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DI DAVID DEGRAW
globalresearch.ca

“L’oligarchia americana si sforza di promuovere l’idea della propria non esistenza, ma il successo della sua sparizione dipende allo stesso tempo dagli sforzi del pubblico americano, ansioso di credere nella finzione dell’uguaglianza, e dalla sua riluttanza a vedere ciò che si nasconde alla vista.” – Michael Lind, To Have and to Have Not

Sì, certo, abbiamo tutti opinioni differenti su vari argomenti.

Ad ogni modo, così come hanno fatto i Padri fondatori prima di noi, dobbiamo mettere da parte le nostre differenze e unirci per combattere un nemico comune. È diventato ormai evidente a molti che i partiti Repubblicano e Democratico, così come i tre poteri del nostro governo, sono stati distrutti da un’élite economica ben organizzata, che sta devastando le nostre vite in modo tattico. La dura verità è che il 99% della popolazione statunitense non è più rappresentata politicamente. L’economia degli Stati Uniti, il governo e il sistema delle imposte oggi sono sfacciatamente manovrate contro di noi.

Gli indicatori statistici attuali della società dimostrano chiaramente che è stato sferrato un attacco strategico e un’analisi delle politiche governative prova che le condizioni in cui versa la maggior parte degli americani continueranno a peggiorare. L’élite economica ha progettato un colpo finanziario e ci ha portato la guerra davanti alla porta di casa… e tanto per chiarirci, hanno avviato una guerra per eliminare la classe media statunitense.

A meno che non decidiamo di unirci ed organizzarci per una causa comune, il nostro stile di vita e gli ideali su cui è stato fondato il nostro paese continueranno a disfarsi.

Prima di spiegare chi sia esattamente l’élite economica e di discutere alcune manovre di buonsenso con le quali possiamo combatterla, diamo un’occhiata al danno che hanno causato fino ad ora.

L’America è la nazione più ricca della storia, eppure abbiamo oggi il tasso di povertà più alto del mondo industrializzato, con un numero senza precedenti di americani che versano in condizioni di profonda crisi, e oltre 50 milioni di cittadini già in stato di povertà.

Il governo ha sollevato alcune idee su come minimizzare questi numeri, ma ci sono più di 50 milioni di persone che hanno bisogno di usare i buoni pasto governativi per mangiare, e un sorprendente 50% di bambini statunitensi faranno uso degli stessi buoni ad un certo punto della loro infanzia. Un numero pari a circa 20.000 persone vengono aggiunte al totale ogni giorno. Nel 2009, una famiglia su cinque non aveva abbastanza soldi per procurarsi cibo. Nei nuclei familiari con bambini, questo numero arriva al 24%, mentre il tasso di fame tra i cittadini ha raggiunto il picco più alto di tutti i tempi.

Al momento abbiamo anche oltre 50 milioni di cittadini statunitensi privi di cure sanitarie. 1.4 milioni di americani hanno presentato richiesta di bancarotta nel 2009, con un incremento del 32% rispetto al 2008. Mentre il numero di richieste continua ad esplodere, quelle in campo medico ne coprono più del 60%, delle quali oltre il 75% riguarda persone che possiedono un’assicurazione sanitaria. Abbiamo il sistema sanitario più costoso del mondo, siamo obbligati a pagare almeno il doppio di altri paesi per averne in cambio cure che si attestano al 37° posto nel mondo.

In totale, da quando è iniziata la crisi economica, gli americani hanno perso 5 bilioni di dollari da pensioni e risparmi e 13 bilioni nel valore delle loro case. Durante il primo anno di crisi, i lavoratori tra i 55 e i 60 anni, che hanno versato contributi per circa 20 – 29 anni, hanno perso all’incirca il 25% del loro 401(k) [un fondo pensione statunitense, ndt]. “Il debito personale è cresciuto dal 65% delle entrate nel 1980 al 125% attuale“. Oltre cinque milioni di famiglie statunitensi hanno già perso le loro case, e ci si aspetta un totale di tredici milioni di famiglie che le perderanno entro il 2014, con un 25% di mutui attualmente underwater [termine con cui si intende la situazione in cui il valore della casa è inferiore a quello del mutuo rimanente, ndt]. La Deutsche Bank ha fatto una stima ancora più pessimista: “La percentuale di prestiti ‘underwater’ potrà salire fino al 48%, o al numero di 25 milioni di case“. Ogni giorno 10.000 abitazioni statunitensi perdono il diritto di riscatto. Le statistiche mostrano che un numero sempre maggiore di persone non trovano riparo altrove, ci sono ormai oltre 3 milioni di americani senzatetto, e la frazione di popolazione maggiormente colpita da questo fenomeno sono i genitori single con figli.

