Installare Linux sul proprio … Windows

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Provare Linux senza installarlo
Autore: al – Ultimo Aggiornamento: 2006-08-23 00:56:40 – Data di creazione: 2003-10-07 21:26:12
Tipo Infobox: DISTRO – Skill: 1- NOVICE

Qualunque appassionato di informatica o anche semplice curioso dovrebbe essere interessato a provare Linux e iniziare a vedere direttamente come funziona.
Per i pigri, gli insicuri o coloro che non se la sentono di fare una normale installazione di Linux sul proprio PC, esistono e sono ormai consolidate varie distribuzioni “LIVE” che permettono il caricamento di Linux direttamente dal CDROM, senza la necessità di installare alcunchè sul proprio prezioso e fragile hard disk.Queste distribuzioni che bootano direttamente un sistema Linux completo dal CDROM possono essere usate in varie occasioni:
– Dimostrazioni dal vivo, in tempi rapidi, senza le potenziali complicazioni di un’installazione su Hard Disk;
– System Recovery, con la possibilità di operare sul sistema locale senza averlo bootato;
– Network monitoring in situazioni straordinarie, con la possibilità di sniffare, diagnosticare, eseguire test;
– Prove e valutazioni rapide e innocue di un sistema Linux sul proprio PC, senza il rischio di far danni.

Citiamo alcune delle distribuzioni LIVE CD più significative, si raccomanda sempre di utilizzare le più recenti e di considerare che l’esecuzione di molteplici applicazioni richiede memoria che va paginata sull’hard disk, se non basta la RAM.
In genere è fondamentale che la distribuzione riconosca la propria scheda di rete o modem, nel momento in cui questo avviene la configurazione del networking diventa semplice (tramite DHCP o configurazione manuale).
Alcune schede sonore o periferiche particolari (winmodem, schede integrate su motherboard ecc.) possono non essere rinosciute.

KNOPPIX – Impressionante, efficace e comoda.
Il tedesco Klaus Knopper ha fatto un gioiello di immagine ISO, basata su Debian. Due Gigabyte di software compresso su un CD di quasi 700 Mb (o molto di più nella versione DVD), un boot rapido ed efficiente nel riconoscimento dell’hardware locale, la possibilità di eseguire moltissimi programmi da un ambiente grafico completo (KDE di default) ne fanno la distribuzione ideale sia per dimostrazioni e valutazioni che per system recovery e network analysys.
In caso di carenza di RAM crea dello SWAP space sull’hard disk e per chi si affeziona puo’ essere installato su Hard Disk.

KNOPILS – Il Knoppix italiano
KnopILS (il cui nome vuole ricordare KNOPPIX e ILS) è una KNOPPIX modificata con queste caratteristiche particolari:
– i pacchetti .deb installati appartengono tutti al ramo free di Debian GNU/Linux (o consentono una classificazione equivalente nel caso di pacchetti non ufficiali)
– la schermata di boot è in italiano
– la schermata “F2“ iniziale è in italiano
– la tastiera predefinita è quella italiana
– la lingua predefinita è l’italiano
– quando possibile, sono presenti pacchetti localizzati
– altre modifiche minori (grafica, bug fixing ecc…)

Morphix – Derivazione modulare di Knoppix
Live cd basato su debian sid e derivato da Knoppix, è possibile vedere più ambienti grafici (Gnome, KDE, XFCE) in base alla iso che si utilizza. Comoda ed aggiornata ha la possibilità di essere customizzata in modo modulare ed installata su Hard Disk in modo estremamamente semplice.

LINUX BOOTABLE BUSINESS CARD Un Linux su una Business Card CD
In poco più di 100 Mb di CD (basta un Mini CD) permette il boot da CD di un sistema Linux grafico con un tool di diagnostica utili e gli strumenti essenziali per un system recovery (fdisk, lilo…).

LINUXCARE BOOTABLE TOOLBOX Essenziale e pratica.
Distribuzione che deriva dalla precedente e ne mantiene le caratteristiche.
Preente un pratico menu di diagnosi e setup del sistema.

