ANTONIO DE OLIVEIRA SALAZAR

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Antonio de Oliveira Salazar, nato a Santa Comba Dão (Viseu) il 28 aprile 1889 e morto a Lisbona il 27 luglio 1970, economista e uomo di stato portoghese. Dittatore del Portogallo dal 1932 al 1968. Dopo gli studi nel seminario di Viseu, passa al diritto, nell’ Università di Coimbra, e inizia la propria carriera come insegnante di economia nella stessa Università.
Combatte l’anticlericalismo della prima Repubblica scrivendo sui giornali cattolici e per i suoi legami con la Gioventù cattolica portoghese si presenta alle elezioni del 1921 e viene eletto, ma rinuncia al mandato dopo due giorni.

Il Ministro delle Finanze (1928 – 1932)

Dall’instaurazione della Repubblica (il 5 ottobre 1910), il Portogallo è in preda ad una instabilità politica violenta: tra conflitti sindacali, lotte tra clericali ed anticlericali, riforme promesse e non realizzate, colpi di stato più o meno sanguinosi (ben due capi di governo vengono assassinati, nel 1918 e nel 1921), dal 1910 al 1926 si succedono ben 45 governi, quasi tutti sotto la pressione dei militari.
Nel 1926 una nuova dittatura militare, presieduta dal generale Carmona (che resterà presidente fino al 1951), mette fine alla Repubblica, e lascia il Portogallo completamente esposto alla crisi economica.
Il portafoglio delle Finanze viene offerto a Salazar, che però lo lascia dopo 13 giorni, non ritenendo di avere le condizioni politiche per lavorare. Lo riprende nel 1928, questa volta con pieni poteri, e in un anno, applicando una politica di rigido contenimento della spesa, riesce a riportare il bilancio non solo in pareggio, ma addirittura in attivo, risultato che tutti avevano fallito per un secolo.

Il Primo ministro dell’Estado Novo

Sull’onda di questo successo Salazar nel 1932 viene nominato Primo Ministro. In questa veste, introduce una nuova Costituzione che gli dà i pieni poteri ed il controllo totale dello stato: è il fascismo portoghese, teorizzato come Estado Novo (Stato nuovo), analogo, nella natura e nei princìpi corporativi, al fascismo di Benito Mussolini in Italia, al quale del resto esplicitamente si ispira.
Da allora, Salazar manterrà il potere per oltre 35 anni, grazie al sostegno della Chiesa, degli agrari, degli industriali e dei banchieri, sopprimendo i sindacati, la libertà di stampa ed ogni altro tipo di opposizione politica o di dissidenza che possa danneggiare l’egemonia del regime.
Il supporto politico del salazarismo è il suo partito unico, l’Unione Nazionale, creato nel 1933.
Il supporto repressivo è la polizia politica segreta creata nel 1933, la PIDE (Polícia Internacional e de Defesa do Estado) – che sopravviverà alla morte dello stesso Salazar con il nome di DGS (Direcção Geral de Segurança).
Durante la Guerra civile spagnola (1936 – 1939), pur dichiarandosi a parole neutrale, invia 20.000 uomini a supportare Francisco Franco contro i Repubblicani.
Riesce a tenere il Portogallo fuori dalla Seconda Guerra Mondiale, anche se per affinità ideologica preferirebbe che vincessero le forze dell’Asse, e firma con Franco un patto di neutralità sul conflitto in corso.
Mantiene relazioni commerciali con entrambi i contendenti, a tutto beneficio dell’industria portoghese. Fornisce wolframio proveniente dalle colonie al regime nazista, e contemporaneamente consente agli anglo-americani di installare basi militari nelle Azzorre per sorvegliare l’Atlantico.
Quando viene annunciata la morte di Hitler, nel 1945, fa esporre le bandiere a lutto. Parallelamente, circa 100.000 ebrei si erano rifugiati in Portogallo, durante la guerra. Salazar dà istruzioni esplicite ai propri ambasciatori di limitare la concessione dei visti a persone che vogliono fuggire dalla Francia invasa dalla Germania. Eppure durante l’estate del 1940 Aristides de Sousa Mendes, console portoghese a Bordeaux, concede visti ad un gran numero di ebrei, salvandoli dall’Olocausto. Salazar lo rimuove dalle sue funzioni, e benché, finita la guerra, si compiaccia pubblicamente che il Portogallo abbia salvato tanti ebrei, non lo riabiliterà mai.

Il dopoguerra

Nel 1949 il forte anticomunismo di Salazar lo spinge a far entrare il Portogallo nella NATO, pur praticando in generale una politica isolazionista all’insegna dello slogan “fieramente soli“, il cui risultato è una lunga stagnazione economica e culturale nel paese.
Convinto colonialista, Salazar continuare a considerare territorio portoghese anche i territori d’oltremare (Guinea, Mozambico e Angola, nel 1951 ribattezzati “province”), benché tutto il resto dell’Europa stia progressivamente lasciando l’Africa, benché i costi crescenti e la richiesta di soldati impoveriscano ulteriormente il paese, e nonostante la violenta insurrezione angolana del 1961.
Nel 1968 viene colpito da un infarto invalidante e deve abbandonare il potere – ed è rimasta nella leggenda la storia secondo cui per alcuni mesi nessuno osò annunciargli che non era più il Presidente.
Muore nel 1970. Gli succede Marcelo Caetano, che durerà fino alla Rivoluzione dei garofani, il 25 aprile 1974.

Bibliografia

sull’epoca salazarista (romanzi in traduzione italiana)

  • José Saramago, L’anno della morte di Ricardo Reis, Einaudi 1996
  • Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, Feltrinelli 1994

Fonte: http://www.dittatori.it/salazar.htm

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