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Ieri, durante la seduta della plenaria a Strasburgo, la Commissione parlamentare Petizioni (PETI) ha presentato, così come previsto dal regolamento interno, una relazione annuale relativa alle petizioni inviate dai cittadini e i residenti dell’UE al Parlamento Europeo. Qualsiasi cittadino dell’Unione europea o residente di uno Stato membro può presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri, su una materia che rientra nel campo d’attività dell’Unione europea. Queste petizioni offrono al Parlamento europeo la possibilità di richiamare l’attenzione su eventuali violazioni dei diritti dei cittadini europei da parte di uno Stato membro, di autorità locali o di un’istituzione. Nel 2009 gli italiani sono stati, dopo i tedeschi e gli spagnoli, i firmatari più attivi. Quest’anno più di 1900 petizioni sono state depositate. Meno della meta è stata considerata ricevibile.

I diversi argomenti affrontati riguardano innanzitutto l’ambiente (9,7%), seguito dai diritti fondamentali (7%), dalla giustizia (6,8%) e dal mercato unico (6%).
Questo è quindi uno degli strumenti più importanti per la partecipazione attiva dei cittadini europei alle politiche comunitarie. Sono stata sollecitata tante volte per sapere l’esito di alcune petizioni. In effetti, ritengo che in qualità di parlamentare europea sia mio dovere seguire l’andamento delle petizioni presentate dai cittadini d’Europa. Nell’ambito di quest’accertamento, mi sono resa conto che il database interno epetition, che raccoglie tutte le petizioni, è accessibile solo ai membri della Commissione Petizioni. Ho chiesto quindi di rivedere il sistema, che a mio avviso produce discriminazioni, in modo da valorizzare l’interesse dei cittadini alla vita politica e seguire il buon esercizio di questo diritto fondamentale.

QUI troverete il modulo per depositare una petizione

Fonte: http://www.soniaalfano.it/blog/2010/07/06/accesso-al-database-petizioni-del-parlamento-europeo/

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