Golfo del Messico, tra disastri procurati e atomiche “salvifiche”

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Nel golfo del Messico è di recente sucesso un evento terrificante, ufficialmente avvenuto solo a causa del dissennato modus operandi dell’uomo che vuole rubare alla terra i suoi tesori nascosti, a causa degli errori e dell’avidità smisurata di una compagnia petrolifera che ha troppo osato e dei governi che le hanno concesso la licenza per farlo.
Adesso per tentare una soluzione a questa gravissima falla di greggio, si leggono notizie sulla necessità di far deflagrare una bomba atomica in profondità, con tutti i rischi che ne conseguono in termini di:

a) errore di calcolo e di posizionamento dell’ordigno il cui scoppio potrebbe anche acuire la situazione che si è già creata

b) innesco di una serie di eventi non facilmente preventivabili, ad esempio a livello sismico: la nostra conoscenza dell’interno della terra è per forza di cose ancora limitata e basata su modelli teorici che cercano di interpretare i dati in nostro possesso, e gli apprendisti stregoni non sanno bene con quale pericoloso giocattolo vogliono giocare.

Infatti persino nell’articolo apparso sul quotidiano Komsomoloskaya Pravda, e riportato dal Corriere della sera , si legge che:

«Il metodo non è stato testato sott’acqua, ma secondo alcuni calcoli di esperti in Russia le probabilità di fallimento sono solo del 20%.»

Purtroppo è il caso di ricordare che anche le probabilità che si verificasse un grave danno ad una centrale nucelare erano, secondo i calcoli ingegneristici, quasi nulle, ma la realtà ha duramente smentito questa rosea previsione. Per altro le dinamiche di alcuni incidenti alle centrali nucleari fanno sorgere il sospetto che qualcuno abbia deliberatamente agito per provocare tali incidenti

Come ho già fatto notare nel mio articolo “Nucleare: l’ennesimo tentativo di avvelenamento intenzionale?

Fa particolarmente pensare il caso di Brown’s Ferry (USA) del marzo 1975 quando Per cercare correnti d’aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza (…) Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verificarsi in un caso su mille miliardi!

Ma anche per quanto riguarda il più famoso incidente di Three Miles Island le conclusioni di un rapporto sull’incidente (…) parlano di carenze addestrative, mancanza di chiarezza delle procedure, incapacità dei corpi istituzionali a far tesoro di esperienze precedenti, deficienze progettuali della sala controllo. Date tutte queste premesse un incidente sembra quasi inevitabile.

Detto questo, per chi conosce i piani del Nuovo Ordine Mondiale e la dura realtà delle scie chimiche, col loro avvelenamento intenzionate e quotidiano dell’aria che tutti respiriamo, per chi sa bene che i nostri poteri spesso creano artificialmente un problema (come il falso attentato dell’11 settembre) per poi prospettare un’orribile soluzione (la sanguinaria guerra all’Afghanistam e poi all’Iraq), per chi ricorda le dichiarazioni del tenente generale Fabio Mini (“Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali”) non è difficile immaginare che l’incidente sia stato creato ad arte per generare un disastro ecologico (o anche peggio, se un’esplosione nucleare dovesse rivelarsi il classico rimedio peggiore del danno).

I leader di questo pianeta hanno spesso ribadito che simili calamità sono delle “grosse opportunità”. In particolare J. Attali ha considerato la (finta) pandemia di influenza suina una grossa opportunità per portare avanti i piani di costruzione di un nuovo governo mondiale.

Condoleeza Rice ha d’altronde affermato: “Concordo sul fatto che lo tsunami [del 28 dicembre 2004 in Indonesia] è stata una grande opportunità di mettere in mostra non solo il governo statunitense, ma il cuore della gente americana, ed io penso che ci abbia pagato grossi dividendi ”

Disordini, inondazioni, disastri ecologici, uragani, terremoti, attacchi terroristici, sembrano essere in un modo o nell’altro molto utili ai nostri leader mondiali che vogliono gettare il nostro mondo in un caos senza precedenti (anche grazie alla creazione artificiale di una crisi economica) per poi prospettare come unica soluzione quella della creazione di un forte governo sovranazionale planetario con il suo esercito, la sua polizia, la sua moneta (unica per tutto il mondo).

Speriamo sempre di sbagliarci, ma approfondendo lo studio della questione i sospetti che la piattaforma sia stata fatta esplodere intenzionamente si acuiscono sempre più; speriamo che tutto possa finire nel migliore dei modi, ma le premesse non sono certo positive.

Qui di seguito un articolo di by Jim Kirwan pubblicato il 3 maggio 2010 sul sito rense.com, nella traduzione curata da Cristina Bassi e pubblicata sull’ottimo sito the living spirit.

UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALL’UNIVERSO?

