I siciliani si ribellano alla mafia

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[Dagens Nyheter] I commercianti sono costretti a pagare soldi per la protezione alla mafia, il cosiddetto “pizzo”, per essere lasciati in pace. Il Dagens Nyheter è andato a Palermo dove c’è stata una rivoluzione: il numero di persone che si rifiuta di pagare è in continua crescita e Cosa Nostra, la mafia siciliana, si indebolisce. Il souvenir che vende di più è la piccola lapide che proclama che la mafia, il pizzo e “il padrino” sono morti. E anche se per adesso rimane un’utopia, abbiamo comunque fatto progressi, constata Valeria di Leo. Il negozietto di Valeria, con la piccola insegna “Punto Pizzo Free”, ha fatto scalpore quando ha aperto nel centro di Palermo nel 2008. Un negozio che non solo si era rifiutato di pagare il pizzo – i premi assicurativi abusivi della mafia – ma che controllava perfino i suoi fornitori di prodotti. L’assortimento contiene infatti olio d’oliva, cioccolato, vini e liquori, ma anche gioielli che sono tutti “pizzo free”.
– Molte persone associano la Sicilia alla mafia. In strada vengono venduti souvenir, come magliette e grembiuli, con la scritta Cosa Nostra. Noi vogliamo invece che la nostra isola sia ricordata non per la mafia ma per la lotta contro la mafia – spiega Valeria di Leo, che gestisce il negozio insieme al marito Fabio.
– Questo negozio è un’iniziativa fantastica, speriamo che i proprietari non siano in pericolo, dice Daniela Creti di Roma in vacanza a Palermo, mentre si prova una delle classiche coppole siciliane. Le coppole sono prodotte nel paesino San Giuseppe Jato, una volta controllato dalla mafia.
Il fatto strano è che a questo movimento la mafia risponde con il silenzio. Il negozio non ha ricevuto neanche una minaccia. Dieci anni fa la mafia avrebbe sicuramente bruciato il negozio di notte e avrebbe minacciato i proprietari. Tutti si ricordano dell’imprenditore Libero Grassi che non solo scelse di non pagare il pizzo, ma che diede anche numerose interviste ai media. Libero fu ucciso a colpi di pistola nel centro di Palermo nel 1991. Valeria è infatti una di 400 imprenditori e proprietari di negozio iscritti all’associazione “Addio Pizzo”, che fu istituita sei anni fa. Nel suo negozio i turisti possono trovare una mappa gratuita di negozi, alberghi e ristoranti che non pagano il pizzo, spiega Edoardo Zaffuto, membro attivo di “Addio Pizzo”. L’anno scorso lui e due amici hanno fondato “Addio Pizzo Travel” che si rivolge a turisti che desiderano rispondere per le proprie azioni e fare shopping con un occhio critico.
– Coloro che non si interessano affatto della questione in realtà pagano soldi alla mafia, dice Edoardo. Il Dagens Nyheter prova una gita guidata in ciclorisciò, con posto per due passeggeri. Edoardo pedala nel traffico intenso di Palermo ma ha anche a disposizione un piccolo motore elettrico con l’aiuto del quale arriviamo presto ai quartieri più tranquilli sul mare. A Piazza Magione passiamo davanti al monumento in onore ai giudici Antonio Falcone e Paolo Borsellino che furono uccisi dalla mafia nel 1992.
Edoardo Zaffuto appare calmo e impavido, ma di certo non si fa illusioni. Dice che la mafia ha perso un po’ l’influenza, ma che tuttavia non è sconfitta.
– La maggior parte dell’economia siciliana ha ancora, in un modo o in un altro, un legame con la mafia. Finché sarà così non possiamo in realtà parlare di indipendenti poteri di mercato. Non è un mercato libero, la mafia ha sempre una sorta di monopolio, spiega Edoardo.
Il pizzo è un dettaglio insignificante in confronto ai guadagni che arrivano dal commercio di droga e dalla infiltrazione nella pubblica amministrazione, la quale gestisce i grossi appalti. Ed è grazie agli intermediari che gli appalti spesso finiscono per essere vinti da imprese controllate dalla mafia. Nei quartieri mafiosi di Palermo, come Resuttana, La Noce e Brancaccio, la mafia sta però perdendo il controllo e non ha più un posto assicurato in tabaccheria, in ricevitoria o tra le bancarelle del mercato di Ballarò dove i venditori si coprono la voce a vicenda urlando di avere il pesce spada migliore. Rimane però un dubbio: quale dei pesci è “pizzo free”? [Articolo originale “Sicilianarna sätter sig up mot maffian” di Peter Loewe]
Fonte: http://italiadallestero.info/archives/9905

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