Impotenza (disfunzione erettile)

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Disfunzione erettile o Impotenza

La Disfunzione Erettile, spesso abbreviata come DE o ED, dall’inglese Erectile Dysfunction, in precedenza indicate sotto il termine, ormai desueto e da cancellare (per intrinsechi significativi, spesso riduttivi o punitivi) di Impotenza erettiva o Impotenza sessuale, comprende gradi vari di difficoltà ad ottenere e/o a mantenere l’erezione. In ogni caso, il termine “disfunzione erettile”, di per sé, esprime un sintomo e non una diagnosi, da porre al termine di un iter diagnostico articolato. Inoltre, anche le classificazioni riportate sotto, specialmente di tipo etiopatogenetico, servono a scopo esplicativo e per criteri di tipo nosologico, in quanto la realtà clinica, spesso, si presenta come un intreccio di fattori, variamente intricati e, talora, non è possibile formulare una diagnosi, se non in termine puramente descrittivi.

Definizioni

Secondo Nijs (1974) consiste in: Incapacità di iniziare, mantenere e condurre a termine un rapporto sessuale fino alla propria soddisfazione.
Una definizione più articolata è formulata da Wagner e Metz (1980) come Inabilità a reagire allo stimolo sessuale con un aumento della pressione dei corpi cavernosi, tanto da ottenere un aumento di volume del pene, tale che possa permettere una intromissione in vagina e tanto che questa pressione possa essere mantenuta fino al termine del coito o fino alla comparsa di eiaculazione. Molto più sinteticamente la NIH Consensus Development Panel on Impotence, nel 1993 definisce la DE come incapacità di ottenere e/o mantenere una erezione sufficiente per una attività sessuale soddisfacente (NIH Consensus Development Panel on Impotence. JAMA. 1993;270(1):83-90; Montague DK, et al. J Urol. 1996;156:2007-2011).

CLINICA

In base alla frequenza con cui gli episodi di DE si verificano, la DE sarà definita di grado:

  • Lieve: i pazienti di solito riescono ad ottenere e mantenere un’erezione adeguata ad avere rapporti sessuali
  • Moderata: i pazienti riescono talvolta ad ottenere e mantenere un’erezione adeguata ad avere rapporti sessuali
  • Completa: i pazienti non riescono mai ad ottenere e mantenere un’erezione adeguata ad avere rapporti sessuali

L’importanza della DE deriva da considerazioni di vario tipo:

  • La prevalenza aumenta con l’età, con l’invecchiamento, con la presenza di vari fattori di rischio
  • Crea tensione mentale che può incidere sui rapporti familiari (QoL)
  • Sotto diagnosticata e si può ben dire che la DE è La DE come un sintomo “sentinella” di patologie importanti.

In Italia la frequenza varia da un 4,1% a 20 aa al 48,7% oltre i 70 aa, con una prevalenza media del 12,8% (Parazzini et al. European J Urology, 2000).

Forme Cliniche

A seconda dell’esordio del sintomo disfunzione erettile

CRITERIO DI INSORGENZA

PRIMITIVA

Forme di ridotto o assente desiderio sessuale, che il paziente riferisce di avere da sempre.

SECONDARIA

In questo caso, l’esordio avviene successivamente ad un periodo di normale desiderio sessuale.
In base alle modalità e all’andamento del sintomo:

CRITERIO DI MODALITÀ

SITUAZIONALI

Forme che si verificano limitatamente a certe situazioni in genere vissute dal paziente come particolarmente stressanti ad es. l’autovettura o altre condizioni in cui l’intimità è scarsa (convivenza coi genitori e suoceri, figli piccoli etc.). Ciò varia a seconda dell’età del paziente, del tipo di vita e può essere la paura di essere visti (ad es. da altri o dai genitori, in epoca giovanile o dai figli, successivamente).