Una cosa è dichiarare guerra a nazioni povere o in lotta per migliorare i profitti della plutocrazia che governa il mondo in questo momento: ma del tutto altra cosa è attaccare il DNA di questo piccolo pianeta blu nel suo nucleo fuso; soprattutto quando un tale colpo mortale non può essere fermato dagli sforzi striminziti di coloro che hanno scelto di attaccare proprio le forze della natura che danno a tutti noi le vite che stiamo cercando di vivere oggi

Ciò che è accaduto nel Golfo del Messico sta per aprire un collegamento diretto al nucleo fuso del pianeta che potremmo non essere in grado di controllare.

L’essere caduto di cui sopra, da un lato si è paralizzato con la sua ossessione di sogni eccessivi, dall’altro si trova protagonista nell’abisso ignoto della sua stessa creazione: il mondo potrebbe trovarsi presto quasi impotente davanti alle forze primordiali che abbiamo consentito alla BP di disturbare, nel nome diabolico dei profitti privati rispetto alla possibilità di sopravvivenza di questo pianeta.

La popolazione del mondo è stata di natura bellicosa per migliaia di anni senza rendersi conto di cosa questo significhi letteralmente per la sopravvivenza del pianeta.

La maggior parte delle persone non ha idea che esiste un DNA-sacro in natura che “SE” mandato in frantumi, metterà fine alla vita su questo pianeta.

Quel DNA è fondamentale per tutto ciò che vive ed è ciò che unisce ogni azione e reazione nel mondo, indipendentemente dalle azioni delle persone o delle politiche in qualsiasi luogo, è ciò che mantiene la ‘vita stessa’ in equilibrio.

Abbiamo semplicemente permesso ad una compagnia petrolifera interamente corrotta e ai suoi investitori di metterci tutti in pericolo per un eccesso di avidità che avrebbe dovuto essere evitato molto tempo prima che venisse consentita questa operazione di trivellazione a grandi profondità nel Golfo del Messico

Prima che ogni popolo possa veramente iniziare a vivere una «vita autentica», certe realtà devono essere accettate, per consentire ad un vero futuro di esistere.

Questo inizia con il DNA della natura che richiede equilibri nel corso della vita, che devono essere affrontati con ordine, poichè la vita – ovunque- possa essere rinnovabile per poter continuare.

Quando il mondo abbracciò l’ “usa e getta”, tale pratica creò un considerevole squilibrio, veramente troppo costoso perché venisse usato per tutto anche per cose totalmente inutili come i prodotti consumistici; non abbiamo provveduto a gestire ciò che, creato in questo modo, diventa rifiuto.

Ciò comprende tutto, dai rasoi usa e getta alle scorie nucleari; dalla plastica ai pannolini usa e getta. Ci sono altri prodotti che avrebbero potuto essere utilizzati e che non avrebbero creato rifiuti non biodegradabili; ma poi i profitti sarebbero stati minori ed ecco quindi la “priorità-commerciale” a strombazzare come una fanfara sulla capacità di sopravvivenza del 93,5% del pianeta, che non vive negli Stati Uniti.

Per mantenere attivo l’incubo, la plutocrazia creò “l’eccezionalità”, ovvero l’arte di concedere deroghe ai maggiori inquinatori e ciò in riferimento a quelle pratiche particolarmente serie che veramente minacciavano tutto il nostro sistema di vita.

Un esempio è la possibilità di trivellare, per la ricerca del petrolio, a tali profondità dell’oceano, da rendere impossibile anche agli stessi individui che trivellavano i pozzi, di controllare quelle azioni universali che stavano mettendo in moto.

Quella vasta serie di “eccezionalità” alle leggi necessarie per la sopravvivenza umana è diventata il pugnale che ha ucciso le nostre possibilità di avere un mondo in grado di sopravvivere.

Questo è stato chiaramente illustrato negli eventi che ora si dipanano nel Golfo del Messico appena fuori la riva costiera della Louisiana. Ecco un breve riassunto da parte di un ingegnere che lavora con questi problemi:

“Primo fatto: la stima iniziale era di circa 5.000 galloni di petrolio al giorno che si riversavano nell’oceano. Ora stanno dicendo 200.000 galloni al giorno. Questo fa più di un milione di galloni di petrolio grezzo a settimana!

Sono un ingegnere con 25 anni di esperienza. Ho lavorato su alcuni grandi progetti con grandi macchine. Forse è per questo che questo grande casino mi è cosi chiaro (e non lo è invece per i milioni che non hanno questa conoscenza).

In primo luogo, la piattaforma BP stava trivellando alla ricerca di ciò che loro chiamano “petrolio dal profondo” . Escono dove l’oceano è profondo circa 5.000 piedi e trivellano per altri 30.000 piedi nella crosta della terra. Questo è proprio il limite di ciò che la umana tecnologia può fare. Bene, questa volta hanno colpito una tasca di petrolio ad una pressione cosi alta, che questo ha fatto scoppiare tutte le loro valvole di sicurezza, tutto fino alla piattaforma di perforazione e ha quindi fatto sì che la piattaforma esplodesse e affondasse.

