Una abbronzatura autoimposta provoca danni permanenti alla pelle

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By Edoardo Capuano – Posted on 06 agosto 2010
AbbronzaturaTre o quattro giorni di abbronzatura ‘full immersion’, immancabile scottatura e si torna al lavoro, per poi riprovare magari la settimana successiva. È boom negli ultimi anni dell’abbronzatura “mordi e fuggi”, concentrata in pochi giorni, e sono sempre più gli italiani che cercano di compensare la brevità del periodo di ferie con un’esposizione eccessiva al sole. Risultato: cresce esponenzialmente il rischio melanoma, e la pelle, provata da continue scottature, spellature e ancora scottature, a lungo andare subisce danni permanenti. È l’allarme del professor Antonio Garcovich, docente di dermatologia all’Università Cattolica di Roma. “Il sole più dannoso è quello preso per meno di una settimana, in maniera intensiva. In così pochi giorni – avverte il dermatologo – non ci si abbronza, ci si scotta soltanto. Serve almeno una settimana affinché il corpo inizi a produrre melanina e la pelle riesca a difendersi dal sole. Il cosiddetto ‘sole a strappi’ invece è dannosissimo, oltre al melanoma si rischiano eritemi, macchie, ma anche vitiligine ed eczema”. Se non si hanno a disposizione almeno dieci, quindici giorni di ferie consecutive, suggerisce Garcovich, bisogna essere particolarmente prudenti: “Massimo un’ora al giorno fermi al sole. È inutile e controproducente stare stesi per ore sul lettino, si rischiano scottature e anche colpi di calore. I fototipi 1, 2 e 3 in particolare, quelli con la pelle più chiara, devono proteggersi con protezioni 50 per diversi giorni, e la crema va spalmata ogni ora”. Occhio poi alle ore più calde, dalle 12 alle 15, quando “il sole va proprio evitato, bisognerebbe mettersi all’ombra, meglio con una maglietta”. Per le donne, infine, attenzione al decolletè, a maggior ragione se si sceglie il topless: “Gli arrossamenti sotto il collo e sulle spalle fanno male alla pelle in modo particolare, e dopo alcuni anni i danni rimangono permanenti”. Fonte: salute.agi.it

Fonte: http://www.ecplanet.com/node/1637

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