Depressione postpartum (DPP)

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Scritto da Dr Francesco Perugini Billi
Mercoledì 26 Novembre 2008 15:36
La gravidanza può essere un notevole impegno per il fisico e la mente di una donna; aumento del peso, inabilità a fare molte cose, fluttuazioni ormonali e altri cambiamenti posso contribuire alla cosiddetta depressione pre e postparto.
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La DPP può presentarsi con alcuni di questi sintomi:
– lentezza nei movimenti, affaticamento, esaurimento fisico;
– sensazioni di tristezza, di inutilità, di disperazione;
– sensazioni di tensione, di ansietà;
– variazioni dell’umore, dell’emotività o pianti senza ragione;
– irritabilità, ira o atteggiamento polemico;
– disturbi del sonno: troppo o troppo poco, desiderio di dormire nelle ore sbagliate o insonnia totale;
– appetito variabile;
– perdita di concentrazione, di memoria o confusione mentale;
– sensazione che le cose prendano il sopravvento, pensieri di suicidio;
– protezione e apprensività eccessivi verso il neonato;
– paura di fare del male al bambino o a sé stessa;
– disinteresse per il sesso.
La DPP è uno dei più seri disturbi dell’umore tra le donne, perché coinvolge anche la salute del feto prima e del neonato poi. Una madre in attesa e depressa potrebbe prendersi meno cura di sé stessa e indirettamente far del male al bambino. In effetti, alcuni studi mostrano che le madri depresse non si prendono cura dei propri figli così come fanno le altre madri: parlano e interagiscono poco con il loro bambino. Come conseguenza, i loro figli hanno più problemi relazionali: maggiore incidenza di fenomeni ansiosi quando sono piccoli, più fenomeni depressivi gravi quando sono adolescenti e maggiore tendenza all’alcolismo quando sono adulti.
Le cause
La gravidanza e il parto causano in alcune donne carenze ormonali. Di norma, in questo periodo il corpo aumenta la produzione di ormoni, che mettono la donna nella condizione di poter meglio affrontare o stress. Tuttavia, c’è il risvolto della medaglia, perché così facendo i depositi di serotonina (ormone associato alla sensazione di benessere) si impoveriscono. Durante il terzo trimestre e subito dopo il parto, i livelli di serotonina sono agli stessi livelli di quelli riscontrati nelle persone con gravi forme di depressione. Questo è il motivo perché il 70% delle madri sperimenta un po’ di tristezza e il 10% è invece colpita da una sindrome depressiva vera e propria. Dopo il parto, a “crollare” sono anche i livelli di estrogeno e anche questo concorre alla comparsa dei fenomeni depressivi.
Gli antidepressivi
I farmaci proposti dalla medicina accademica (antidepressivi) non sono strettamente necessari perché il counselling, il supporto psicoterapeutico e le terapie naturali sono nella stragrande maggioranza dei casi più che sufficienti. Questi farmaci hanno, in alcuni casi, scatenato nelle donne reazioni collaterali, come violenza e tendenza al suicidio. Per altro, la sicurezza di questi farmaci nei confronti del bambino allattato non è ancora stata indagata. In particolare, la paroxetina assunta nei primi 12 mesi di gravidanza può portare a rischio di malformazione del feto.
Le cure naturali
(La gran parte della bibliografia è stata tratta da: Postnatal Depression. WDDTY Q&A Vol 19, Novembre 2009)
Fototerapia – I ricercatori si sono accorti che c’è una stretta correlazione tra i ritmi circadiani e i disturbi dell’umore associati alla gravidanza. I sintomi tendono a peggiorare la mattina, ma può manilfestarsi anche una vera e propria insonnia. Considerato che la luce è in grado di produrre la serotonina e “risettare” l’orologio biologico, in alcuni centri specializzati americani hanno sperimentato con successo l’esposizione delle pazienti alla luce di particolari lampade, subito dopo il risveglio. Sono stati riportati miglioramenti del 75% dopo due settimane di fototerapia in due casi di DPP (Am J Psychiatry, 2000, 157:303-4)
Terapia del risveglio (Wake Therapy) – Alzarsi prestissimo la mattina potrebbe essere una valida alternativa agli antidepressivi; secondo i ricercatori questo farebbe ripartire il meccanismo circadiano bloccato. Si tratta di far svegliare la paziente a partire dalle 2 am, momento in cui l’orologio interno viene più facilmente riequilibrato. L’aggiunta di luce artificiale completa l’opera.
Agopuntura – Dà gli stessi risultati delle terapie allopatiche (Complement Ther Med, 2001;9:216-8), ma non ha le stesse controindicazioni ed effetti collaterali. In uno studio, si è anche dimostrata molto utile anche in gravidanza (J Affect Disord, 2004;83:89-95).
