Risposta di Stefano Montanari sulla questione “Quali alternative al Termovalorizzatore”

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È molto difficile rispondere ad un’accozzaglia di tenere ingenuità come quelle pronunciate da questo sig. Zandonatti e forse non ne vale nemmeno la pena. Difficile perché, per prima cosa, sarebbe necessario valutarne la cultura specifica, la maturità acquisita e gl’interessi che difende. Per carità: di sicuro tiene famiglia e davanti a questo… E credo che non ne valga la pena perché la cosa sarebbe inutile: lui fa il suo mestiere e le implicazioni morali sono qualcosa che riguarda solo lui.

Certo, però, è impossibile non avvertirne il pericolo.
Come il prof. Veronesi sponsorizzato da Veolia, Pirelli, ENI, ENEL, Nestlè, ecc. (http://www.fondazioneveronesi.it/pagina.php?id=133&nome=Partner The Future of Science) da cui ricava quattrini (http://www.fondazioneveronesi.it/pagina.php?id=5&nome=come sostenerci) il quale ammette candidamente di non capire niente d’inceneritori, di fidarsi dei “giuramenti” altrui e di non essere disponibile a confronti (http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1613&Itemid=65), anche questo signore vende il suo prodotto usando una tecnica tanto antica quanto efficace. Cassandra fu cantata quasi 3.000 anni or sono e le sue predizioni non godevano di particolare popolarità. Vero è che le azzeccava tutte, ma, dato che si trattava sempre di roba triste o, peggio, luttuosa, la mandavano tutti a quel paese.

Meglio, molto meglio e certo più tranquillizzante, fidarsi dei vari pifferai magici o di associazioni come quella del Gatto e della Volpe di collodiana memoria: “I problemi te li risolviamo noi: il mondo è fatto di zucchero filato, basta volerlo, e, se ci darete i vostri soldi, pianteremo gli alberi degli zecchini per voi.” Che, poi, con i soldi impacchettiamo anche la salute nostra e quella dei nostri figli è un dettaglio di nessun conto. Insomma, accettando l’affare scenderemo sì almeno un gradino sotto chi continua ad acquistare il Colosseo, ma vivremo tutti giulivi.
Che questo sig. Zandonatti mi attribuisca idiozie (per poi, scoperto, scusarsene e attribuirle a qualcun altro che, a sua volta, lo smentisce), non mi sorprende.

Ciò che mi lascia più perplesso è l’estrarre dal cilindro il nome di Tomatis, morto nel 2007, con il quale io ho lavorato e che sugl’inceneritori era tutt’altro che tenero. Del resto, però, prodezze del genere non sono così rare, e basta dare un’occhiata alla richiesta d’archiviazione che la Procura della Repubblica di Rovigo ha avanzato a favore dell’ENEL per una serie di casi di cancro che potrebbero essere originati dalla già condannata centrale termoelettrica ad oli pesanti di Porto Tolle. Anche lì, approfittando del silenzio dei morti, si attribuiscono a Lorenzo Tomatis concetti che temo non gli siano mai appartenuti. Comunque, leggendo il resto del documento, si può trovare una collezione di bizzarrie contrabbandate come scientifiche che potrebbero far passare in secondo piano quell’azione non proprio commendevole.

In conclusione, a quello che una volta si chiamava popolo non resta che munirsi dell’unica arma di legittima difesa difficile da contrastare: la conoscenza. A volte basta un semplice libro del liceo, come è il caso della truffa più rozza perpetrata dagl’inceneritoristi, a volte ci vuole qualcosa di più, e parlo delle conseguenze per la salute degl’inceneritori, ma sempre di conoscenza si tratta. “Un po’ di fatica, poca spesa e molta resa,” diceva il mio professore di ginnastica. A conoscenza acquisita, non ci saranno più kamikaze pronti al suicidio davanti ad una platea consapevole.
Postato da Redazione

Fonte: http://www.behablog.it/dett.php?id=976

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