Prendetevi un momento per afferrare l’importanza di questo. La pressione dietro questo petrolio è stata così alta che ha distrutto il massimo sforzo della scienza umana per contenerlo.

Quando la piattaforma è affondata, si è capovolta ed è planata sulla sommità del foro di trivellazione a circa 5.000 piedi sotto l’oceano.

Ora hanno un buco nel fondo dell’oceano, a 5.000 piedi di profondità con relitto di piattaforma di trivellazione che sta depositata sulla sommità del rigurgito di 200.000 barili di petrolio al giorno, nell’oceano.

Prendetevi vi prego un momento per considerare tutto ciò!

In primo luogo devono togliere la piattaforma petrolifera dal foro per raggiungerlo e cercare di tapparlo. Sapete che tipo di sforzo sarà necessario per rimuovere quel relitto di piattaforma, che sta a 5000 piedi sott’acqua?

Quella sola operazione richiederebbe anni e centinaia di milioni per essere realizzata. Allora, come tappereste quel buco nel fondale fangoso dell’ oceano? Non c’è modo. Semplicemente NON c’è modo.

L’unico pezzo di tecnologia umana che potrebbe risolvere questo problema è una bomba nucleare. Non sto scherzando. Se piazzano un ordigno nucleare laggiù in fondo al posto giusto, questo potrebbe sigillare il foro. Nulla meno di questo potrà funzionare.

Se non possiamo tappare quel buco, quel petrolio distruggerà gli oceani del mondo. E’ necessario solo un quarto di olio per motori perchè 250.000 galloni di acqua dell’oceano diventino tossici per la fauna dell’oceano. Cominciate adesso ad avere un senso della immensità del problema?

Ciò che anche salirà dal nucleo fuso del pianeta sarà l’orgoglio e l’avidità che continueranno a fratturare tutto in questi tempi attuali. Questo porterà a dissolvere tutte le considerazioni naturali della vita quotidiana, che la natura stessa ci ha portato, causa il conseguente squilibrio che non porterà altro che soluzioni terminali.

La natura ha creato quello di cui abbiamo goduto per centinaia di generazioni che hanno costruito le vite umane nel corso dei secoli di cooperazione con la natura. È questa “civiltà” molto fragile anche se totalmente integrata che viene ora distrutta dalla pratica criminale della “eccezionalità” che motiva questi fuorilegge ad espandere la loro sempre più forte presa mortale sul resto di noi, su questo piccolo pianeta blu.

Quando per qualcosa di temporaneo e brevettato, come i profitti privati illeciti di pochi rispetto all’assoluta necessità di continuità globale per l’intero pianeta, le realtà naturali vengono ignorate o tenute in ostaggio, allora il mondo deve agire per porre fine a questa pratica.

Servizi di base quali acqua, carburante e cibo sono troppo importanti per tutti per essere lasciati ai capricci del business delle imprese privatizzate e dei loro contorti disegni per schiavizzare la razza umana.

L’equilibrio in questo mondo è nuovamente minacciato, dagli stessi criminali, che hanno già rubato quasi tutto ciò che pensavamo fosse nostro, da quando siamo entrati in questo Nuovo Millennio Criminale, che ha avuto inizio con “il botto Bush” , i cui proprietari hanno ora dichiarato che “noi rimarremo in una guerra infinita per i prossimi 80anni”. Il portavoce è ora la “Obamanation” che comunque non avrà successo nemmeno nel chiudere Guantanamo ma ora ci assicura che “la BP pagherà tutto!”

Cazzate. E tutti lo sanno. Tanto per cominciare, la BP dovrebbe essere multata di trilioni di dollari, quel che alla fine tutto questo costerà, anche se sarà probabilmente inarrestabile. Posto che “se non possiamo tappare quel buco, quel petrolio andrà a distruggere gli oceani del mondo.

Dico questo perché la contaminazione degli oceani che è iniziata nel Golfo del Messico si diffonderà direttamente nella corrente del Golfo, che verrà portata in giro in tutto il mondo. Cosi tanto più a lungo tutto ciò continua, tanto maggiore sarà l’inquinamento globale dell’ approvvigionamento idrico mondiale, che solo a malapena può iniziare con un trilione di dollari di danni reali.

Questa alluvione di petrolio pressurizzato che si espande, continuerà ad aumentare, fino a quando qualcosa di massivo non venga fatto per chiudere questa ferita creata in modo criminale, nella crosta della terra.

L’ “azione,” qualsiasi cosa si rivelerà poi essere, porterà con sé i suoi effetti collaterali, specialmente se quel “qualcosa” finirà con l’essere un’ atomica o qualcosa di peggiore”.

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ARTICOLI CORRELATI, NELLA VERSIONE INGLESE DEL SITO:
– About the use of dispersant against BP Oil disaster in the Gulf of Mexico
– About the massive oil spill in the Gulf of Mexico

About the use of dispersant against BP Oil disaster in the Gulf of Mexico
About the massive oil spill in the Gulf of Mexico

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/05/golfo-del-messico-tra-disastri.html

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