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Italia DI FRANCO CARDINI
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C’è una vecchia leggenda medievale, forse all’origine una specie di barzelletta: rimbalza di testo in testo, fino ad arrivare al cronista trecentesco fiorentino Franco Sacchetti. Un vecchio ebreo si decide alla fine della vita ad andare anche lui in pellegrinaggio a Roma, come fanno tutti. Al ritorno, abbandona la sua fede e si converte. Agli ex-correligionari che, scandalizzati e allibiti, gliene chiedono ragione, risponde: “Sono stato a Roma, ho visto come vivono i papi e i grandi prelati. Una vergogna, un orrore, un’offesa continua a Dio. Se la Chiesa è ancora in piedi nonostante loro, ne ho dedotto che sul serio essa gode di una privilegiata assistenza divina. Ecco perché mi sono convertito”.

E’ una boutade, ovviamente. Che pure, nel suo paradosso estremo, coglie nel segno. Oggi, a livello internazionale, la Chiesa cattolica sembra messa sul serio da una parte duramente attaccata (e si ricomincia, in Asia e in Africa, a contare i martiri), dall’altra messa sotto accusa: e papa Benedetto XVI non può non accusare il colpo. Non sono più i giorni positivi e propositivi nei quali Giovanni Paolo II proclamava quasi come una sfida il bisogno della purificazione della memoria e chiedeva perdono per la crociate e l’inquisizione lasciando sottinteso l’invito e quasi la provocazione, agli altri, di far altrettanto. I cattolici avevano il coraggio di guardarsi dentro e dietro, di chieder perdono per le loro passate infamie. I protestanti avrebbero fatto lo stesso, ammettendo i misfatti di Cromwell e il genocidio degli indiani d’America? E gli ortodossi, con i loro pogrom? E i musulmani, responsabili a loro volta di tanti delitti? E gli ebrei, quando l’avrebbero finita di finger lo stato d’Israele sempre e comunque innocente?

Va detto che il coraggio di papa Wojtyla fu ammirato o criticato, ma che nessuno dei suoi interlocutori osò raccogliere la sua sfida. Eppure, egli aveva avvertito: quella Chiesa di nuovo vincente, quella dell’ “Aprite le porte a Cristo”, era pur sempre la medesima nella quale, secondo Paolo VI, si era insinuato quel “fumo di Satana” ch’è restato misteriosa allusione. Era la Chiesa segnata da quello che Pietro Prini ha chiamato “lo scisma nascosto”, quella su cui è di recente tornato Riccardo Chiaberge: una Chiesa che trionfa nei mass media ma alla quale i fedeli non obbediscono; una Chiesa fatta di “cattolici sociologici” la gran parte dei quali si dice tale perché è stata battezzata (e anche i battesimi, come gli altri sacramenti, sono in caduta libera), ma insidiata da un ateismo e da un materialismo pratici che dilagano. E non è certo un caso se, tra i suoi più strenui difensori, ci sono degli “atei devoti”: i quali la considerano un fattore di conservazione e di stabilità sociale, un “baluardo dell’Occidente”, ma – rendendo omaggio alla sue forme e ai suoi riti – se ne fregano del suo messaggio.

In questi giorni, papa Ratzinger è fatto anche personalmente oggetto di attacchi furiosi dai mass media di tutto il mondo: attacchi che in qualche il caso paiono sfiorare perfino il piano personale. Sono sempre più numerosi i prelati colpiti dall’accusa di essere stati quanto meno conniventi di episodi di pedofilia pesanti e continuati: ad alcuni viene fatto carico di aver saputo e taciuto, ad altri di aver addirittura negato l’evidenza e cercato di nascondere ripugnanti delitti. E, siccome all’interno della Chiesa le reazioni alle accuse sono state differenti e non sempre concordi, si è perfino cominciato a parlare di una crisi che sta uscendo in superficie e di un regolamento di conti. Qualcuno ha ritirato fuori dal cassetto le “profezie di Malachia”, vecchio ed enigmatico testo risalente (forse) al XII secolo, e ha parlato di prossima fine del papato. Del resto, c’è anche chi chiama i Maya a testimoni che siamo ormai alla fine del mondo…

Non dico che questa sia una tempesta in un bicchier d’acqua: facciamo che sia una mareggiata nel Tirreno. Ma non certo uno tzunami. Perché, in realtà, certe cose esistono da molto tempo: e di quando in quando riaffiorano. Nel 2002 Bush cercò di ricattare Giovanni Paolo II, unico suo serio antagonista a livello mondiale della progettata aggressione all’Iraq, rispolverando un vecchio scandalo di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica americana. Ma, perdinci, siamo tutti maggiorenni e vaccinati e qualcuno di noi è perfino uomo di mondo che ha fatto il militare a Cuneo. Certe cose, le sappiamo tutti: smettiamo di far come se scendessimo or ora dal paradiso. La pedofilia, nelle “società d’uomini chiuse” (seminari, convitti, collegi, caserme, carceri), c’è sempre stata: e non c’è pedofilia senza violenza, scoperta o implicita che sia. I cattolici sono in buona compagnia: non migliori di nessuno, ma nemmeno peggiori.

Il fatto è semmai che essi ritengono loro dovere esser migliori degli altri: ma questo è un loro problema (o nostro: perché sono cattolico anch’io). Il fatto è semmai che la Chiesa deve ancora adattarsi sul serio a vivere in una società laica, nella quale oltre a rispondere alla propria coscienza e ai superiori gerarchici bisogna far sempre e comunque anche i conti con la legge. Forse dovrebbe perfino far maggior attenzione anche ai “peccati civici”: perché rubare un telefonino dev’essere un peccato ed evadere le tasse no? Ma tutto ciò dipende dal fatto che essa non ha ancora fatto del tutto i conti con la Modernità: non ancora, nonostante la Modernità sia si può dire già finita.

Da qui dipendono anche alcuni suoi problemi interni. Quasi nessuno lo ha notato: ma, contemporaneamente alle nuove polemiche sulla pedofilia, è rispuntata la questione del celibato dei preti. La Chiesa cattolica lo ha adottato definitivamente solo dall’XI secolo, non è articolo di fede, non corrisponde ad alcun dogma, nessun’altra Chiesa cristiana lo conosce, è uno dei tanti ostacoli all’unità tra le varie confessioni dei fedeli in Gesù Cristo. Sposarsi e avere una famiglia propria sarebbe da solo un buon antidoto alle tentazioni pedofile.

E riaffiora così la battuta cattiva di noialtri vecchi sessantottini. Il matrimonio è un’istituzione in disuso: ormai, la vogliono solo i preti.

Franco Cardini
Fonte: http://www.francocardini.net/

Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6892

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