Filiberto Caponi e gli alieni

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LA STORIA

Filiberto Caponi è un pittore ceramista di 23 anni, vive a Pretare, in provincia di Ascoli Piceno, e la notte del 9 maggio 1993 vede per la prima volta un alieno.
Sente uno strano suono, simile a un grido, un pianto, o il frinire di un insetto. Seguendo il rumore arriva a un angolo, davanti al quale vede una sorta di “sacchetto”. Pensando contenesse un animale, decide di liberarlo, ma prima lo tocca leggermente con il piede, per accertarsi che non sia pericoloso.
All’istante il “sacchetto” scatta in alto e Filiberto si rende conto che si tratta di una piccola creatura vagamente umanoide, con una testina calva, lunghe gambe coperte da bende, il corpo curvo coperto da uno strano involucro che sembra un pallone sgonfio, e delle manine atrofizzate.
La creature scappa velocissima, scavalca un muro con un balzo (dopo averci sbattuto contro) e scompare.

Filiberto raccoglie da terra un pezzo di una delle bende che coprivano le gambe della creatura, e decide di conservarlo, nascondendolo in cantina.

La notte seguente sia Filiberto che la sua famiglia sentono la creatura strillare e zampettare intorno alla casa, riuscendo a vederla solo per qualche istante. Il mattino, la benda è scomparsa: l’alieno è tornato a riprendersela per fare “sparire le prove”?

Qualche giorno dopo Filiberto sente di nuovo la creatura, e si precipita in strada armato di polaroid. Questa volta la creatura non corre, cammina solo a passo svelto e non sembra spaventata da Filiberto, tanto che il ragazzo riesce a scattarle due foto. Sono riprese un bel po’ da lontano, ma sono delle buone foto, l’immagine è nitida! Filiberto le nasconde in una cassetta di legno.

Il mattino dopo, Filiberto nota che la cassetta di legno è rovinata, così come le foto al suo interno: l’immagine della creatura non è più visibile, sono misteriosamente sparite altre prove.

Altre persone in paese dicono di sentire, nottetempo, strani “gridi”. Filiberto fa il terribile sbaglio di confidarsi con un amico, e in breve tutto il paese sa dell’alieno.

Filiberto, diventato ormai “famoso”, decide di contattare “il messaggero” per raccontare la sua storia, e scopre che il giornale ne era già al corrente (le voci girano…) e stava per mandare un giornalista a parlare con lui.
Esce un articolo sul giornale, e Filiberto comincia a essere tempestato da telefonate e lettere di scrittori, maghi, bambini, appassionati di ufologia, altri testimoni di incontri, ma soprattutto, cosa che lo inquieta molto, da parte di una misteriosa setta che dice di aver già conosciuto quella creatura.

Nel frattempo nei dintorni di Pretare vengono avvistate altre creaturine simili.

Filiberto “incontra” di nuovo la creatura mentre si trova con degli amici: sentono il suo grido, cercano di avvicinarsi, ma i suoi amici all’ultimo momento cominciano a fare gli stupidi e a lanciargli sassi, finché la creatura scappa. Ma almeno adesso ci sono altri testimoni. Più o meno.

Esce un nuovo articolo, questa volta su “Stop”.

In paese si scatena la caccia all’alieno. Anche Filiberto partecipa a una di queste battute di caccia, e assiste a una scena davvero inquietante: dopo aver sentito le grida della creatura, Dick, un cane da caccia, si lancia al suo inseguimento. Perdono di vista il cane, e poco dopo lo sentono guaire e poi lo vedono “volare” verso di loro: la creatura lo aveva scagliato via con forza.

Una sera, finalmente Filiberto si ritrova di nuovo faccia a faccia con il suo “amico”. Questa volta la creatura era tranquilla, non gemeva e non scappava. Filiberto fa un salto in casa a prendere la polaroid, e riesce a scattare una fotografia prima che l’alieno scappi di nuovo.

Nuovo incontro. Questa volta l’alieno sembra diverso: non ha più le bende sulle gambe e sembrava più magra. Guardandola bene Filiberto scopre il perché: la creatura non indossa il suo “palloncino”, è completamente nuda. È tranquillissima, guarda Filiberto e sembra sorridere, quindi il ragazzo riesce a tornare in casa e a scattarle altre foto di buona qualità.