Fitoterapia – L’Iperico (Hypericum perforatum) potrebbe essere di grande aiuto, ma alcuni esperti sono perplessi sul suo utilizzo durante l’allattamento, per le eventuali conseguenze che potrebbe avere sulla crescita del bambino. Tuttavia, uno studio canadese ha mostrato che l’iperico non ha effetti negativi né sulla produzione del latte, né sulla crescita del neonato (J Clin Psychiatry, 2003; 64: 966-8). Altre piante della tradizione occidentale sono la Cardiaca, l’Agno casto, la Passiflora, la
Griffonia e la Scutellaria.
Allattamento – Secondo un recente studio, l’allattamento materno è in grado di prevenire la DPP, perché protegge le madri dallo stress (Int Breastfeed J, 2007:6). In un altro studio le donne che allattavano avevano una minore percezione dello stress, della depressione e della collera e mostravano invece un atteggiamento più positivo (Biol Res Nurs, 2005;7:106-17)
Esercizio fisico – L’attività fisica regolare può ridurre lo stress e la depressione (Prev Med, 2000;30:17-25). In effetti l’attività aerobica si è dimostrata altrettanto efficace dell’antidepressivo sertralina e con una minore percentuale di recidive (Psychosom Med, 2000; 62: 633-8). Una regolare passeggiata con il carrozzino si è più efficace della frequentazione di un gruppo di supporto psicologico per DPP (Int J Nurs Pract, 2004; 10:177-94).
Massaggio infantile – Frequentare dei corsi di baby-massage migliora l’umore delle madri affette da DPP e anche la relazione madre-bambino (J Affect Disord, 2008; 109:189-92).
Massaggi per la madre – Un massaggio leggero con oli essenziali è ottimo per le madri a rischio di depressione (J Midwifery Womens Health, 2006;51:e21-7).
Terapia cognitiva – Diversi studi hanno dimostrato che la psicoterapia può essere di aiuto nella DPP. In uno studio, le donne che seguivano la terapia psicologica si riprendevano più rapidamente da un episodio depressivo rispetto alle donne non in terapia (BMJ, 2003; 327:1003-4).
Meditazione – La meditazione regolare libera dallo stress accumulato, conferisce equilibrio emotivo, fa ritrovare un sonno più profondo e ristoratore e riduce i tempi di recupero dalla fatica del parto (Reddy K et al. For a Blissful Baby, New Age Books, 2005).
Alimentazione – Il periodo del post parto è caratterizzato da diverse carenze di minerali e vitamine. La dieta deve essere ricca di alimenti molto nutrienti, senza tralasciare i grassi. Se necessario, è possibile ricorrere agli integratori. Caffè, alcol e fumo di sigaretta peggiorano i sintomi depressivi, in particolare l’irritabilità, i disturbi gastrici e l’insonnia. I cibi salati danno ritenzione idrica e causano ipertensione. Gli zuccheri e un eccesso di carboidrati stimolano l’insulina che a sua volta riduce la serotonina.
La DPP e la Medicina Ayurvedica
Secondo l’Ayurveda, il postpartum dura 6 settimane dopo il parto, in cui il corpo della madre deve “ricostruirsi” e ritrovare la propria individualità. In questo periodo, idealmente, la donna non dovrebbe fare altro se non occuparsi del bambino.
Durante la gravidanza, il feto assorbe una grande parte delle energie alimentari assunte dalla madre e questo porta ad un impoverimento del corpo della madre stessa. Al momento del parto, il tremendo sforzo per far nascere il bambino mette a dura prova il Dosha Vata, che governa tutti i movimenti di espulsione che avvengono nel basso ventre. La conseguenza è che Vata può squilibrarsi, coinvolgendo anche gli altri aspetti di questo Dosha.
Dopo il parto, poi, Vata viene inoltre squilibrato anche dalla privazione di sonno, dai ritmi alimentari alterati, dagli sforzi fisici e dall’impegno emotivo tipici dei primi mesi in cui il neonato necessita di molte attenzioni. I sintomi associati allo squilibrio di questo Dosha sono la stanchezza, l’ansia, l’essere molto preoccupati, l’insonnia e la stitichezza. L’esaurimento e la profonda stanchezza possono causare tristezza o in alcuni casi vera e propria depressione. Quindi, secondo la Scienza Vedica, la DPP è principalmente un disturbo Vata.
Per la cura, l’Ayurveda prevede diversi interventi, che riassumo in questi punti:
– riposare il più possibile e vivere in un ambiente calmo e rilassato;
– bere molti liquidi caldi:acqua e infusi;
– mangiare con regolarità tre pasti caldi e nutrienti al giorno, utilizzare generosamente l’olio di oliva extravergine e il burro di ghee;
– mettere vestiti caldi e comodi;
– sottoporsi a massaggi delicati con oli essenziali;
– fare bagni caldi;
– praticare yoga e meditazione;
– assumere preparati a base di erbe, che devono avere principalmente proprietà, scaldanti, tonico-nutritive, calmanti e digestive. L’elenco potrebbe essere lungo, ma quelle più utilizzate sono le seguenti: Jatamansi, Centella, Lavanda, Liquirizia, Ashwagandha, Tulsi, Artemisia e varie specie di spezie, utilizzate nella giusta misura anche in cucina.

Fonte: http://www.dottorperuginibilli.it/index.php/argomenti-vari/267-depressione-postpartum-dpp

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