Un posto in cui sempre più americani stanno trovando casa è la prigione. Con una popolazione carceraria di 2.3 milioni di persone, abbiamo il maggior numero di cittadini incarcerati di qualunque altra nazione al mondo – la stima pro capite è di circa 700 ogni 100.000 persone. Per confronto, la Cina ne ha 110 su 100.000, la Francia 80 su 100.000, l’Arabia Saudita 45 su 100.000. L’industria carceraria è prosperosa e ci si aspetta una crescita enorme nei prossimi anni. Un rapporto recente dell’Hartford Advocate, che titolava “La nazione incarcerata“, ha rivelato che “ogni settimana, da qualche parte in America, apre una nuova prigione”.

Disoccupazione di massa

Il tasso di disoccupazione diffuso dal governo è ingannevole sotto molti aspetti. Non tiene conto dei “lavoratori part time involontari”, ovvero lavoratori con un impiego part time, ma che ne vorrebbero uno a tempo pieno. Col passare del tempo, sempre più persone smettono di cercare costantemente lavoro e vengono escluse dai conteggi di disoccupazione. Ad esempio, in Gennaio, 1.1 milioni di lavoratori sono stati eliminati dai conteggi poiché “ufficialmente” classificati come “lavoratori scoraggiati”. Quindi, anziché avere un aumento del totale, sentiremo ingannevoli rapporti parlare di livelli di disoccupazione che si stabilizzano.

Oltre a questo, il Bureau of Labor Statistics [Dipartimento statunitense di Statistiche sul Lavoro, ndt] ha recentemente scoperto che 824.000 posti di lavoro persi non erano stati conteggiati a causa di “un errore di modello” nei loro dati. Anche nei dati di inizio Gennaio risulta esserci un’enorme sottovalutazione, con il rapporto più recente che parla di 20.000 posti di lavoro persi. Le analisi sull’occupazione della TrimTabs, che ha fornito i dati più accurati, “stimano che l’economia statunitense abbia perso 104.000 posti di lavoro in Gennaio“.

Includendo tutti questi lavoratori non conteggiati – “part time involontari” e “lavoratori scoraggiati” – il tasso di disoccupazione passa dal 9.7% ad oltre il 20%. In totale, ora ci sono più di 30 milioni di cittadini statunitensi disoccupati o sottoccupati. Il tasso di “impiego attivo”, raramente citato, rivela che la percentuale di popolazione attualmente conteggiata come forza lavoro è ora precipitata al 64%.

Anche basandosi sul valore di disoccupazione “ufficiale”, per tornare ai livelli del 4.6% che avevamo nel 2007, dobbiamo creare più di 10 milioni di posti di lavoro, e la maggior parte degli economisti seri vi diranno che questo non è possibile. Di fatto, stiamo ancora perdendo posti di lavoro in numero consistente, in un solo giorno (il 27 Gennaio) svariate compagnie hanno annunciato nuovi tagli per più di 60.000 posti.

A causa della lunga durata della crisi, milioni di americani hanno raggiunto una posizione tale per cui l’indennità di disoccupazione, grazie alla quale sono sopravvissuti fino ad ora, sta per esaurirsi. Altri lavoratori sono rimasti senza occupazione per tempi talmente lunghi che le statistiche non avevano mai registrato nulla di analogo, con oltre sei milioni di disoccupati per più di sei mesi. Lo scorso anno, il numero record di 20 milioni di americani si è qualificato per l’assegno di disoccupazione, causando l’esaurimento di fondi in 27 stati, con altri sette che andranno in rosso entro i prossimi mesi. In totale, si stima che falliranno i programmi [per la gestione della disoccupazione, ndt] di 40 stati.