DEMO LINUX Una derivazione Live basata su Mandrake e ben fornita.
Gnome, KDE, StarOffice, Gimp, Netscape e molti altro software comune in Linux.

DYNE:BOLIC A network streaming server on CD.
Curioso Live CD, che carica un ambiente grafico basato su Enlightement e presenta i programmi essenziali per l’uso di Internet e una suite di strumenti, basata sul software MUSE e il network PublicVoice per imbastire uno streaming server velocemente e facilmente. Puo’ essere usato come un rapido sistema per mettere online una Internet Radio da qualsiasi postazione.

BACK TRACK – Probabilmente il LIVE CD relativo alla sicurezza più completo ed efficace. Comprende moltissimi e non comuni programmi relativi alle diverse facce del variegato mondo della sicurezza. E’ basata su Slax, una Live a sua volta basata su Slackware.

Installare Linux: informazioni da conoscere
Autore: al – Ultimo Aggiornamento: 2006-03-23 12:01:19 – Data di creazione: 2003-11-11 23:47:39
Tipo Infobox: DESCRIPTION – Skill: 1- NOVICE

L’installazione di Linux è ormai una operazione piuttosto semplice, visto il progresso evidente che molte distribuzioni hanno avuto negli ultimi anni in termini di facilità d’uso.
Nonostante questo esistono alcune informazioni fondamentali che vanno conosciute, in particolare per i casi in cui si intende installare Linux su un computer dove è già installato, e si vuole mantenere, Windows.Sapere com’è il proprio sistema, come e dove si vuole installare Linux, nel caso sia presente già un altro sistema operativo, è fondamentale, per cui è bene assicurarsi, prima di procedere, di conoscere le informazioni di base riguardo a:
Hardware a disposizione. Solitamente durante l’installazione il proprio hardware viene rilevato automaticamente, ma possono esserci rari casi in cui questo non accade. In genere se si usa un PC standard con una nuova distribuzione non ci sono problemi nel riconoscimento di componenti e periferiche.
– Sapere quali e quanti Hard Disk sono presenti sul sistema, come sono partizionati, quali sono cancellabili. Queste informazioni sono visualizzabili durante l’installazione, ma si deve essere certi di sapere dove sono i dati (per esempio, una installazione di Windows esistente) che non si vogliono cancellare.
Configurazione di rete, se prevista (indirizzo IP, subnetmask, nome macchina, server DNS).
– Il tipo di attività che si intende fare con Linux (si userà come workstation o come server? si installa su un portatile? Si ha idea di quale software si vorrà usare?).

Gli scenari possibili sono vari, dipendono dalle singole situazioni e possono riassumersi in questi casi generali:

– Installazione su un computer esclusivamente dedicato a Linux (con o senza dati presenti sull’hard disk, che comunque si intende cancellare). Questo è il caso più semplice e se si ha a che fare con hardware non particolarmente esotico (normale PC, di marca, o assemblato, con processore Pentium o superiore) non dovrebbe creare alcun problema con una distribuzione recente.

– Installazione su un PC dove è già presente Windows e si ha a disposizione un hard disk libero o una partizione completamente libera all’interno dell’hard disk con Windows. Anche in questo caso l’installazione può procedere senza particolari problemi: durante le sue fasi verranno evidenziate le partizioni presenti sull’hard disk e sarà possibile decidere di utilizzare per Linux quelle libere, senza toccare quelle in cui si trova Windows.

– Installazione su un PC dove è presente Windows e non è disponbile un hard disk aggiuntivo, spazio non partizionato o una partizione sacrificabile. Questo purtroppo, oltre ad essere il caso più ostico, per un normale computer domestico, è anche il più comune. In queste situazioni si possono seguire diverse strade:
— Provare Linux con un Live CD (come Knoppix) che permette di usare Linux senza installarlo sull’harddisk, eseguendo il boot direttamente dal CDROM. Non è una soluzione definitiva (un sismile approccio ha degli inevitabili limiti e minori performance) ma può essere un ottimo modo per iniziare a familiarizzare con Linux senza alcun bisogno di installarlo e in completa sicurezza.
— Procurarsi un hard disk aggiuntivo (di 1 GB o più) e aggiungerlo al proprio PC (indicativamente come Secondary Master, lasciando Windows sul Primary Master) per poterlo usare liberamente con Linux.
— Creare dello spazio sull’hard disk esistente: se si hanno partizioni quasi vuote, spostare i dati presenti, in altre partizioni Windows e “sacrificare” la partizione semi-vuota per l’installazione Linux; alternativamente considerare la possibilità di usare strumenti come Fips o Partition Magic per Windows o Parted per Linux (lanciato da un Live CD) per ridurre la dimensione delle partizioni esistenti e creare spazio per Linux.
Fare massima attenzione a simili procedure: se fatte in modo scorretto o interrotte (per esempio da un blackout) possono definitivamente compromettere i dati presenti sul proprio hard disk. Un backup preventivo dei propri file, seppur di solito non necessario, è generalmente consigliato.

