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Un web designer e un giornalista, David Boardman e Paolo Gerbaudo; ed un progetto comune.

“Il progetto si nutre di una ricerca di due mesi sull’archivio degli incidenti navali dei Lloyd’s di Londra. Si tratta dell’unico archivio al mondo che registra tutti gli incidenti navali avvenuti in giro per il mondo. Abbiamo dovuto riportare da analogico a digitale i dati di decine e decine di schede di incidenti. È stata un’esperienza interessante che dimostra che a dispetto delle possibilità offerte da Google, tante informazioni continuino ad essere difficilmente accessibili”.
Hanno ricostruito la mappa degli incidenti navali dal 1979 ad oggi. È stupefacente.
Stupefacente che di tutte queste navi affondate non vi è traccia nei telegiornali o sui giornali.
Sono tantissime e lungo tutta la costa italiana. Navi con un carico di petrolio, con barili di rifiuti tossici mai tolti dalle nostre acque; un modo per smaltire senza pagare.
Quasi tutti gli incidenti sono di natura dolosa, se cliccate sulla nave si aprirà una finestra con ulteriori informazioni.
Cè da chiedersi se esista un punto della nostra costa ancora balneabile, e in quale modo vengono assegnate le politiche bandiere blu.
Cè da chiedersi quante siano le cose che ancora oggi non conosciamo.
Andate sul sito, informatevi e stupitevi.
L’estate è appena iniziata, ma, dopo quanto vi apprestate a vedere, vi sarà possibile tornare a fare il bagno con innocente spensieratezza?

Mappa

Roberta Lemma

Fonte: http://www.facebook.com/notes/roberta-lemma/74-petroliere-nel-fondo-del-nostro-mare-rapporto-top-secret/442274446479

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