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Singata M, Tranmer J, Gyte GML. Restricting oral fluid and food intake during labour. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 1. Art. No.: CD003930. DOI: 10.1002/14651858.CD003930.pub2.Le donne devono essere lasciate libere di bere e mangiare durante il travaglio, se lo desiderano. Lo affermano i ricercatori della Cochrane Collaboration, basandosi su una nuova revisione sistematica appena pubblicata. Il consumo di cibo e bevande durante il travaglio è da sempre stato considerato pericoloso, a tal punto che alcuni reparti di maternità hanno adottato la politica del “niente per bocca” o hanno definito un limite a quello che le donne possono bere o mangiare durante il travaglio. Tale scelta è stata motivata dal possibile rischio di gravi danni polmonari dovuti al rigurgito e all’aspirazione di cibo, che possono verificarsi come complicanze dell’anestesia generale (sindrome di Mendelson), per esempio durante il parto cesareo. Questa pratica è in parte cambiata negli ultimi anni e, soprattutto nel Regno Unito, la scelta di mangiare e bere durante il travaglio viene lasciata alle donne. La revisione sistematica Cochrane risponde alla domanda se sia necessario limitare il cibo e le bevande alle donne che molto probabilmente non subiranno anestesia. In tutto sono state studiate 3.130 donne coinvolte in cinque studi e i risultati dimostrano che assumere cibo o bevande durante il travaglio non fa differenza, non comporta cioè un rischio maggiore, né un beneficio. Anche considerando diversi tipi di cibi e bevande. “Dato che non ci sono prove né di benefici né di danni, non c’è giustificazione per la politica del “nulla per bocca” per le donne a basso rischio di complicazione” afferma la ricercatrice sudafricana Mandita Singata dell’East London Hospital Complex. “Le donne possono quindi decidere in autonomia se mangiare e bere durante il travaglio” conclude. Per le donne a rischio di subire anestesia durante il parto, non è stato trovato nessuno studio che valuti i rischi di bere e mangiare durante il travaglio. Per questo gruppo di donne sono quindi necessari studi ed approfondimenti, prima di poter definire delle raccomandazioni. Per concludere, come sottolinea Singata: “la sindrome di Mendelson è una manifestazione rara, che va prevenuta. L’approccio migliore però non è valutare se mangiare e bere è di beneficio per la maggior parte delle donne, ma trovare modi di prevenire il rigurgito durante l’anestesia per le pazienti che ne hanno bisogno”.
Fonte: http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1412

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