IL PUNTO DI SVOLTA

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E’ da circa quattro mesi che ho iniziato il mio viaggio insieme a voi nei meandri misteriosi dell’economia cercando, da spirito curioso, di comprendere cosa stesse realmente accadendo. Il blog sta aumentando progressivamente il numero di visitatori ed ha raggiunto una media di 500 lettori giornalieri ma, sinceramente, non è che mi interessi molto: non ho alcuna ansia da prestazione. La cosa importante è che mi sto divertendo (se non fosse cosi’ cesserei immediatamente di scrivere) e mi sto appassionando: sto impiegando un po’ del mio tempo senza guadagnarci nulla di materiale (da oggi levo pure gli annunci pubblicitari…tanto nessuno ci cliccava e, detto tra di noi, facevate pure bene), ma molto di ricchezza spirituale. Ringrazio di cuore tutti coloro i quali sono intervenuti; purtroppo il tempo non è molto e mi scuso se ad alcuni commenti non ho mai risposto. Ho deciso di moderare gli interventi ma ho ridotto veramente al minimo la mia attività di censore: ho tagliato soltanto pochi particolarmente offensivi (…mai nei miei confronti ma concentrati, non credo stranamente, verso Padoa Schioppa e Mario Draghi in occasione dei miei post polemici su di essi…passi l’ironia ed un pò di sarcasmo ma mai l’offesa personale).
Come sapete provengo da un mondo diverso: sono un Fisico Teorico con i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta. Mi sono avvicinato con umiltà, consapevole della mia ignoranza ma privo di qualsivoglia pregiudizio che, volontariamente o no, viene inculcato nella lettura dei manuali universitari. Ho proceduto in maniera opposta di come viene fatto di solito: prima ho elaborato le idee procedendo per analogia con la Fisica dei sistemi complessi e poi mi sono prodigato a leggere le varie teorie economiche sviluppate dagli economisti.
Sono giunto, al di là delle varie analisi più o meno sensate che vi propongo, ad una fondamentale conclusione: stiamo attraversando un periodo che rimarrà per sempre impresso nei libri di storia economica. Probabilmente, immersi nel mare entropico di informazioni che ci bombardano, non riusciamo a comprendere il punto di svolta al quale siamo giunti. E’ ormai evidente che i modelli statici, basati sull’equilibrio, dogmaticamente legati a false teorie continuamente falsificate dall’esperienza stanno fallendo miseramente. Ho iniziato il nostro viaggio affermando che urgeva un mutamento di paradigma di riferimento per una corretta comprensione di ciò che stava accadendo; più passa il tempo e più mi convinco di tale urgenza. Nessuna valida soluzione può essere proposta se non parte da una corretta valutazione dei problemi esistenti. Il tempo sta scadendo e l’ora dei conti definitivi è sempre più vicina.
Gli esperti economisti dei blasonati istituti internazionali farfugliano previsioni come pugili suonati, danno numeri con la medesima competenza dei venditori di ambi certi al lotto. Sinceramente, vista la percentuale delle previsioni azzeccate, mi fido dei soloni sedicenti esperti come mi posso fidare del mago Otelma. L’unica differenza è che gli errori (orrori) degli economisti stanno costando infinitamente di più.

Fonte: http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/01/il-punto-di-svolta.html

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