I veleni sulla nostra tavola

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Occorre cercare tutto ciò che è naturale?

Per cominciare, quando si intende mantenere o ristabilire una salute persa occorre rifiutare nel modo più assoluto tutto ciò che non è naturale, ossia ciò che non è presente in Natura. Dunque, rifiutare categoricamente tutto ciò che esce dagli stabilimenti, si tratti di un alimento o di una medicina.

Ciò detto, non si tratta di accettare tutto ciò che proviene dalla Natura. Infatti, tutto ciò che è naturale non è necessariamente buono per l’organismo umano. L’uomo non è il solo animale sulla terra. Occorre che il naturale abbia un rapporto normale con l’essere umano, e si da il caso che non lo sia sempre.

Così ad esempio tra le migliaia di piante naturali che passeggiando si incontra­no per terra ce ne sono appena qualche decina di commestibili. Tutte le altre sono velenose per noi. Al contrario, la belladonna, velenosa per l’essere umano, è per­fettamente conveniente ai conigli. Essi possono così mangiarne, digerirla e trarne vantaggio. Il tabacco è naturale come la foglia del tè ed il seme del cacao, ma il loro sapore amaro li rende tossici. L’argilla è naturale, ma in quanto alimento non soddisfa la condizione essenziale di ogni alimento che è di essere gradevole al gusto. Del resto, si tratta di una sostanza inerte, morta, non biologica e non vivente. In quanto rimedio naturale, essa è inoffensiva. Tutt’al più può aiutare il drenaggio per osmosi, ma in se stessa non ha alcun potere curativo.

Ho già spiegato altrove che i rimedi non esistono. Il solo rimedio è la soppres­sione della causa. Il Potere curativo è prerogativa esclusiva delle cellule viventi.

Le medicine

La persona che cerca una salute naturale innanzitutto deve capire che le medicine devono essere abbandonate.

La Natura non produce medicine, diversamente da quanto insegnano medicina e naturopatia. Infatti, si dice che tutti i rimedi esistono in Natura, basta cercarli. Pura sciocchezza. Il solo rimedio è la soppressione della causa!

Tutto ciò che si presume venga ottenuto dall’azione delle medicine

la Natura lo fa meglio se le si obbedisce.

E’ la Natura che guarisce.

Le medicine corrodono l’organismo, spossano gli organi vitali, avvelenano tutti i tessuti e mascherano i sintomi.

Se si avesse un paio di malattie, con le medicine se ne prenderebbe una terza. Anche l’aspirina ed i lassativi devono essere abbandonati.

A che serve combattere i sintomi? Occorre combattere le cause!

I prodotti chimici non sono previsti per essere introdotti nell’organismo. Il corpo li espelle con grande dispendio in quanto corpi estranei che non possono essere trasformati in cellule viventi. Ma dal momento che le cause non sono state soppres­se, i medesimi fastidi risorgeranno nei medesimi punti a meno che non si ripresen­tino altrove in forma diversa.

Non ci sono che due eccezioni alla regola dove alcune medicine da me studiate in altri libri sono utili e cioè per:

1. Alcune malattie parassitarie, non tutte, non le amebe.

2. In caso di distruzione o ablazione di organi endocrini.

Anche nei casi più gravi le medicine non sono necessarie né utili né indispen­sabili.

L’insulina deve essere abbandonata o diminuita progressivamente, altrettanto dicasi per i tranquillanti.

LE MEDICINE NON SONO NECESSARIE NELLE SEGUENTI GRAVI MALATTIE

‑ le malattie cardiache ‑ l’appendicite ‑ gli attacchi cerebrali ‑ la leucemia ‑ la paralisi ‑ l’epatite ‑ l’aids ‑ il sangue nelle urine ‑ il cancro ‑ il sangue nelle feci ‑ l’asma ‑ l’insonnia ‑ le depressioni ‑ l’itterizia ‑ le malattie nervose ‑ la perdita di memoria ‑ la meningite ‑ la polmonite ‑ la prostata ‑ la colite ‑ la nefrite ‑ l’ulcera ‑ le malattie degli occhi ‑ i tumori, ecc. ‑ le fistole ‑ la meningite

Le operazioni

In generale bisogna rifiutare le operazioni, salvo rare eccezioni per gli incidenti di strada ed alcuni casi, eccessivamente rari, come la cataratta, gli ascessi interni l’occlusione intestinale, ecc. In questi casi occorre consultare un igienista di profes­sione piuttosto che un medico o un chirurgo.

