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Numerosi articoli sono stati pubblicati in queste ultime settimane a proposito dell’evenienza che l’attività solare culmini in distruttive tempeste tra il 2012 ed il 2013. E’ necessario gettare un barlume sul tema per evitare che, come è accaduto per il cosiddetto “effetto serra“, si usino certi fenomeni come copertura per l’operazione “scie chimiche”. Vedremo nella seconda parte del presente articolo come denunciare questa strumentalizzazione.

Sul Corriere.it, a firma di Franco Foresta Martin, è apparso un pezzo dall’inequivocabile titolo “Il vento solare soffia imprevisto. Timori per le telecomunicazioni”. Fisici statunitensi hanno, infatti, scoperto che, anche in fase di scarsa attività della nostra stella, i flussi di radiazioni e particelle possono essere molto intensi.

Scrive Foresta Martin: ‘Per ora il Sole ci riserva una sorpresa dopo l’altra – ha dichiarato Sarah Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for Atmospheric Research (N.C.A.R.) di Boulder, Colorado. – Finora si pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più bassi in corrispondenza del minimo dell’attività, quando anche le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece, studiando il comportamento della nostra stella, durante l’ultimo minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del 1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche quando non ci sono macchie’.

La metafora del lanciafiamme, ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà, può succedere che un intenso flusso di particelle elementari di origine solare, giunto al livello dell’orbita terrestre con velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo magnetico terrestre che funge da scudo contro questo tipo di radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste elettromagnetiche. Il fenomeno può avere risvolti rilevanti anche per la nostra vita quotidiana, poiché la maggior parte dei moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una serie di blackout a catena che investono i satelliti artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati G.P.S. etc. […]

Dei rischi associati alle tempeste solari si è discusso nei giorni scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (I.N.G.V.) a Roma. ‘Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato dallo S.C.A.R. (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide) che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben noto G.P.S., ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema europeo GALILEO’ – riferisce la dirigente di ricerca, Giorgiana De Franceschi -.[…] Gli esperti di diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta atmosfera dell’I.N.G.V. Si sono perciò riuniti per pianificare l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una rete internazionale di speciali ricevitori G.P.S. ubicati sul continente Antartico. Da questi studi ci si aspetta una migliore conoscenza di due caratteristiche dell’atmosfera: il vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) ed il contenuto di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influiscono sulla propagazione delle onde radio”.

E’ arduo comprendere quanto queste informazioni corrispondano al vero e quanto, invece, non siano circostanze enfatizzate per scopi inconfessabili. Vero è che tra il 28 agosto ed il 2 settembre del 1859 occorse una gigantesca tempesta geomagnetica, nota come evento di Carrington: il fenomeno causò l’interruzione del telegrafo per quattordici ore e dell’erogazione di energia elettrica (all’epoca comunque poco diffusa, se non in poche grandi città come Parigi, la Ville lumiére) nonché aurore boreali molto luminose visibili anche a Roma, Hawai, Giamaica e Cuba.

La N.A.S.A. che, fino a poco tempo fa, smentiva qualsiasi avvenimento significativo legato ai cicli solari ed al 2012, ora, invece, è in prima linea negli annunci “catastrofici”. In Attesa gigantesca tempesta solare per il 2012, leggiamo: “Le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbero essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni. A Washington, non a caso si è aperto il Forum sul clima solare promosso dalla N.A.S.A. in cui protagonista sarà proprio il picco di attività stellare. Secondo Richard Fisher, scienziato della N.A.S.A., ‘la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti’. Siamo, infatti, dipendenti dalle apparecchiature elettroniche. L’onda di particelle, tra i suoi effetti, potrebbe sortire anche quello di mandare in tilt i nostri satelliti. Potremmo, nell’arco di poco tempo restare al buio, senza energia elettrica e comunicazioni. ‘Il primo segno di pericolo verrebbe quando le radiazioni iniziassero a disturbare segnali radio e dispositivi G.P.S. Dieci o venti minuti dopo, i satelliti commerciali, che trasmettono conversazioni telefoniche, televisive ed informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati via’, ha asserito Tom Bogdan.

Poco dopo sarebbe la volta di tutte le linee elettriche. Le radiazioni sarebbero in grado di indurre corrente sulle linee elettriche ad alto voltaggio. Il che porterebbe alla distruzione praticamente di tutti i trasformatori sul pianeta. Il tutto, accadrebbe simultaneamente dappertutto”.

Fonte: http://www.tankerenemy.com/2010/06/sun-flares-prima-parte.html

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