— Installazione su PC con hardware particolare o architetture non basate su processori tipo Intel o AMD (i386).
In questi casi la procedura di installazione può essere più complicata (per la richiesta di driver aggiuntivi per gestire l’accesso al disco) o non riconoscere alcuni dispositivi e schede (per esempio i modem interni).
Se si vuole installare Linux su Mac o sistemi con architettura non Intel-like, sono necessarie distribuzioni particolari e procedure a volte più complesse.

Procedure di installazione standard
Autore: al – Ultimo Aggiornamento: 2003-11-12 21:37:27 – Data di creazione: 2003-11-12 21:37:27
Tipo Infobox: DESCRIPTION – Skill: 2- JUNIOR

L’installazione di Linux si può eseguire seguendo metodi differenti: generalmente si usa il CD-ROM (ogni PC almeno dal 1998 in poi permette il boot diretto da CD) oppure via floppy ma sono possibili anche installazioni centralizzate via rete (via http, ftp, nfs, smb) particolarmente utili quando si devono gestire ed installare un gran numero di macchine.Il primo e fondamentale punto da considerare è lo spazio su hard disk dove installare il sistema operativo.
E’ necessario avere a disposizione un hard disk almeno parzialmente libero. Qualora fosse necessario liberare spazio su disco e creare una partizione, si può usare il programma Parted, gratuito per Linux e presente su un Live CD come Knoppix, o programmi per Windows come Partition Magic (commerciale) o Fips (gpl).
Solo quando si è sicuri di avere una partizione o un hard disk disponibile (i dati eventualmente presenti verrebbero cancellati), si può procedere con l’installazione vera e propria.
Sebbene ogni distribuzione utilizzi un proprio tool di setup, le procedure sono generalmente le stesse:
– Viene caricato da CD o floppy di boot un sistema Linux temporaneo, tramite il quale è possibile lanciare il tool di installazione ed eseguire tutte le operazioni previste.
– Viene partizionato lo spazio su disco disponibile secondo i criteri definiti dall’utente;
– Vengono formattate le partizioni create, con il filesystem scelto;
– Si selezionano i programmi da installare, scegliendoli individualmente o selezionando delle impostazioni di default a seconda del tipo di sistema che si sta creando: desktop, server, stazione di sviluppo, laptop ecc. Il sistema provvede automaticamente ad installare le dependencies (pacchetti non selezionati dall’utente ma necessari per poter far funzionare quelli scelti). Se il computer è per un uso personale (desktop) e lo spazio su Hard Disk non manca ( > 2Gb ) ci si può sbizzarrire ad installare un po’ di tutto, per verificare la funzionalità di programmi diversi. I programmi scelti vengono copiati sulle partizioni appena formattate.
– Si sceglie se installare l’interfaccia a finestre X window o lasciare soltanto la shell (interfaccia testuale). Se la macchina che si sta installando è destinata a diventare un server si consiglia di rimuovere ogni programma legato a X window ed ogni applicazione ludica/multimediale.
– Si inseriscono parametri relativi alla configurazione di rete, password dell’utente root, eventuali utenti aggiuntivi, servizi da avviare al boot ecc.
– Si installa sul Master Boot Record (MBR) del computer un Linux Loader (LILO o GRUB sono i più comuni) che permette il boot di Linux al riavvio e di eventuali altri sistemi operativi presenti sul sistema.
– Si crea, facoltativamente, un floppy disk di ripristino che permette di caricare il sistema installato in caso di problemi con l’MBR o altri fasi del boot.

