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La caccia all’energia perfetta non finisce mai. Appurato che gli idrocarburi sono agli sgoccioli, il carbone ci asfissia, il nucleare cova disastri, confidiamo nelle energie alternative o rinnovabili. Però il fotovoltaico è minuzzaglia, l’eolico rovina il paesaggio, le biomasse puzzano e il geotermico “fa i terremoti”. Che ci rimane? L’idroelettrico: che bello, energia dall’acqua, pulita profumata sostenibile ed inesauribile.E invece no! Come possono testimoniare i milioni di “vittime” della diga delle Tre Gole in Cina, il mostruoso idroelettrico moderno devasta l’ambiente e le popolazioni. Sarà pure rinnovabile, ma non è sostenibile per niente, forse perché sottende comunque l’intervento degli immancabili cementificatori e si sa, quelli non sono certo famosi per la sensibilità ambientale.Nei Paesi del Terzo Mondo, poi, la popolazione fa parte del paesaggio e conta quanto i cespugli o le pietre. Un progetto per un’altra diga-monstre, stavolta sull’Omo River in Etiopia, è destinato a devastare un’area abitata da 200 mila persone: niente più acqua, né cibo dai campi, il fiume sarà bloccato a monte per il bacino artificiale. Per tacere di un’altra area attorno al celebre Lago Turkana, che l’Omo River alimenta.La diga sarà alta 240 metri, e fornirà 1800 megawatt (immagino quanto indispensabili, a chi non avrà neppure acqua da bere), per un costo di 1 miliardo e 600 milioni di euro. Si sa, l’Etiopia è un Paese ricco, investe per “lo sviluppo”.La cosa più tristemente divertente è… indovinate un po’ chi avrà l’onore di cotanta cementificazione inutile? Esatto: i soliti prenditori italiani. La Salini Costruttori, che si è già coperta di gloria costruendo un’altra diga mezza crollata 10 giorni dopo l’inaugurazione.Fortunatamente, in Etiopia alle cavallette ci sono abituati.

Fonte: http://petrolio.blogosfere.it/2010/03/idroelettrico-non-sostenibile-e-imperialismo-cementista.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blogosfere-39+%28Petrolio%29

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