RELAZIONALI

Si tratta per lo più di difficoltà legate ad un certo “tipo” di partner, soggettivamente vissuta in maniera diversa dalle aspettative (es. donna aggressiva o eccessivamente remissiva, o donna “frigida” etc.) o legate ad una partner particolare o in caso di relazioni concomitanti.
Infine, in base alla causa :

CRITERIO DI CAUSA

PSICOGENA

1 – Forme Primitive

  1. individuali: si tratta di forme correlate con problemi inerenti la formazione dell’identità personale e dello sviluppo psicosessuale. Il paziente si presenta impacciato, reticente e ammette che si trascina, spesso da anni, un’idea, diventata ormai un chiodo fisso: soffre di un complesso di inferiorità, ha paura di “averlo piccolo”, evita i contrasti con altri maschi, per esempio, in ambienti sportivi per paura di essere giudicato.
    In altri casi, si può trattare di omosessualità latente, in altri ancora, dietro un’apparente convinzione di essere omosessuali si evidenzia uno sviluppo psicosessuale non completato e, quindi, una personalità ancora in fase evolutiva.
  2. relazionali: Abbiamo già visto come la paura dei genitori, una partner aggressiva o remissiva possano essere causa di desiderio sessuale ridotto.
  3. situazionali: rapporto frettoloso con partner occasionale, rapporto in gruppo, rapporto in auto; inoltre, spesso il paziente riferisce difficoltà a incontrare una partner perché vive isolato, ad esempio una periferia urbana o campagna etc.

2 – Forme Secondarie

  1. Da stress: Molto frequentemente nella storia del paziente si ritrovano eventi, che, per l’intensa valenza affettiva che comportano, rappresentano causa di notevole stress, anche perché, talora si assommano. Fra i più ricorrenti vediamo: morte del partner, separazione, divorzio, morte di un familiare, perdita del lavoro, cambio del partner etc.
    Inoltre, un caso curioso, di frequente osservazione, è osservare un calo del desiderio sessuale, a causa dei sentimenti di colpa per una relazione concomitante, vissuta in termini conflittuali, che potremmo definire come “difficoltà a gestire più rapporti concomitanti”.
  2. Psichiatriche: Associate o sintomatiche di stati ansiosi e/o depressione o malattie organiche neuropsichiatriche.
    In una ricerca preliminare condotta da Basile Fasolo e Coll (1992) su un campione di pazienti con problematiche sessuali, studiate con strumenti, quali il QTA (per la aggressività), la SAD (per la valutazione della depressione) e SCL-90 (per la valutazione della sofferenza psicologica, in generale), si è rilevato che in una parte considerevole di pazienti i livelli di depressione, pur non raggiungendo un punteggio significativo ai fini di porre diagnosi di depressione secondo il criteri del DSM-III-R, tuttavia erano tali da far supporre la necessità di una attenzione particolare o di instaurare un trattamento farmacologico.

CAUSE ORGANICHE

A – PRIMITIVE
Si tratta per lo più di malformazioni congenite (fimosi, parafimosi, recurvatum penis, anomalie vescicouretrali, arteriose e/o venose, ipoplasia o displasia dei corpi cavernosi e/o delle albuginea) o gravi deficit ormonali, per le quali il paziente, fin dall’inizio della maturità sessuale, nota alterazioni della risposta sessuale, sviluppando una sintomatologia che va dal semplice calo del desiderio ad una intensa avversione sessuale, con notevoli componenti di risentimento per una “natura matrigna, cattiva” che è causa del disturbo.
B – SECONDARIE
Qualsiasi malattia organica può tradursi in calo del desiderio sessuale e/o della capacità erettiva, a seconda dell’impatto emozionale che ha sul paziente. Per brevità, riportiamo quelle di più frequente osservazione:
a – urologiche: prostatiti, uretriti, prostatectomia, induratio.
b – ormonali: riduzione di FSH e T, aumento di Prl o E2
c – neurologiche: traumatiche e non, iatrogene, tumori (es. Prl sec.)
Esempio clinico
Di recente osservazione il caso di un giovane di 28 anni, che ha sviluppato una sintomatologia con calo del desiderio sessuale e difficoltà erettive in seguito a sintomatologia di tipo neuritico e diagnosticata come sclerosi a placche.
d – malattie a decorso cronico: (diabete, ipertensione, epatopatie, artrosi, insufficienza renale etc.)
e – malattie comunque invalidanti
f – uso e abuso di sostanze (fumo, alcool, droghe)