Filiberto vede di nuovo la creatura, e questa volta riesce a mostrarla anche a sua nonna! La nonna ne è intenerita, lo trova grazioso. Filiberto scatta altre fotografie, e ha un nuovo testimone oculare.

Ora ha in tutto 6 foto. A questo punto Filiberto decide di venderle al migliore offerente.

I MEN IN BLACK

Mentre è in cerca di chi possa pubblicare le sue foto, Filiberto viene contattato dai Men in Black, misteriosi agenti americani con completo nero + occhiali che lo pedinano, lo inseguono… Il ragazzo riesce più volte a sfuggire da questi loschi individui.

Esce un articolo su “Visto” e Filiberto viene invitato a “i fatti vostri”.

Un giorno quattro carabinieri si presentano a casa di Filiberto con un mandato di perquisizione e l’ordine di confiscare tutto il materiale concernente “l’alieno”. Filiberto viene accusato di aver creato il panico e divulgato voci false suscettibili di turbare la quiete pubblica.
Il comandante suggerisce al ragazzo che il miglior modo di tirarsi fuori da questa situazione è di confessare di aver falsificato le polaroid. Filiberto, per paura di trovarsi nei guai, decide di dire una mezza verità (o una mezza bugia?): confessa di aver VERAMENTE visto una creatura misteriosa, ma, non essendo riuscito a fotografarla, di averne creato una copia con l’argilla. Per “dimostrare” questo consegna ai carabinieri un pezzo dell’argilla che usa per il suo lavoro, dicendo che è parte del pupazzo.
I carabinieri confiscano tutto il materiale e Filiberto rilascia la sua dichiarazione.
Solo nel 1998 Filiberto riesce a tornare in possesso delle sue polaroid.

IPOTESI a favore

La creatura presenta una pelle che sembra ustionata e un aspetto sofferente. Potrebbe essere vittima di un ufo crash durante il quale è rimasta ferita, potrebbe essere scappata ad altri alieni che la tenevano prigioniera e/o la torturavano, potrebbe aver subito una mutazione genetica per colpa della nostra atmosfera, o essere un esperimento genetico degli alieni.
Ha solo due dita nei piedi, e qualcuno ha fatto notare che questo la rende più simile a un equino (sono zoccoli?), ma dopotutto se è un alieno, è abbastanza probabile che sia diverso da noi, quindi perché non potrebbe avere gli zoccoli?

IPOTESI contro

Nelle fotografie la creatura è sempre nella stessa posa, possibile che non si sia mossa nemmeno un po’? La sua struttura anatomica è troppo approssimativa, un essere del genere non potrebbe stare in piedi né muoversi. In alcune foto si vede un sasso vicino alla creatura: serviva per tenerlo dritto?
D’altro canto, se fosse stata veramente modellata con l’argilla, la sua “pelle” ha una colorazione troppo strana, e dare quelle sfumature all’argilla è difficile, a meno che non sia stata colorata. Dopotutto Filiberto è un artista.

ULTERIORI IPOTESI

La creatura è stata “sguinzagliata” proprio con l’intento di saggiare le nostre reazioni alla vista di un alieno. Chi l’ha sguinzagliata? Gli alieni? Qualche misterioso ente governativo? I Men in Black? E chi l’ha “creata”? Gli alieni? Qualche misterioso ente governativo? I Men in Black?

FOTO:

SITO.

Filiberto, ovunque tu sia, scusa se non ho raccontato questa storia nei minimi dettagli, ma ho cercato il più possibile di accorciarla e semplificarla per non creare un topic troppo lungo. Se sei in ascolto, per favore, contattaci!

Modificato da Nevestella – 4/10/2010, 13:09

Fonte: http://chupacabraforum.forumfree.it/?t=51216498

1 comment for “Filiberto Caponi e gli alieni

  1. Anonimo
    9 settembre 2011 at 8:24

    Due occhi che non vedono, va a sbattere contro un muretto, non si accorge dell'arrivo di Filiberto, percepisce la luce e la osserva, va in giro solo di notte.. chissà, forse vive nel sottosuolo piceno..

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