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Negli ultimi tre decenni, la Chiesa gerarchica di papa Wojtyla e di papa Ratzinger ha denunciato a polizia e magistratura i casi di pedofilia ecclesiastica di cui veniva a conoscenza? Questa è l’unica domanda da porre, se si vuole affrontare davvero il “chi” delle responsabilità per la tragedia di decine di migliaia di bambini violentati da sacerdoti cattolici. Una domanda che in Italia nessuno avanza (lo ha fatto solo questa testata), ma che all’estero arriverà perfino in alcuni tribunali, visto che negli Usa esiste un reato assai grave che si chiama “ostruzione di giustizia”. La risposta alla domanda è purtroppo un rotondo no. La Chiesa di Wojtyla e di Ratzinger non ha mai denunciato al “braccio secolare” i delitti di pedofilia che avvenivano tra i suoi pastori. L’altro ieri la sala stampa vaticana ha spiegato che fin dal 2003 esistevano procedure operative mai rese pubbliche e attribuibili all’allora cardinal Ratzinger, riassunte in un testo di “linee guida” messo online sul sito ufficiale della Santa Sede, secondo cui “si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità”.

La maggior parte dei quotidiani semplifica un apologetico: si denunci sempre alle autorità civili! Le cose non stanno così. Le “linee guida” sono un testo anonimo e privo di data, scritto in inglese. Testo non solo segreto (“mai reso pubblico”) ma evidentemente informale e rivolto al massimo a una o più diocesi di lingua inglese. I paesi che impongono a chi non sia pubblico ufficiale di denunciare un reato di cui venisse a conoscenza non sono molti (ancor meno se il reato è prescritto).

Il Vaticano riesce così a far credere – senza una vera e propria menzogna – di aver sempre denunciato i preti pedofili alle autorità statali. Siamo agli antipodi del “il tuo dire sia sì sì, no no, perché il di più viene dal maligno” che leggiamo nel Vangelo (Matteo 5,37). E soprattutto: nessuna denuncia è mai stata fatta. Se quel documento fosse stato davvero operativo, la vera notizia sarebbe che da sette anni tutti i vescovi del mondo disobbediscono al Papa e al suo Prefetto della Congregazione per la difesa della Fede. Uno scoop da premio Pulitzer. Credenti e non credenti aspettano perciò l’unica azione necessaria: che il “segreto pontificio” venga abrogato e sostituito con motu proprio dall’obbligo di denunciare sempre il prete pedofilo (anche quando per la legge è solo facoltativo) e che gli archivi vengano consegnati alla magistratura. Il resto è ipocrisia.

Da il Fatto Quotidiano del 15 aprile

Fonte:http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2473262&yy=2010&mm=04&dd=15&title=segreto_pontificio_da_abolire

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