Stampa / Print
I dietologi che affollano la TV e le istituzioni preposte alla salute del Paese ancora ripetono in coro il solito mantra sul colesterolo quale causa sicura dell’infarto. Nel frattempo, la ricerca scientifica ha preso altre strade e si scopre sempre di più la causa non è una sola, ma parecchie. Una di queste, messa in maggiore evidenza dai recenti studi, è la causa infiammatoria-ossidativa. Tutto ciò che danneggia le nostre arterie può aumentare il rischio cardiovascolare, sia che si tratti del fumo di sigaretta, dell’inquinamento delle città, del cloro nell’acqua, della carenza di certi nutrienti o dello stress. Alla fine, si ci si rende sempre più conto che il colesterolo centra poco, se non nulla. Ma continuare a sostenere questa tesi è funzionale alla vendita delle statine.

Negli ultimi anni si è anche studiato di più il legame tra umore e salute del cuore, cosa per altro era ben nota ai nostri antichi…, ma noi, come si sa, abbiamo bisogno di certezze scientifiche! Secondo uno studio della Columbia University una visione positiva della vita e un atteggiamento felice può drammaticamente ridurre il rischio cardiovascolare. I depressi sarebbero due volte più colpiti dall’infarto (European Heart Journal, 2010; published February 17, 2010 online). Oltre alla tristezza, anche l’isolamento sociale può causare l’infarto, così come è stato dimostrato già anni fa da due studi, uno americano e uno finlandese (Am J Epidemiol, 1979; 109: 186-204; Am J Epidemiol, 1988; 128: 370-80). Queste condizioni aumentano di due o tre volte il rischio cardiovascolare e sono totalmente indipendenti dai valori di colesterolo e della pressione sanguigna. L’umore depresso può anche influire sulla sopravvivenza dei pazienti infartuati e si è dimostrato un fattore assolutamente indipendente dalla gravità del paziente (JAMA, 1993; 270: 1819-25; Circulation, 1995; 91: 999-1005). Inoltre, si è visto che la serotonina, “l’ormone della felicità”, non solo gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della depressione, ma anche nella formazione dei trombi (Pharmocol 1991; 17(suppl5): S6-S12). Infine, tornando al tormentone colesterofobico, alcuni studi mostrano che il regime di “riduzione del colesterolo a tutti costi” prescritto ai pazienti infartuati non fa che peggiorare la situazione. Gli uomini con bassi livelli di colesterolemia sono tre volte più inclini al suicidio (BMJ, 1996; 313: 664).

Fonte: http://www.dottorperuginibilli.it/index.php/component/content/article/53-prima-pagina/371-lumore-depresso-fa-venire-linfarto

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.