Solitamente le operazioni non sopprimono le cause della malattia per le malattie seguenti:

‑ l’ernia ‑ l’artrosi ‑ le fistole ‑ le infezioni uterine ‑ le emorroidi ‑ l’appendicite ‑ i tumori del cervello ‑ le ulcere gastriche ‑ gli altri tumori, fibromi ‑ le altre ulcere ‑ i polipi ‑ gli intestini ‑ il glaucoma ‑ la tiroide ‑ i calcoli ‑ il cuore ‑ le tonsilliti ‑ la cistifellea ‑ i papillomi vegetanti ‑ i reni ‑ il cancro ‑ la cancrena ‑ la sinusite ‑ ecc.

L’alcool e il tabacco

L’uomo preistorico, dopo aver assaggiato un frutto fermentato o marcio caduto da un albero, ha avvertito gli effetti dell’alcool sulla sua mente. L’alcool deriva dunque da alimenti naturali fermentati, come uva, mele, pere, orzo, frumento, cipol­le, ecc. Orbene ogni fermentazione rappresenta una trasformazione dello zucchero in alcool, vale a dire che le sostanze nutritive zuccherate vengono distrutte e non possono più nutrire l’organismo.

Sento ed ogni tanto leggo di medici che fanno l’elogio del vino, della birra per la salute. Sono degli ignoranti oppure sono pagati per una simile pubblicità. L’alcool è sempre nocivo alla salute e non può prevenire alcuna malattia, al contrario le favoriscono.

E un’abitudine perniciosa quella di bere vino a tavola mangiando. Gli alimenti fermentano e sono rigettati all’indomani nelle feci diventate putride e voluminose. Le feci normali sono inodori e ben modellate.

Per aiutare queste persone a perdere codesta nefasta abitudine consento loro di bere vino di rado ed a stomaco vuoto.

Come smettere di fumare senza troppa difficoltà?

Sono stati lanciati tanti metodi più o meno efficaci. Ma il solo metodo garantito è quello di un corto digiuno di tre giorni. Infatti, al termine di soli tre giorni di digiuno la voglia di fumare passa. Il gusto della bocca diventa fetido e l’alito nauseabondo al punto che passa la voglia di fumare. Bisogna bere acqua a volontà per lavare la nicotina che il corpo elimina nel sangue. Il metodo è radicale.

Se si hanno dei mal di testa allora bisogna bere maggiormente, uno o due litri in qualche ora, ed aspettare che passino. Quando i veleni, prima di venire eliminati tramite le urine, sono riversati nel sangue provocano dei mal di testa. Allora le urine diventano molto scure perché contengono tutti i veleni eliminati. Ce se ne può rendere conto da se stessi.

Questo metodo di digiuno per smettere dl fumare non richiede che un minimo di volontà. Inoltre questo corto digiuno gioverà alla salute e riposerà lo stomaco.

Il caffè e il tè

Allo stato naturale, caffè e tè sono amari. Orbene, tutto ciò che è amaro con­tiene del veleno. Le nostre papille gustative sono state equipaggiate per rivelare i veleni ed avvertirci di non mangiarne.

‑ Ma tutti i cibi contengono dei veleni, mi dirà un lettore avvertito.

‑ Sì, ma le quantità sono talmente esigue da non avere importanza. La lattuga contiene il laudano, ma in tracce talmente insignificanti da non poter ledere la salute. Al contrario, una sola goccia di questo veleno è sufficiente ad ucciderci! E per estrarre una sola goccia di laudano occorrono tonnellate di lattuga!!!

Lo ripeto: il fatto che un prodotto sia naturale non autorizza a prenderlo alla cieca.

Il caffè e il tè contengono dei veleni che attaccano nervi, reni, stomaco, intestini, sangue, ecc. La caffeina e la teobromina sono veleni violenti. Inoltre il caffè con­tiene una buona quindicina di altri veleni. Tutti questi veleni sono degli stimolanti. Il corpo cerca di eliminarli e così facendo spende dell’energia che viene deviata dal processo di eliminazione naturale dell’organismo con il risultato di interromperla. Di fatto essi provocano un’euforia artificiale.