Alla fine dell’installazione si esegue un reboot e ci si ritrova, da subito (non sono necessari ulteriori riavvii) un sistema Linux completo, già provvisto di una moltitudine diprogrammi per tutti gli usi.
Il tempo totale di installazione può variare generalmente dai 20 ai 60 minuti.

Creazione di un disco di boot per Linux (sotto Windows)
Autore: al – Ultimo Aggiornamento: 2004-11-09 12:09:57 – Data di creazione: 2004-11-09 12:09:57
Tipo Infobox: TIPS – Skill: 2- JUNIOR

Se si deve usare un floppy disk per poter eseguire l’installazione (perchè la propria motherboard è tanto antica da non supportare il boot direttamente da CDROM) è necessario creare un dischetto di boot.
Nei CDROM con le distribuzioni Linux più comuni esiste il programma RAWRITE eseguibile sotto DOS, che permette di scegliere l’immagine di un floppy (di solito sono dei file di dimensioni 1.44 Mb con estensione .img) da copiare un un dischetto vuoto.
Per semplicità si può copiare rawrite e le immagini che servono in c: di un windows e poi eseguire da DOS: C:rawrite.exe, specificare l’unita floppy in cui è inserito un dischetto vuoto (es: A:) e l’immagine che si vuole metteres su floppy (es: boot.img).
Il floppy così creato potrà essere utilizzato per fare un boot tramite il quale procedere con l’installazione di Linux da un CDROM.

Partizionamento di un sistema Linux
Autore: al – Ultimo Aggiornamento: 2009-02-23 02:17:06 – Data di creazione: 2003-11-12 00:08:22
Tipo Infobox: DESCRIPTION – Skill: 2- JUNIOR

Durante l’installazione di una distribuzione Linux viene richiesto come partizionare gli hard disk, definendo dimensioni e tipo di file system.
Non è necessario avere una partizione già predisposta prima i iniziare, la fase di definizione delle varie partizioni necessarie per Linux viene gestita dal tool di installazione, ma si deve avere dello spazio libero (hard disk libero, spazio non partizionato o una partizione esistente che si puà cancellare (e dividere nelle partizioni che servono a Linux))Il minimo partizionamento richiesto prevede:
– una partizione generale (“/” , la root directory) in cui vengono copiati tutti i file.
– una partizione di swap (non contiente file e viene usata solo come Virtual Memory, quando si esaurisce la RAM)

E’ comunque consigliabile, almeno su un server, utilizzare partizioni indipendenti per diverse directory.
La decisione su come suddividerle e quali dimensioni assegnargli dipende dalle specifiche necessità del sistema.
Considerare che un eccessivo partizionamento aumenta la possibilità di sfruttare male la capacità dell’hard disk e rischiare che alcune partizioni si riempano al 100%.
Queste sono alcune directory che ha senso tenere su partizioni indipendenti da quella dalla root ( / ).
/boot (partizione di boot, dove risiedono kernel e file di boot. Con BIOS vecchi deve stare nei primi 1023 settori dell’hard disk. 100 Mb di spazio possono bastare)
/var (partizione in cui vengono messi file che cambiano di dimensione, tipicamente i log. E’ utile averla su partizione indipendente per evitare che un aumento dei log inattesi riempa tutto il filesystem. Farla almeno di 100 Mb)
/home (dove risiedono i file di tutti gli utenti. Può essere piccola e praticamente inutilizzata (mail, dns server) o molto grossa e piena di documenti (web, file server). Dimensionarla a seconda dell’uso della macchina)
/tmp dove risiedono file temporanei.

In fase di partizionamento, oltre a decidere come partizionare gli hard disk bisogna assegnare ad ogni partizione un mount point.

Per esempio se abbiamo un hard disk da 10 Gb come primary master e lo vogliamo dividere in 6 partizioni, potremo ottenere:
PARTIZIONE MOUNT POINT
/dev/hda1 /
/dev/hda2 /boot
/dev/hda3 /var
/dev/hda4 /home
/dev/hda5 /tmp
/dev/hda6 /SWAP
Notare che la partizione di SWAP non necessita di un mount point.

