Il dirigente della BP ha venduto le sue azioni della compagnia petrolifera circa un mese prima dell’esplosione della piattaforma

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Scopriamo da un articolo pubblicato il 5 giugno 2010 sull’edizione on line del quotidiano britannico telegraph, che il dirigente della BP, Tony Haywards, ha venduto azioni della propria compagnia petorlifera per un valore di 1,4 milioni di sterline (circa un milione e mezzo di euro) poco più di un mese prima della catastrofe nel Golfo del Messico.

Ma che strana coincidenza, anche la potentissima banca Goldman Sachs ha venduto il 43,7% delle sue azioni della BP tre settimane prima del terribile disastro ecologico (che ha ovviamente causato un enorme ribasso del valore delle azioni della compagnia petrolifera britannica).

Ancora una volta una notizia che accresce le nostre convinzioni che il disastro sia stato artificialmente e deliberatamente causato, anche perchè risulta poco credibile che un colosso aziendale con un enorme fatturato come la BP lesini sulle spese per la sicurezza ben sapendo che un errore può costare molto più caro; per la stessa ragione risulta poco credibile che tale azienda abbia iniettato nel pozzo certi prodotti chimici particolari solo per risparmiare sul loro smaltimento. Davvero una grande e ricchissima azienda rischia di perdere un capitale per risparmiare una piccola percentuale dei suoi introiti?

Ecco qui di seguito la traduzione dei passaggi più significativi dell’articolo BP chief Tony Hayward sold shares weeks before oil spill ovvero

Il dirigente della BP Tony Hayward ha venduto azioni alcune settimane prima della fuoriuscita del petrolio

Di Jon Swaine e Robert Winnett

L’amministratore delegato della BP ha venduto azioni del gigante petrolifero per un valore di 1,4 milioni di sterline alcune settimane prima che la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico causasse il collasso del loro valore.

Tony Hayward ha venduto circa un terzo delle sue azioni della compagnia un mese prima che una trivellazione della piattaforma Deepwater Horizon si incendiasse, causando un disastro ambientale.
Mr Hayward, il cui stipendio è di 4 milioni di sterline all’anno, ha quindi finito di pagare il nuto della sua villa nel Kent, il cui valore viene stimato più di 1,2 milioni di sterline.

Non c’è nessun indizio che egli abbia agito impropriamente o che abbia saputo in anticipo che la compagnia stava per affrontare il più grande tracollo della sua storia.

La sua decisione, tuttavia, significa che egli ha evitato di perdere più di 423.000 sterline quando il valore delle azioni della BP è price è precipitato dopo che è iniziata la fuoriuscita del petrolio sei settimane fa.

Dal momento in cui egli ha venduto 223.288 azioni il 17 marzo, il valore delle azioni della compagnia è diminuito del 30%. Circa 40 miliardi di sterline sono stati spazzati via. Tale caduta ha causato dolore non solo ai detentori di azioni della BP, ma anche a milioni di fondi pensione e di piccoli investitori che hanno soldi investiti nei tracker funds [vedi questo link, che spiega cosa siano questi fondi e questo approfondimento sulla crisi economica collegata al tracollo della BP – N.d.T.].

La fuoriuscita, che ancora non è stata fermata, ha causato una seria crisi ambientale e si stima che costi alla BP fino a 40 miliardi di sterline per la ripulitura [del mare].

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/07/bp-chief-tony-hayward-sold-shares-weeks.html

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