Ne consegue che il corpo fa di tutto per espellerli. In ciò consiste la stimolazio­ne. Essa sembra dare forza, ma in realtà la riduce. I nervi finiscono per essere scossi e ne consegue insonnia, fatica nervosa, snervamento, instabilità dei nervi a fronteggiare le contrarietà, vulnerabilità dell’intero sistema nervoso che comanda meno bene tutte le altre funzioni organiche.

Quando si assesta un colpo di frusta ad un cavallo stanco non si creda che questo colpo di frusta gli dia forza. È nel suo consumo, infatti, che si manifesta l’energia, mai nella sua accumulazione.

D’altronde il caffè che contiene tanti veleni finisce per sfinire i reni incaricati della loro eliminazione. Orbene quando i reni degenerano nessuna rigenerazione è possibile. I casi di nefrite sono molto gravi e si concludono con la morte del malato.

Quelli che al mattino per “svegliarsi” prendono il caffè potranno farne a meno all’epoca del week‑end o delle vacanze, periodi nei quali non avranno più il pretesto di doversi alzare presto per andare a lavorare.

D’altronde, quando si prendono degli alimenti artificiali l’eliminazione notturna prosegue per una parte della mattinata e la mente rimane fiacca. Di conseguenza la si interrompe col caffè. Ma con il passar del tempo i veleni si accumulano pericolosamente. Invece, quando ci si nutre con alimenti naturali al risveglio la mente è chiara ed il caffè non è più necessario.

Per smettere, si può consumare del decaffeinato o meglio ancora un succeda­neo a base di cereali tostati senza caffè. Questo prodotto di cui esistono vari generi ha quasi lo stesso sapore del caffè senza contenerne i veleni. È reperibile nei negozi dietetici, come pure il tè deteinato. Col tempo occorrerà sopprimere anche questa bevanda.

Infine, i prodotti sostitutivi dello zucchero sono prodotti chimici pericolosi, come del resto è il caso del miele.

Il cioccolato e il cacao

Allo stato naturale il cacao è amaro, cioè contiene veleni, in particolare la teobromina. Tutto ciò che è amaro non è commestibile, bensì velenoso per l’uomo. Lo zucchero viene utilizzato per mascherare questo amaro.

Il nostro gusto ci avverte su ciò che è buono e ciò che non lo è, a condizione che non sia pervertito.

Questi veleni vengono neutralizzati dal fegato che alla fine si logora, si intasa e crolla. Allora ci si ritrova con mal di testa, mente fiacca, pessimismo, inappetenza, sonno leggero ed agitato.

Per perdere l’abitudine al cioccolato si può mangiare del cioccolato bianco, con o senza noccioline, senza abusare. L’abuso provocherà feci chiare.

L’aceto, la senape, il pepe e il sale

L’aceto, al pari dell’alcool, è un prodotto di fermentazione, cioè della putrefazio­ne di alimenti del tutto naturali. Non è questo un motivo sufficiente per consumarlo. L’aceto non contiene più alcuna sostanza nutritiva. Lo si può sostituire con succo di limone. L’olio di senape, il pepe ed in minor misura il sale sono dei veleni sebbene perfettamente naturali. Il fulmine di Dio è anch’esso naturale, ma conviene evitarlo! Tutti questi ingredienti sono troppo forti ed affaticano stomaco, intestini e gli altri organi. Provocano assai presto le emorroidi. Il corpo li rigetta nel bolo alimentare che non viene digerito. Le feci si presentano molli anziché modellate. Gli alimenti transitano troppo presto per essere digeriti.

MALATTIE CAUSATE DA PEPE, SPEZIE, SENAPE, PEPERONCINO

– Emorroidi ‑ Pruriti anali ‑ Ulcere ‑ Malattie epatiche ‑ Mal di testa – ecc.

Attenzione, gli aromi dolci sono ugualmente irritanti per lo stomaco (timo, cumi­no, ecc.). In piccole quantità l’erba cipollina e il prezzemolo sono tollerati.

Non dimentichiamo che tutti gli errori si sommano. Occorre, inoltre, distinguere tra errori gravi ed errori insignificanti. Solamente un igienista competente potrà fare questa distinzione.

Fonte: http://www.hygienisme.org/IT_Debutant%2002.htm

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