La Ederle più il Dal Molin la seconda base d’Europa

Stampa / Print

Il generale William Garrett A Vicenza la seconda base americana d’Europa. Parola del generale William Garrett III, comandante della Setaf, e di Erik Daiga, colonnello “sindaco” della guarnigione di stanza alla caserma Ederle.

I due graduati firmano un articolo pubblicato in inglese e in italiano nell’ultimo numero della rivista “Outlook”, organo di informazione della comunità americana a Vicenza. «Entro la fine del 2012 – scrivono Garrett e Daiga – il Dal Molin diventerà l’installazione più moderna ed ecocompatibile utilizzata dal comando militare statunitense. Con il consolidamento dell’unità di combattimento 173esima brigata paracadutisti, l’evoluzione di Us Army Africa in una componente terrestre (Ascc) molto competente e indipendente, e la crescita degli elementi di supporto, la comunità militare di Vicenza diverrà presto la seconda comunità militare statunitense, per dimensioni, in tutta Europa». «Il 2010 sarà un anno eccezionale per la comunità militare di Vicenza – si dicono sicuri – molti dei nostri soldati sono già impiegati fuori area oppure lo saranno, nel corso di quest’anno, per tutelare la nostra sicurezza e promuovere la stabilità su molteplici fronti. Quest’anno vedremo anche il completamento di alcuni progetti chiave per il miglioramento della qualità di vita della nostra comunità: una nuova piscina coperta all’interno della Ederle così come un ampliamento della palestra, un centro medico e dentistico di prima categoria, nonché scuole elementari e medie all’avanguardia nel Villaggio. Vedremo inoltre l’inizio della costruzione di alloggi da affittare in numerose comunità del vicentino. Insieme, faremo della nostra comunità di Vicenza un centro d’eccellenza». Lo staff del comando, nel frattempo, viene potenziato. Oggi alla Ederle saranno accolti due nuovi vice comandanti: il gen. B. David S. Elmo e il gen. B. Isaac G. Osborne Jr. Entrambi faranno parte dello staff di Us Army Africa per circa 40-70 giorni di servizio attivo all’anno, molti dei quali verranno trascorsi fuori area in missioni in Africa o negli Stati Uniti. Tratto da Il Giornale di Vicenza

Fonte: http://www.nodalmolin.it/spip.php?article750

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *