Un figlio omosessuale

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autore Bianca Maria Fracas

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Spesso scoprire che il proprio figlio è omosessuale, causa uno choc; anche se i “segnali” ci sono, i genitori tendono a rimuoverli, a negarli, sperando che si tratti di una fase di transizione, e che poi tutto tornerà alla “normalità”. Ciò è possibile, ma solo se l’identità sessuale non ha ancora raggiunto la piena maturità, quando l’adolescente sente il desiderio per entrambi i sessi, quando si vive una fase di sperimentazione affettiva e sessuale, oggi più frequente di un tempo.Quando però un figlio comunica questa sua tendenza, significa che ha riflettuto molto sulla propria identità. L’orientamento sessuale non è una malattia e nemmeno un’ideologia, fa parte della persona, come il colore degli occhi e la forma del naso. In quanto tale non può e non deve essere modificata con terapie psicologiche, che non possono mutare la direzione del desiderio. I genitori quindi non devono aspettare che il figlio cambi, ma devono superare un momento di comprensibile difficoltà. Può essere utile l’aiuto di uno psicologo, perché lo choc provato e la risposta di chiusura al mondo a lungo andare possono causare stati depressivi. Per prima cosa bisogna lavorare sul “lutto”, per la perdita dell’immagine ideale che si aveva del proprio figlio/a, mantenendo la corretta percezione di tutte le sue qualità, che restano intatte, e recuperando il dialogo affettuoso che c’è sempre stato. La psicoterapia se ben condotta, aiuta anche ad acquistare quell’accettazione profonda che consente di tornare nuovamente a vivere nella società con l’orgoglio e la soddisfazione per il proprio figlio.
Quattro mosse per ritrovare la serenità
· ascoltare i propri sentimenti, paure e soprattutto pregiudizi, per analizzarli con lucidità;
· provare a mettersi nei panni del figlio o della figlia gay;
· immaginare come ci si sentirebbe se rifiutati, o come si sarebbe sereni se accettati e compresi;
· rivolgersi ad un’associazione di genitori di figli gay: il confronto con altre persone nella stessa situazione può aiutare molto.
Fonte: http://psicologia.guidaconsumatore.com/sessuologia/00746_un-figlio-omosessuale/#more-746

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