispetto a quanto sia a quello che era il mondo della Rivoluzione Americana o della Convenzione Costituzionale del 1789. Eppure, lo spirito del 1776 vive su questa terra. Ancora una volta è ai nostri piedi la ribellione ai tiranni in obbedienza a Dio. Ascoltata da vicino e in lontananza si sente il suono della campana della libertà che sta chiamando i figli coraggiosi e le nobili figlie in suo aiuto. Loro non conoscono ne sinistra ne destra, ma solo il tradimento. E non avranno paura di rispondere. Lasciate che i tiranni tremino. E anche se il cielo cade, che vi sia giustizia.

Note:

1. Coloro che immaginano le Nazioni Unite in sé e per sé come una minaccia militare sono ingenui o volutamente ingannati. L’élite globale non si fiderebbe mai delle Nazioni Unite con un esercito diverso da quello noleggiato. A causa della diversità delle Nazioni Unite vi è un potenziale troppo grande che alcuni stati membri prendano sul serio la propaganda degli elitisti della legge “democratica” e della “uguaglianza” e potrebbe succedere che utilizzino quindi il personale militare senza l’autorizzazione elitaria. La NATO d’altra parte è controllata dal governo degli Stati Uniti, che è la forza principale dietro la creazione del Nuovo Ordine Mondiale. Essa è, e rimarrà nel futuro prossimo, l’esercito da scegliere per assicurare la conformità. Un rapido cambio di cappello da verde a blu farà delle truppe della NATO delle Forze dell’ONU quanto verrà sancita tale necessità dagli elitari.

2. Infatti pensatori liberali come Daniel Brandt hanno scritto molto più eloquentemente di chi scrive degli effetti deleteri del multiculturalismo. Il saggio Multiculturalismo e Classe Dirigente è un must per chi è interessato all’argomento.

http://revolutionharry.blogspot.com/2010/01/multiculturism-as-means-to-divide-and.html

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