11/9: come disarmare gli F-16 che proteggevano Washington

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di Wayne Madsen – Online Journal Un’esercitazione militare che disarma i caccia. Il comandante che muore in un incidente alla metropolitana. Le fatalità di una difesa inceppata. Altri appunti sull’11/9, lato Washington DC. Materiali per nuove inchieste. Il Wayne Madsen Report (WMR) ha appreso da fonti informate dell’intelligence militare USA che – dopo che un monomotore Cessna venne rubato da un campo di aviazione a nord di Baltimora dall’apprendista di volo Frank Corder il 12 settembre 1994, fino a farlo volare sul Prato Sud della Casa Bianca, sbattendo sul lato ovest del palazzo presidenziale – il Dipartimento della Difesa prese delle misure volte a contrastare qualsiasi futuro incidente che avesse implicato missioni suicide con aerei. Nell’incidente del 1994, Corder rimase ucciso nello schianto del Cessna sul prato della Casa Bianca. Alla Guardia aerea nazionale del Distretto federale con sede alla base di Andrews dell’Air Force, in Maryland, fu ordinato di mantenere due aerei F-16 pronti all’uso e armati con due missili a ricerca di calore. La ratio era che, con un piccolo aereo come un Cessna, i missili a ricerca di calore erano da preferire ai sistemi a ricerca radar. Di fatto, due F-16 sono stati sempre mantenuti in stato di allerta a Andrews e armati, per certo, fino all’11 settembre 2001. Anche in risposta allo schianto del Cessna, alcuni addetti del Secret Service della Casa Bianca equipaggiati con lanciatori portatili di missili terra-aria furono disposti sul tetto del palazzo presidenziale. Durante quella mattina particolare, era in corso un’esercitazione che ha portato i due F-16 tenuti in stand-by a volare privi dei loro missili a ricerca di calore. Quando si decise che gli aerei dovevano essere distolti dallo status di esercitazione verso una reale situazione di minaccia, questi atterrarono a Andrews e furono ridispiegati immediatamente sui cieli della Pennsylvania. Il WMR ha già riferito che i due F-16 si occuparono del volo 93 della United sopra Shanksville e lo abbatterono. Testimoni oculari che vivevano nel Mount Vernon, dal lato della Virginia riferirono di aver sentito forti esplosioni sopra il fiume Potomac, durante la mattinata dell’11/9. Queste esplosioni potrebbero essere state causate dagli F-16 provenienti da Andrews mentre infrangevano la barriera del suono sopra l’area a sud di Washington nel corso del loro volo verso la Pennsylvania per intercettare il volo United 93. Il Comandante della 113ª unità dei caccia della Guardia aerea nazionale a Andrews alla data dell’11 settembre era l’allora brigadiere generale David Wherley. Wherley e sua moglie Ann sono morti nello schianto di un treno della Linea Rossa della metropolitana il 22 giugno di quest’anno. Era stato Wherley a ordinare l’uscita degli F-16 dallo stato di esercitazione per entrare in modalità di attacco la mattina dell’11/9. È stato riferito che Wherley era a conoscenza di chi nella catena di comando aveva ordinato che gli F-16 fossero messi in stato di esercitazione e disarmati. Fonte: prisonplanet.com. Traduzione per Megachip a cura di Efisio Piludu. Nota Wayne Madsen, ex analista della National Security Agency (NSA), è ora un giornalista investigativo con molte fonti interne all’intelligence statunitense. Cura il «Wayne Madsen Report».

Fonte: http://www.megachipdue.info/finestre/zero-11-settembre/1375-119-come-disarmare-gli-f-16-che-proteggevano-washington.html

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