CAUSE IATROGENE

a – farmaci: ipotensivi, psicofarmaci, anticolinergici, ad impatto ormonale, chemioterapici etc.
Sistema Nervoso Centrale: barbiturici, narcotici, oppiacei, codeina, metadone, benzodiazepine, fenotiazine, butirrofenoni, benzamidi, antidepressivi triciclici e atipici, IMAO, SSRI, L-Dopa, allucinogeni.
Ipotensivi: beta-bloccanti, acetazolamide, clonidina, guanetidina, diuretici tiazidici, reserpina, metil-dopa, spironolattone, digitale.
Ormoni e Antiormoni: corticosteroidi, ACTH, androgeni (ciproterone), antiandrogeni, estrogeni e progestinici.
Gastrointestinali: anticolinergici periferici, cimetidina, alcuni antiemetici (metocropramide) clofibrato.
Altri: ketoconazolo
b – interventi chirurgici: di solito, susseguente a intervento afferenti la funzione sessuale (prostatectomia senza nerve-sparing o a interventi addominali o ricostruzioni post-traumatiche) o gravemente lesivi della integrità fisica del paziente, con alterazioni della percezione di sé stessi.

CAUSE MISTE

Forme varie in cui si associano cause psicologiche, organiche, iatrogene, come, ad esempio, in corso di gravi malattie virali (influenza, epatite, etc.) o secondaria a gravi malattie a decorso cronico e talora invalidante: diabete, ipertensione, infarto miocardico, postumi di incidenti, ictus etc.

Per quanto riguarda una eziologia correlata all’ESORDIO ED ANDAMENTO DEL SINTOMO, possiamo, schematicamente dire che una forma
PSICOGENA ha per lo più:
– Inizio per lo più acuto, spesso reattiva, relazionale o situazionale.
– Desiderio sessuale normale o ridotto.
– Presenza di buone erezioni notturne NPT, (nocturnal penile tumescence) (eccetto che in casi secondari a stress elevato e cronico).
– Presenza di buone erezioni in masturbazione.
– Normale eiaculazione e orgasmo.
– Andamento capriccioso, ricorrente o episodico.
– Associazione con altri sintomi psicologici o quadri psichiatrici.
ORGANICA
– Inizio subdolo, mal definibile.
– Di solito non reattiva, costante (non situazionale, né relazionale).
– Desiderio sessuale ridotto, normale o accentuato.
– Erezioni notturne ridotte o assenti.
– Eiaculazione e orgasmo a pene semieretto o semiflaccido.
– Andamento lento, costante nel tempo, di solito ingravescente (ricorrente in forme flogistiche, tipo prostatiti o uretriti).
– Associazione con altri fattori organici o iatrogeni.
IATROGENA
Caratteristiche simili alle forme organiche, eccetto:
– Inizio della sintomatologia successivo alla assunzione di un farmaco o dopo un intervento chirurgico.
– Remissione della sintomatologia dopo sospensione del farmaco.
– Ricorrenza della sintomatologia in caso di assunzione di sostanze con azione simile al farmaco.
– Associazione con altri sintomi di effetti collaterali del farmaco (es. galattorrea).
MISTA
Caratteristiche comuni alle tre forme precedenti.
La diagnosi è possibile sulla base di una attenta anamnesi e le successive indagini cliniche

Fonte: http://www.cirobasilefasolo.it/disfunzione-erettile.asp

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