40 milioni di persone negli stati che si affacciano sul Golfo del Messico potrebbero essere evacuate

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Traduzione dell’articolo 40 million people in gulf oil spill region to be evacuated by military rumours say pubblicato sul sito di Jane Burgermeister, la nota giornalista che ha denunciato lo scandalo dei tossici vaccini contro l’influenza suina, nonchè la strage (attuata con la copertura di un finto incidente aereo) per decapitare i vertici del governo polacco.

Se davvero succedesse quanto viene riferito in tale articolo potremmo trovare un’ulteriore motivo (dal punto di vista delle élite criminali che governano il nostro pianeta) per generare artificialmente un simile disastro ecologico, ovvero quello di mettere sotto legge marziale una vasta area degli Stati Uniti, realizzando così uno dei sogni del Nuovo Ordine Mondiale, una dittatura sotto le mentite spoglie di un’indispensabile operazione umanitaria.

La seguente traduzione è a cura di Giulia (che qui ringraziamo vivamente per la collaborazione). Le immagini Oil spill (in apertura di articolo) e FEMA (vedi più avanti) sono tratte dalle famigerate carte da gioco illuminati cards game, del 1995!

Secondo alcune fonti, 40 milioni di persone nella regione del Golfo interessata dal disastro petrolifero starebbero per essere “evacuate” dalle forze militari.

Secondo alcune fonti, le forze militari statunitensi sarebbero in procinto di “evacuare”, sotto il pretesto della tossicità, 40 milioni di persone nella regione del Golfo del Messico colpita dalla marea di petrolio.

40 milioni di persone potrebbero essere collocate solo nei famigerati campi FEMA, costruiti in tutto il paese e simili a campi di concentramento o di prigionia, con inceneritori in dotazione a ciascun campo.

Sebbene stiano spacciando alla gente questo trasferimento come temporaneo, ci sono fondate prove per ritenere che lo sversamento di petrolio è stato innescato deliberatamente per implementare la legge marziale e trovare un pretesto per rinchiudere la gente nei campi di prigionia FEMA, nell’ambito dell’agenda del Bildelberg per impadronirsi degli USA.

Di seguito un rapporto sulla situazione:

Informazioni da un insider dell’Industria Petrolifera nel Texas:

Lo sversamento di petrolio nel Golfo non può essere interrotto con nessun metodo convenzionale, dal momento che la tubatura verticale del pozzo ha perso aderenza rispetto al foro di trivellazione ed il petrolio sta schizzando fuori intorno alla base della tubatura, e il tubo di rivestimento ha subito fratture dal pompaggio di fango ad alta pressione durante il processo di “top kill”.

Stanno ora spuntando fuori altre relazioni geologiche secondo cui ci sarebbero molte altre ingenti falle a distanza dalla testa del pozzo, dal momento che il fondale marino è stato fratturato dalle alte pressioni (2200psi) di fuoriuscita degli 80 barili al giorno che si infiltrano orizzontalmente negli strati geologici circostanti.

Al momento c’è un notevole oscuramento delle notizie provenienti dall’intera area compresa tra New Orleans e la Florida, ma le mie fonti mi riferiscono che ci sono preparativi in corso per quanto segue: le forze militari si stanno mobilitando per l’evacuazione integrale dell’intera regione (approssimatamente 40 milioni di persone) a causa dell’estrema tossicità del metano, dell’acido solfidrico e dell’acido cianidrico, altre relazioni indicano che l’unica soluzione in grado di contenere la falla principale sarebbe un ordigno nucleare piazzato all’interno del secondo pozzo di emergenza intorno al mese di settembre. Ricordate: avevo detto che ci sarebbe voluto questo!

Il grosso problema è dove mettere tutte le persone trasferite finchè non riusciranno a riparare il danno.

Inoltre se il fondale marino è già fratturato l’ordigno nucleare potrebbe precipitare la situazione se non fosse detonato a regola d’arte, e nessuno sa realmente quanta forza esplosiva è necessaria senza danneggiare al contempo la superficie che copre i giacimenti petroliferi tra il Venezuela e lo Utah.

Ancora: la BP e la Transocean finiranno per dichiarare bancarotta nel corso delle prossime due settimane e scaricheranno sulle spalle degli americani le spese dei danni, che si stima raggiungeranno mezzo trilione di dollari. La BP ha già speso due miliardi e la Guardia Costiera e la Marina Militare degli USA altri tre miliardi, e questo è nulla rispetto a quanto servirà per le operazioni di ripulitura se il disastro dovesse protrarsi fino a ottobre o novembre.

Questo potrebbe portare gli Stati Uniti al collasso finanziario dato che non esistono fonti disponibili da cui prendere in prestito ulteriori fondi.

Le mie fonti mi riferiscono che se il fondale marino è fratturato, saranno sospese tutte le trivellazioni lungo la costa del Golfo e questo porterà ad un raddoppio globale dei prezzi dell’energia e del gas entro i prossimi mesi.

C’è molto altro ma vi risparmio lo scenario peggiore riguardo all’opzione finale. Se dovesse fallire sarebbe semplicemente inimmaginabile!

So che tutto questo può sembrare esagerato, ma garantisco che le mie informazioni sono della massima attendibilità.

(fine del rapporto)

Questo non fa che confermare ciò che hanno già affermato persone come Lindsey Williams e altri.

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/06/40-milioni-di-persone-negli-stati-che.html

1 comment for “40 milioni di persone negli stati che si affacciano sul Golfo del Messico potrebbero essere evacuate

  1. Anonimo
    5 agosto 2010 at 8:26

    Prima di creare sensazionalismi estremi gratuiti, valutate seriamente i vostri "informatori"… sono in grado anch'io di mettere in giro notizie catastrofiche senza alcun fondamento! E' vero che siamo in un periodo molto particolare e condivido alcune delle vostre notizie, ma per favore, non spingiamoci verso l'assurdo…!

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