Per /dev/hda si intende l’hard disk Primary Master IDE. I numeri successivi indicano le partizioni all’interno dell’hard disk.

Gli hard disk IDE hanno i seguenti nomi:
Primary Master: /dev/hda
Primary Slave: /dev/hdb
Secondary Master: /dev/hdc
Secondary Slave: /dev/hdd
Le singole partizioni di un hard disk hanno nomi tipo:
– /dev/hda1 (prima partizione del primary master)
– /dev/hdc4 (quarta partizione del secondary master)

Considerare inoltre che si possono formattare le partizioni con un file system diverso.
Possiamo per esempio avere, nell’esempio sopra indicato, tutte le partizioni in ext3 (uno dei File System più usati su Linux) e la partizione /dev/hda4 ( dove viene montala la /home ) formattata in FAT 32 (File System di Windows 98, supportato anche da Linux).
Su una directory del filesystem Unix è possibile montare anche Network File System come SMB (Reti Windows) o NFS.

Strumenti per partizionare l’hard disk
Autore: al – Ultimo Aggiornamento: 2003-11-12 21:01:20 – Data di creazione: 2003-11-12 21:01:20
Tipo Infobox: TIPS – Skill: 1- NOVICE

Esistono vari programmi sia su Linux che su Windows per gestire le partizioni degli hard disk. Alcuni di questi si limitano a preparare le partizioni in modo da poterle formattare con il file system che verrà usato dal proprio sistema operativo, altri, dal compito più delicato ed evoluto, permettono di cambiare le dimensioni di partizioni esistenti (senza danneggiarne i dati), in modo da creare spazio per nuove partizioni.Durante l’installazione di Linux viene richiesto come partizionare i(l) propri(o) hard disk, in modo da definire cosa formattare e dove installare il sistema operativo, se preservare le eventuali partizioni esistenti (contenenti altri OS) o ripulire completamente gli hard disk.
Va considerato che se non si intende cancellare nulla e se non esistono hard disk o partizioni liberi, l’installazione non può essere eseguita, a meno che non si scelga la strada (non sempre disponibile) di installare Linux su una partizione Windows esistente.

Linux – Gli strumenti più usati per gestire il partizionamento su Linux sono:
Fdisk – Diffuso tool testuale, simile all’analogo su Windows, che offre opzioni avanzate per il partizionamento.
Diskdruid – Tool grafico fornito da RedHat, semplice ed intuitivo, è una alternativa funzionale a fdisk se non si ha bisogno di funzionalità avanzate. E’ accessibile solamente durante la fase di installazione di RedHat.
Parted – Oltre alle normali operazione di creazione e visualizzazione della partition table, questo programma permette di modificare le dimensioni di partizioni esistenti, anche formattate con file system non nativi Linux. E’ fondamentale per liberare spazio su un hard disk completamente partizionato.

Windows offre una vasta scelta di soluzioni commerciali e alcuni strumenti free:
Partition Magic – E’ il software, commerciale, di gestione di partizioni più conosciuto e probabilmente più evoluto. Permette di ridimensionare, senza cancellare dati, partizioni formattati con tutti i più diffusi file system.
Alternativamente, esistono analoghi prodotti commerciali come: 7tools Partition Manager, Paragon Hard Disk Manager (assai simile). Hanno il vantaggio di funzionare sotto Windows ma la loro versione demo, generalmente, NON permette la modifica delle partizioni.
Fips – Software free che permette il ridimensionamento di partizioni esistenti. Ha funzionalità essenziali e spesso è fornito con le distribuzioni Linux per creare spazio per una installazione. Basato su DOS.
Ranish Partition Manager – Alternativa valida a Fips. E’ anch’esso OpenSource e basato su DOS, pur avendo un’interfaccia testuale a finestre.

1 comment for “Installare Linux sul proprio … Windows

  1. 1 gennaio 2011 at 23:52

    Interessante… ma forse era meglio qualcosa di meno tecnico e di più aggiornato…saluti e buon anno!

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