A CHE LIVELLI ARRIVA L’ARROGANZA CLERICO FASCISTA: NEGATA DAL SINDACO DI PESCARA L’AFFISSIONE DI MANIFESTI DELL’UAAR

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Quello che vedete qui sopra è il manifesto che il circolo UAAR di Pescara ha chiesto di affiggere negli spazi pubblici, pagando le relative tasse. Con questo manifesto l’UAAR nient’altro ha fatto se non esercitare dei diritti inviolabili garantiti dala Costituzione italiana e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. L’UAAR, infatti, oltre ad essere la promotrice della battaglia legale per la rimozione dei crocifissi dalle scuole -che ha visto soccombere sonoramente e con notevole figuraccia l’Italia, pardòn la Colonia Pontificia, dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo- è anche un’associazione umanistica che propugna, in contrapposizione ai credenti, l’ateismo o l’agnosticismo, promuovendo la difesa del principio supremo di laicità. Affermare dunque, in un manifesto, “che il crocifisso non dovrebbe essere esposto nelle scuole, perché “le scuole non sono chiese e le cattedre non sono altari” e che, per converso, “i diritti umani vanno rispettati sempre, al di là delle fedi religiose o politiche”, è quanto di più legittimo ed anodino possa concepirsi. Ebbene, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia -di centrodestra e, dunque, del cosidetto Polo delle Libertà (negate)- ha vietato l’affissione di questo crocifisso, facendo carne di porco dei diritti cosituzionali ed inviolabili dell’Associazione UAAR. Il Sindaco del Polo delle Libertà Negate ha dichiarato che “in qualità di legale rappresentante dell’amministrazione comunale” ha ritenuto “inopportuna” la concessione dell’autorizzazione, in quanto i manifesti “non intendono diffondere una propria convinzione di carattere religioso, ma piuttosto a mettere in discussione la credibilità di un simbolo, il crocifisso, storicamente condiviso dall’intera cristianità”. Il sindaco ha aggiunto che, a suo dire, “il dettato costituzionale” fa riferimento “proprio al ‘comune sentire’, ossia ai principi ampiamente condivisi dai cittadini e profondamente radicati nella collettività”. Ha inoltre ricordato che “il Regolamento comunale per le pubbliche affissioni, all’articolo 35 bis, comma 1, stabilisce che è facoltà dell’Ufficio competente rifiutare l’affissione di materiale pubblicitario il cui contenuto possa integrare ipotesi di reato. A tale proposito si pone l’attenzione sulla possibilità, ovviamente da approfondire nelle opportune sedi, che i contenuti dei manifesti in questione siano tali da configurare un delitto contro le confessioni religiose, di cui al titolo IV del Codice penale”.
Mi chiedo -e chiedo- se possano esistere manifestazioni di arroganza clerico-fascista superiori a quella messa in atto dal Sindaco di Pescara, il quale ritiene giusto che preti, papi, baciapile, vescovi, cardinali, cittadini e sinanco gli idioti possano esprimere l’opinione che il crocifisso deve rimanere nelle scuole perché i giudici della Corte Europea sono degli ubriaconi e delle loro sentenze l’Italica Colonia Pontificia può anche far uso igienico, mentre gli atei e gli agnostici debbano tacere, pena l’immediata denuncia all’autorità giudiziaria per …..vilipendio (degli idioti)!!!
E il bello è che non si vergognano.

Fonte: http://tostiluigi.blogspot.com/2009/12/che-livelli-arriva-larroganza-clerico.html

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