Perché la diossina finisce nella carne dei nostri piatti?

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In questi giorni si e’ nuovamente presentata la problematica della presenza di diossina, oltre i limiti di legge consentiti, in prodotti alimentari carnei.

Gia’ nel dicembre 2008 si verificarono casi analoghi per non parlare degli allarmi alimentari provenienti da una ricerca svedese che accusa gli hamburger di essere tra gli agenti scatenanti dell’Alzheimer.

Ma da dove arriva questa diossina?

La causa è sempre una sola e cioè il desiderio di guadagno da parte di imprenditori senza scrupoli che, non contenti di lucrare su sostanze di basso costo vendute a caro prezzo, approfittano della capacità degli animali di riciclare sostanze di scarto per introdurre nei mangimi rifiuti veri e propri, anche pericolosi (per esempio gli olii esausti).
Da sempre agli animali allevati, sono stati dati degli scarti come cibo, in particolare il maiale era allevato con gli scarti di cucina. Nelle fattorie, dando gli scarti agli animali, si chiudeva il cerchio ecologico. Si trattava di pochi animali e di rifiuti organici. Ora invece nell’allevamento industriale si riciclano … rifiuti industriali.

La diossina è un prodotto di scarto che invece di essere smaltito come rifiuto tossico (con costi di smaltimento di alcune centinaia di Euro a tonnellata) viene somministrato agli animali ben diluito nel mangime. Il guadagno è enorme: si incassa il costo dello smaltimento e in più si ricavano i soldi dalla vendita del mangime così addizionato.

Un bell’affare non c’è che dire e probabilmente anche questa volta ci racconteranno che il danno è stato causato da un guasto ad un’apparecchiatura.

INFORMARMY.com

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