DISCORSO DI HITLER PER L’INAUGURAZIONE DELLA “PRIMA GRANDE ESPOSIZIONE DI ARTE TEDESCA”

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In questa prima mostra della nuova arte tedesca vennero esposte opere d’arte contemporanea che rispecchiavano il nuovo ideale nazionalsocialista, venerato durante la dittatura di Hitler. Queste opere erano in contrapposizione con quelle della Entartete Kunst, cioè arte degenerata. Era considerata “degenerata” qualsiasi cosa che non rientrasse nel modo di pensare di Hitler. L’arte – proclamava il regime – deve esaltare lo stile di vita ariano. Gli autori delle opere proibite erano per la maggior parte espressionisti e “il più degenerato degli artisti” era considerato Pablo Picasso.
Ritratto del Führer – Fritz Erler
Dal discorso di Adolf Hitler durante il congresso sulla cultura, 1935 “Sono certo che pochi anni di governo politico e sociale nazionalsocialista porteranno ricche innovazioni nel campo della produzione artistica e grandi miglioramenti nel settore rispetto ai risultati degli ultimi anni del regime giudaico. (…) Per raggiungere tale fine, l’arte deve proclamare imponenza e bellezza e quindi rappresentare purezza e benessere. Se questa è tale, allora nessun’offerta è per essa troppo grande. E se essa tale non è, allora è peccato sprecarvi un solo marco. Perché allora essa non è un elemento di benessere, e quindi del progetto del futuro, ma un segno di degenerazione e decadenza. Ciò che si rivela il “culto del primitivo” non è espressione di un’anima naif, ma di un futuro del tutto corrotto e malato.
(…) Chiunque ad esempio volesse giustificare i disegni o le sculture dei nostri dadaisti, cubisti, futuristi o di quei malati espressionisti, sostenendo lo stile primitivista, non capisce che il compito dell’arte non è quello di richiamare segni di degenerazione, ma quello di trasmettere benessere e bellezza. Se tale sorta di rovina artistica pretende di portare all’espressione del “primitivo” nel sentimento del popolo, allora il nostro popolo è cresciuto oltre la primitività di tali “barbari”. Dal discorso di Hitler per l’inaugurazione della “PRIMA GRANDE ESPOSIZIONE DI ARTE TEDESCA”. Le opere presentate in questa esposizione erano in contrapposizione con quelle della Entartete Kunst; infatti erano destinate a rappresentare la bellezza del nuovo regime.
Völkischer Beobachter, 19 luglio1937 “Vorrei quindi, oggi in questa sede, fare la seguente constatazione: fino all’ascesa al potere del Nazionalsocialismo c’era in Germania un’ arte cosiddetta “moderna”, cioè, come appunto è nell’essenza di questa parola, ogni anno un’arte diversa. Ma la Germania nazionalsocialista vuole di nuovo un’ “arte tedesca”, ed essa deve essere e sarà, come tutti i valori creativi di un popolo, un’arte eterna. Se invece fosse sprovvista di un tale valore eterno per il nostro popolo, allora già oggi sarebbe priva di un valore superiore. Quando fu posta la prima pietra di questa casa, ebbe inizio la costruzione di un tempio non alla cosiddetta arte moderna, ma una vera ed eterna arte tedesca, o meglio: si erigeva una sede per l’arte del popolo tedesco non per una qualche arte internazionale del 1937, ’40, ’50 o ’60.
Perché l’arte non trova fondamento nel tempo, ma unicamente nei popoli. L’artista perciò non deve innalzare un monumento al suo tempo, ma al suo popolo. Perché il tempo è qualcosa di mutevole, gli anni sopravvengono e passano. Ciò che vivesse solo in grazia di una determinata epoca dovrebbe decadere con essa. Questa caducità dovrebbe toccare non solo ciò che è nato prima di noi, ma anche ciò che oggi nasce davanti ai nostri occhi o che solo nel futuro troverà la sua forma.
(…) Sappiamo dalla storia del nostro popolo che esso si compone di un certo numero di razze più o meno differenziate, che nel corso dei secoli, sotto l’influsso plasmante di un nucleo razziale dominante, hanno prodotto quella mescolanza che oggi noi abbiamo dinanzi agli occhi appunto nel nostro popolo. Questa forza che un tempo plasmò il popolo, che perciò tuttora agisce, risiede nella stessa umanità ariana che noi riconosciamo non solo quale depositaria della nostra cultura propria, ma anche delle antiche culture che ci hanno preceduto.
Questa formula di composizione del nostro carattere nazionale determina la poliedricità del nostro specifico sviluppo culturale, come anche la naturale parentela che ne deriva con i popoli e le culture dei nuclei razziali simili appartenenti alla famiglia dei popoli europei. Tuttavia noi, che viviamo nel popolo tedesco il risultato finale in questo graduale sviluppo storico, auspichiamo un’arte che anche al suo interno tenga sempre più conto del processo di unificazione di questa compagine razziale e di conseguenza assuma un indirizzo organico ed unitario”.

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