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Adesso lo hanno riacchiappato. L’ultimo di una nuvola di processi, in gran parte finiti con la prescrizione (sei colpevole ma non riesco a mandarti in prigione perché è passato troppo tempo). Lui, B. grida al complotto; vogliono farmi fuori politicamente; i giudici comunisti e giustizialisti inventano reati inesistenti violando la volontà popolare. Certo è che di giudici così ce ne debbono essere davvero tanti, probabilmente un paio di centinaia: è da prima del 1994 che B. colleziona processi. E, se di complotto si tratta, non ha funzionato perché lui sempre qui è, sempre presidente del Consiglio, senza nemmeno un giorno di prigione dietro le spalle.

Io penso ad alcuni miei imputati seriali, quelli che mi ritrovavo a scadenze fisse. Ce n’era uno che aveva uno schema: costruiva società una dietro l’altra, le utilizzava per le frodi all’Iva comunitaria e poi le chiudeva; e ricominciava con un’altra. Un po’ come le 64 società off shore di B., vi ricordate? Quelle che, lui ha detto, gli servivano per non pagare le tasse.
Sicché io cercavo disperatamente di mandarlo in prigione. Ci fossi riuscito una volta. Grazie alle leggi di B. sul falso in bilancio e la prescrizione, si prescriveva sempre tutto, anzi per la verità il falso in bilancio nemmeno cominciava perché naturalmente nessuno presenta querela contro se stesso. Alla fine, l’unica galera che faceva erano 3 mesi di carcerazione preventiva, perché ogni volta il gip lo arrestava ma, scaduti i termini, non c’era altro da fare se non buttarlo fuori pronto a ricominciare; cosa che puntualmente faceva. Ogni volta questo imputato cominciava sempre con la stessa frase: voi ce l’avete con me. E io pazientemente gli spiegavo che quando uno commette tanti reati è fatale che abbia tanti processi; poi però pensavo che non aveva tutti i torti: noi lo conoscevamo, sapevamo come si guadagnava da vivere (piuttosto bene, un paio di 100.000 euro all’anno li rimediava) e lo “curavamo” come si suol dire. Insomma, nel suo caso un “complotto” forse c’era.

B. è ancora meno giustificato di questo imputato: a Trani l’hanno acchiappato per caso, chi poteva pensare di ascoltare in diretta il presidente del Consiglio che ordina ai suoi di chiudere Annozero. Comunque va pur detto che, con una vita dedicata a gestire i suoi affari in maniera diciamo così spregiudicata (ma la parola giusta è illegale) le probabilità di incappare in un’indagine penale sono altine. Adesso delle due l’una. Tutti i pm e i giudici italiani, da Milano a Trani, ce l’hanno con B. Anche solo da un punto di vista statistico è irragionevole; si chiama, tecnicamente, delirio di persecuzione. Oppure, siccome B. commette reati in serie, quando lo beccano non si può che processarlo.
In ogni modo, non capisco perché si lamenti tanto: con tutti i processi e le assoluzioni (Minzolini dixit) per prescrizione che ha avuto, sempre qui sta, a fare il presidente del Consiglio. Non gli succede niente: in prigione non ci va, spese legali ne deve avere pochine perché lui paga in natura: chi lo difende diventa senatore o deputato. Insomma non pare che il “complotto” dia il minimo risultato. Oggi, per dire, è arrivata nel mio studio una sua lettera: c’era un opuscolo inneggiante al governo del fare e una lettera che cominciava con “Caro Bruno”. Ma come si permette?

Da Il Fatto Quotidiano, 26 marzo 2010

Fonte: http://togherotte.ilcannocchiale.it/post/2462366.html

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