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Radulovic S, Calderon MA, Wilson D, Durham S. Sublingual immunotherapy for allergic rhinitis. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 12. Art. No.: CD002893. DOI: 10.1002/14651858.CD002893.pub2 URL Upon publication: http://doi.wiley.com/10.1002/14651858.CD002893.pub2Una nuova revisione Cochrane dimostra che l’immuno-terapia con pillole o gocce sotto la lingua è un rimedio efficace e sicuro per combattere i sintomi del cosiddetto raffreddore da fieno causato da pollini e polveri sottili. Soprattutto nei bambini, questo approccio potrebbe essere una valida alternativa all’immuno-terapia per iniezione.I trattamenti comunemente usati per trattare il raffreddore da fieno causato da allergie includono l’uso dei farmaci anti-istaminici e corticosteroidi per via inalatoria. Quando questi medicinali non sono efficaci, i medici possono consigliare l’immuno-terapia, cioè il trattamento con l’allergene responsabile dell’allergia che stimola il sistema immunitario dei pazienti a combattere i sintomi dell’allergia stessa. Solitamente l’allergene è somministrato per iniezione, ma questa revisione dimostra che le pillole o le gocce da mettere sotto la lingua sono anch’esse efficaci.Una revisione Cochrane pubblicata nel 2003 aveva già dimostrato l’efficacia delle formulazioni sublinguali, anche se gli studi clinici a supporto di questa conclusione erano pochi. In questo aggiornamento della revisione i ricercatori hanno analizzato ben 60 studi che riguardavano allergie ai pollini, alle polveri sottili e, in un solo caso, ai gatti. “Rispetto al placebo, l’immuno-terapia per via sublinguale ha ridotto in modo significativo il ricorso ai farmaci antiallergici, così come i sintomi del raffreddore da fieno. Il trattamento era inoltre ben tollerato dai pazienti” afferma Suzana Radulovic, autrice della revisione e pediatra presso il dipartimento di ricerca sulle allergie dell’ospedale St Thomas’ di Londra“Gli effetti benefici sono stati simili negli adulti e nei bambini. Ricorrere all’immuno-terapia per via sublinguale è molto utile soprattutto nei bambini, in alternativa alle iniezioni. Ora serve studiare meglio quali sono i tempi e i dosaggi ottimali con cui trattare i pazienti ” conclude Suzana Radulovic.

Fonte: http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1665

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