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La crescente domanda di aromi naturali da adoperare in cucina ha fatto scoprire gli agrumi di ogni provenienza (Giappone, Filippine, Korea, Australia), sono piante che vengono coltivate anche in Italia, solo che fino a qualche anno fa l’interesse per la coltivazione era solo accademico, virtuoso e in qualche caso ornamentale, oggi invece assume un altro significato. Un posto al sole insieme a Yuzu, clementino sanguigno, mandarino rubino, caviale di limone , lo possono trovare anche i più “Made in Italy” bergamotto, cedro e chinotto.

In realtà la loro coltura non è stata mai abbandonata è rimasta una grande tradizione a livello locale, ma mai valorizzate in modo corretto. Le colture sono state abbandonate perchè ritenute poco redditizie, come nel caso della Calabria dove le piantagioni di cedri hanno fatto posto ai clementini e mandarini. Pur tuttavia rilevare che non c’è un grande interesse come dovrebbe esserci, manca in tutti e tre i casi un progetti di valorizzazione del prodotto valido non si va mai al di fuori della cultura locale, un vero peccato!

Il 90% del bergamotto al mondo arriva dalle coste della Regione Calabria, ci sono delle piccole produzioni in Brasile, Marocco, Costa D’avorio ma non riescono a raggiungere la qualità dell’aroma del Bergamotto Calabrese, citrus bergamia risso, lo conosciamo tutti per uso in profumeria come fissatore ma poco conosciamo sul suo uso in cucina. Anche se il bergamotto è sgradevole da mangiare, il suo aroma e il suo succo, si usa per le caramelle, i dolci di pasticceria tipica calabrese, vengono realizzati canditi, marmellate, ma andrebbe fatto di più sull’abbinamento del bergamotto e dei derivati della lavorazione, spiace dirlo ma è più facile trovarlo nei menù in Francia che in Italia, la Bergamote è una specialita di Nancy.

Per saperne di più
: Consorzio Bergamotto, Il bergamotto.it, Consorzio tutela del Bergamotto,

Si tratta del citrus medica, la sua espansione dall’oriente al mediterraneo è legata alla storia della popolazione ebraica, si narra che dall’Egitto gli ebrei la portarono in palestina e da qui si diffuse in tutto il mediterraneo. In Italia il luogo di produzione è soprattutto in Calabria nei pressi di Santa Maria del Cedro (in particolare cedri della varietà acida Liscia Diamante e Limonifera) , in Europa invece è diffuso in Provenza la varieta dolce Corsicana e in Grecia cedri acidi dalla varietà Policarpa. Personalmente mi piace molto il Cedro ne ho una pianta in giardino conferisce un aroma particolare, provatelo sulla macedonia, nei dolci, nelle creme io faccio un lemon curd. Manca totalmente un progetto di valorizzazione del Cedro, Ferran Andrià ha acquistato una coltivazione di Cedri in Provenza e avviato una produzione forse questo aiuterà a diffondere la sua conoscenza.

Per saperne di più: Consorzio Cedro di Calabria, Universo Cedro.


Saliamo invece in Liguria esattamente nella provincia di Savona dove si coltiva da tempo il chinotto, Cytrus Myrtifolia, ha una buccia sottile e molto profumata, si narra che un navigatore savonese ne porto alcune piante dalla cina intorno al XV° , dopo un successo grazie alla candidatura e alla creazione della bevanda chinotto, (soppiantato come gusto dalla Coca Cola) se ne erano perse le tracce, è tornato in auge grazie al presidio slow food, , c’è oggi una nuova produzione di chinotto della Lurisia, la ditta Loision per il 2009 il panettone utilizzando i chinotto candito, il suo uso in cucina come candito potrebbe avere maggiore fortuna.

Per saperne di più
: Chinotto, Chinotto Coop, Fondazione Slow Food, Besio Chinotto Candito

Per saperne di più su agrumi e varietà e foto vi invito a guardare il sito Agraria.org e Agrume – passion, se qualcuno anche sa come meglio consumare queste varietà di agrumi, siamo pronti ad imparare.
Fonte immagini e testo : 1.wikipedia immagine di Luc Viatur, 4 Agraria.org,

Fonte: http://papillevagabonde.blogspot.com/2010/02/gli-agrumi-dimenticati-made-in-italy.html

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