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Il segretario del Pd, Pier Luigi BersaniIl segretario del Pd, Pier Luigi Bersani

A leggere le dichiarazioni dell’ex dalemiano Fabrizio Rondolino a proposito del decreto intercettazioni in discussione in Parlamento uno si domanda: ma quelli del maggiore partito dell’opposizione ci sono o ci fanno? Sì, perché l’ex firma della Stampa non ha peli sulla lingua e, quando i suoi prima dicono una cosa e poi ne fanno un’altra, non va tanto per il sottile. Quelli del Pd, infatti, sono pronti a scendere in piazza per protestare contro la cosiddetta legge “bavaglio”. Un comportamento coerente coi principi professati da sempre dai Democrats? Macché: “Noi avevamo proposto una legge del tutto simile a quella che ora contrastiamo”, scrive Rondolino su The Front Page, il blog di analisi politica curato assieme a un altro ex dalemiano, Claudio Velardi. A cosa si riferisce? Al Programma del Pd del 2008, quello firmato da Veltroni. Ebbene, in quel programma c’è una proposta di legge sulle intercettazioni che si adatta “con buona approssimazione al disegno di legge in discussione in Parlamento”, spiega Rondolino. Più chiaro di così. E a scanso di equivoci, pubblichiamo qui sotto il punto 4.4 lettera b) del programma del Pd (qui il testo integrale) dal titolo “Intercettazioni sì, violazione dei diritti individuali no”. Giudicate voi da soli:
“Lo strumento delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche e telematiche è essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata ed assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione. Bisogna conciliare tali finalità con diritti fondamentali come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.
Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali.
E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati”. Sottolineati i punti in cui le proposte del Pd fatte nel programma elettorale coincidono con quelli contenuti nel ddl elaborato dal centrodestra, riproponiamo la domanda rivolta da Rondolino ai dirigenti del centrosinistra: perché il Pd non rispetta il programma e vota a favore della legge? E si potrebbe aggiungere, con un po’ di malizia: ma gli elettori di centrosinistra hanno mai letto il programma del Pd.

Fonte: http://blog.panorama.it/italia/2010/06/17/la-chiamano-legge-bavaglio-ma-ce-anche-nel-programma-del-pd/

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