Il fenomeno dell’inversione termica artificiale

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L’inversione meteorologica (o termica) è un fenomeno dovuto alla formazione, negli alti strati della troposfera [1], di masse d’aria nelle quali la temperatura cresce con l’aumentare dell’altitudine (temperatura di inversione). Il fenomeno si può verificare anche su aree molto ampie; gli strati assumono una lieve, progressiva inclinazione verso terra. Quando questi livelli, d’inverno, sovrastano zone più fredde danno origine alle cosiddette nebbie di inversione: tali nebbie, specialmente sulle aree industriali, s’impregnano di pulviscolo, gas e vapori nocivi che perdurano fino a quando non si dissolve lo strato d’inversione.

I vari sistemi di manipolazione meteorologica creano fenomeni artificiali di inversione, da cui dipendono altre manifestazioni atmosferiche tutte funzionali alla creazione di un ambiente il più possibile inadatto alla vita. Riscaldare, per mezzo delle onde elettromagnetiche o con le scie (cfr infra), alcune parti dell’atmosfera, significa creare zone sottostanti in cui il particolato rilasciato dagli aerei chimici e gli inquinanti legati alla normale contaminazione, ristagnano, avvelenando piante, animali e uomini. Per questo motivo, dopo che i velivoli hanno disperso le sostanze tossiche a quote medio-basse, si assiste alla formazione di una densa e maleodorante caligine che appanna il naturale colore del cielo, riduce drasticamente la visibilità, pur in concomitanza di valori igrometrici bassi o bassissimi: non è dunque una foschia causata dall’umidità, sebbene i servizi meteorologici, mentendo, cerchino di giustificare la nebbia, chiamando in causa inesistenti alti parametri di umidità. Tale foschia è pure duratura, perché i venti sono assai blandi o del tutto assenti ed in quanto l’alta pressione naturale o indotta la comprime verso il suolo.

Questo smog, simile ad una cupola grigio-biancastra, non grava soltanto sulle città e sulle zone antropizzate, ma pure su regioni rurali, collinari e montane. Ciò dimostra che si tratta di nebbia generata dai continui passaggi di aerei che sorvolano sia i centri urbani sia le campagne sia le dorsali montuose, nell’ambito di una criminale operazione finalizzata a contaminare l’intera biosfera. Si osservino l’orizzonte, i profili di colli ed i crinali dei monti: si constaterà che sono offuscati da un velo opaco a tal punto che non si riesce neppure a distinguere, nei giorni di più massiccia irrorazione, un aspetto del paesaggio distante più di un paio di kilometri.

Correttamente, lo scienziato egiziano El Husseini attribuisce le aberrazioni termiche alle chemtrails. Egli, infatti, osserva che: “la geoingegneria può anche provocare ondate di calore estremo. Una volta raggiunta la troposfera, il particolato di alluminio Welsbach agisce come uno specchio a doppia superficie. Le particelle riflettono il calore che proviene dal sole nello spazio, ma riverberano di nuovo al suolo anche la radiazione termica proveniente dal terreno, dalle automobili, dai condizionatori d’aria, dalle fabbriche, dalle centrali elettriche, dall’asfalto”.

L’inversione termica artificiale è dunque uno dei numerosi mezzi con cui la biosfera viene trasformata in un ambiente repulsivo, mortale, la tanatosfera.

[1] La troposfera è una regione dell’atmosfera che ha inizio dalla superficie terrestre e giunge, alle medie latitudini, sino a 10-15 km di altitudine. In questa zona si rileva un decremento costante della temperatura, della pressione e della densità.

Fonti:

Enciclopedia delle Scienze, Milano, 2005, s.v. inversione atmosferica e troposfera
W. Marzouk, Imbrattare il cielo: scie chimiche in Egitto, 2010

Fonte: http://www.tankerenemy.com/2010/07/il-fenomeno-dellinversione-termica.html

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