Salmonella usata come killer per cellule tumorali

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Helicobacter fa produrre TNF-alfa al sistema immunitario che rende più vulnerabili i tessuti cancerosi

Le salmonelle, comunemente presenti nei polli e nelle uova, hanno una cattiva reputazione a causa del loro impatto sulla nostra salute. Ma sono effettivamente così nocive? Una ricerca finanziata dall’UE in Germania sembra gettare luce sul lato positivo delle salmonelle, sulla base della scoperta che i batteri sono in grado di migrare all’interno dei tumori solidi e distruggerli. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Public Library of Science (PLoS) ONE. La ricerca è in parte finanziata dai progetti CLINIGENE e MIDITRAIN. CLINIGENE ha ricevuto un totale di 12 milioni di euro di finanziamenti e MIDITRAIN è stato sostenuto con oltre 2 milioni di euro.

Secondo la dottoressa Sara Bartels e il dottor Siegfried Weiss del Centro di ricerca Helmholtz per le infezioni (HZI) a Brunswick, in Germania, i batteri sono capaci di attaccare e distruggere il tessuto maligno grazie ad una sostanza messaggero chiamata TNF-alpha (tumour necrosis factor alpha). L’aumentata permeabilità dei vasi sanguigni, dovuta alla malattia, permette al sangue di infiltrare il tessuto maligno, distruggendo in questo modo il tumore.

“Questa infiltrazione di sangue è stata il punto di partenza della nostra indagine”, ha spiegato il dott. Weiss. “Durante l’infiammazione batterica elicitata è presente un messaggero immunologico che causa questo tipo di reazione.

Noi siamo riusciti ad individuarlo”, ha aggiunto il coautore, che è capo del gruppo di immunologia molecolare presso l’HZI.

La TNF-alpha è prodotta dalle cellule immunitarie quando viene riconosciuta la salmonella. Questo stimola l’attivazione di altre cellule immunitarie. Aumenta la permeabilità dei vasi sanguigni e la TNF-alpha riesce a dirigersi verso il tessuto canceroso, perché i vasi sanguigni in quest’area sono nettamente diversi dalle arterie e vene sane: i vasi sanguigni malati sono porosi e a volte sono vicoli ciechi.

I ricercatori hanno detto che è necessaria soltanto una piccola quantità di TNF-alpha per indebolire le pareti dei vasi sanguigni nel tumore e permettere al sangue di fluire nel tessuto malato.

Basandosi sui risultati dello studio, i ricercatori stanno ora cercando di modificare la salmonella in modo da poterla usare nella terapia del tumore. I batteri potrebbero migrare all’interno del tumore e distruggerli. Il bello delle salmonelle è che esse sono localizzate in vari punti del corpo, che in genere sono difficilmente raggiungibili attraverso l’uso delle comuni terapie antitumorali. Ad esempio, alcuni tessuti non vengono sufficientemente irrorati dal sangue e in questi casi non si possono impiegare i chemioterapici.

Anche se nel passato ci sono state ricerche che hanno individuato il fenomeno dei batteri che attaccano i tumori, l’utilizzo di batteri per trattare il cancro non era mai stato preso in considerazione a causa del timore che i pazienti sarebbero potuti morire dall’infezione. “Abbiamo ottenuto degli indizi importanti su come i batteri migrano nei tumori”, ha detto il dott. Bartels. “Possiamo ora tentare di manipolare questi batteri per usarli nella terapia del cancro, evitando di causare infezioni mortali.”

Per lo studio sono stati usati topi di laboratorio, perché “forse occorreranno anni prima che il metodo potrà essere applicato sull’uomo”, ha fatto notare il dott. Weiss.

CLINIGENE (“European network for the advancement of clinical gene transfer and therapy”), che dovrebbe essere completato nel 2011, è sostenuto attraverso l’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE. MIDITRAIN (“Molecular interactions during infection”), concluso nel 2008, è stato finanziato attraverso il meccanismo per la mobilità “Marie Curie Host Fellowships – Early stage research training (EST)” del 6° PQ.

Fonte:  http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6725

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