La maggior parte degli economisti sono convinti che il tasso di disoccupazione rimarrà alto nell’immediato futuro. Cosa succederà quando avremo milioni di lavoratori licenziati senza alcun assegno di disoccupazione a salvarli?

Lavorare di più per meno

I milioni di persone impegnati a cercare lavoro sono solo una parte della storia. Dal momento che assistiamo al record di sei persone per ogni posto di lavoro vacante, le compagnie hanno potuto aumentare il carico di lavoro dei propri impiegati. Sono riusciti ad aumentare l’orario lavorativo, a ridurre gli stipendi e a tagliare in modo drastico le indennità. Sebbene gli americani fossero il popolo più produttivo del mondo già prima della crisi, nel terzo quarto del 2009, la produttività media è cresciuta di un tasso – tradotto su base annuale – del 9.5%, e nello stesso periodo il costo del lavoro unitario è diminuito del 5.2%. Questo ha portato a profitti record per molte compagnie. Tra le 220 compagnie di cui si hanno i resoconti per l’ultimo quarto nell’S&P 500 [indice realizzato da Standard & Poor’s, segue l’andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione, ndt], il 78% ha avuto “profitti migliori di quanto atteso” con guadagni oltre il 17% delle aspettative, “i più alti di qualunque quarto da quando il Thomson Reuters ha iniziato ad elaborare dati”.

Secondo il Bureau of Labor Statistics, il salario medio nazionale era di soli 32.390$ all’anno nel 2008, le entrate per nucleo familiare sono cadute del 3.6%, mentre la disoccupazione è stata del 5.8%. Oggi, con un tasso di disoccupazione del 10%, le entrate medie crollano con un tasso del 5% e ci si aspetta di continuare a vederlo calare. Non stupisce che, al momento, il livello di soddisfazione degli americani per il proprio impiego sia ad un minimo storico.

C’è anche un numero crescente di impiegati che, sebbene abbiano un lavoro, si trovano in condizioni di povertà. Ci sono almeno 15 milioni di lavoratori che ricadono in questa categoria, attualmente in rapida crescita. Un salario di 32.390$ all’anno non ti porta molto lontano nell’economia di oggi, e metà del paese guadagna meno. Questa è la ragione per cui gli americani sono obbligati a fare due lavori per sperare di arrivare a fine mese.

Un crimine contro l’umanità

I media principali non smetteranno di paralizzarci su questa orribile realtà snocciolando in continuazione i numeri più recenti, ma non metteranno mai insieme le cifre in modo da rivelarci il quadro devastante nel suo insieme, e raramente ci mostreranno l’immensa sofferenza individuale che c’è dietro. Questo è il modo in cui “normalizzano l’impensabile” e ci rendono passivi di fronte a considerazioni con un così alto rapporto causa-effetto.

Dietro a ciascuno di questi numeri c’è una quantità enorme di sofferenza, l’impatto fisico è superato solamente da quello psicologico. Chiunque abbia dovuto sbarazzarsi dell’assistenza sanitaria, o che non possa permettersela per uno dei propri cari a causa di circostanze finanziarie sfavorevoli, può testimoniare quanto l’impatto psicologico possa dominare quello fisico. Chiunque abbia subito lo stress di domandarsi come mettere insieme il prossimo pasto, per i figli o per se stesso, o quello di non sapere come fare a pagare il mutuo, l’affitto, l’elettricità o il riscaldamento, senza considerare la rata della macchina, la bolletta del gas, quella del telefono, della tv via cavo, o di internet.

Oggi ci sono più di 150 milioni di americani che vivono sulla propria pelle questo tipo di stress su base costante. Oltre il 60% vive alle soglie della povertà.

Questi sono beni di base, che ogni persona dovrebbe potersi permettere con facilità in una società tecnologicamente avanzata come la nostra. La ragione per cui siamo in difficoltà è che siamo stati rapinati dall’élite economica. L’entità della sofferenza che si respira oggi negli Stati Uniti d’America è letteralmente un crimine contro l’umanità.

David DeGraw
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=17633
16.02.2010

Fonte: http://mentereale.com/articoli/terrorismo-economico-le-conseguenze-sono-poverta-e-disoccupazione-di-massa

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