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Futuroprossimo ha postato ieri la notizia relativa ai risultati delle ricerche effettuate dal Dottor Paolo Zamboni , il chirurgo italiano che ha ottenuto straordinari risultati con un nuovo tipo di trattamento della Sclerosi Multipla, la terribile malattia che affligge più di 2 milioni e mezzo di persone nel mondo. Lo abbiamo intervistato per voi. R: E’ giusto che si generino delle speranze tutte le volte che si scopre un aspetto di una malattia precedentemente sconosciuto. E’ questo il caso della CCSVI, ovvero di una malattia vascolare che occludendo le vene, peggiora il drenaggio cerebrale nei pazienti con SM. Occorre però dare delle informazioni precise in modo che le aspettative dei pazienti riflettano quanto effettivamente è emerso dagli studi e dalle ricerche. Quello che abbiamo osservato ad 2 anni di distanza è un miglioramento della qualità della vita, delle prestazioni motorie e cognitive, e una riduzione del numero delle recidive. Questi fatti limitatamente ai pazienti con forma RR, che è la forma più frequente. Vorrei anche chiarire che in questo caso non abbiamo osservato guarigioni miracolose. I pazienti con forme ormai gravi ed inveterate di disabilità soprattutto non devono credere che il trattamento endovascolare della CCSVI possa determinare miglioramenti impensati. Per questi ultimi abbiamo visto un miglioramento notevole di un sintomo disabilitante come la fatica cronica, che suggerisce che questo sintomo sia legato allo stato di insufficienza venosa che si va a correggere.


R: Ogni descrizione scientifica di eventi precedentemente sconosciuti è destinata a generare tutti i tipi di reazione che la nostra descrizione della CCSVI associata alla SM ha generato. Non solo opposizione per la verità, di tipo dogmatico e preconcetto che è veramente la peggiore. Abbiamo trovato anche molta apertura, curiosità, ed interesse a capirne di più. Contando su questa frangia più aperta di colleghi neurologi si possono progettare ulteriori studi che potranno portarci a capire numerosissime altre ricadute ed aspetti della funzione venosa alterata in corso di SM.


R: Guarire è una parola che per serietà scientifica non mi posso permettere di usare, nè che ho mai usato. I vantaggi del trattamento endovascolare della CCSVI sono quelli che ho precedentemente descritto. Le nostre osservazioni si fermano in media a 2 anni dopo su un campione non enorme di pazienti. Quello che vorrei dire è che finora la terapia si è concentrata sulla correzione della reazione autoimmunitaria. Ora si è scoperto un fattore vascolare che non può essere controllato dalla terapia immunomodulatrice, e che a mio avviso necessita di un suo trattamento specifico.

R: Si possono prevedere centri di eccellenza che possono arruolare pazienti per ulteriori studi randomizzati e controllati, che aiuteranno a comprendere il valore della terapia endovascolare nella gestione di un paziente con SM. Questi potrebbero essere attivi anche in tempi brevi, ed affidare ad essi la realizzazione di questi trial. Se il risultato di questi studi fosse positivo possiamo pensare che fra 3-4 anni la terapia sarà disponibile quasi ovunque.

Si, si tratta della fondazione HILARESCERE, che ha lo scopo di favorire l’attività di ricerca medica e scientifica nel campo delle malattie a eziopatogenesi sconosciuta o mal definita, specialmente nel campo delle malattie croniche e degenerative del sistema nervoso e dell’apparato vascolare. www.fondazionehilarescere.org

Fonte: http://futuroprossimo.blogosfere.it/2009/12/cura-per-la-sclerosi-multipla-futuroprossimo-intervisa-il-dottor-paolo-zamboni.html

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