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Il crack del Banco Ambrosiano ed il “caso IOR”

All’inizio degli anni ottanta, il nome di Marcinkus fu collegato a scandali finanziari riportati in prima pagina sulla stampa di tutto il mondo.

In particolare, fu accertato che lo IOR a quel tempo diretto da Marcinkus, aveva avuto un ruolo primario nel crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in un complicato “risiko bancario” che aveva come ulteriori protagonisti personaggi discussi come Michele Sindona o il “venerabile maestro” della loggia massonica P2, Licio Gelli.

Nel 1987 venne indagato, e venne emesso un mandato di cattura, dalla magistratura italiana in rapporto al crack dell’Ambrosiano, ma dopo pochi mesi la Corte di Cassazione annullò il mandato in base alle regole stabilite con i Patti lateranensi (Marcinkus era in possesso di un passaporto diplomatico vaticano).

L’opinione del Vaticano, accreditata da recenti esternazioni di Giulio Andreotti e dall’opinione di Angelo Caloia, è che si agì con leggerezza nel delegare incarichi così delicati a una persona che si rivelò alla fine inadeguata e inesperta. Per David Yallop, però, Paul Marcinkus era tutt’altro che un incapace. Semmai, attraverso la conoscenza di Roberto Calvi, Michele Sindona e Licio Gelli, portò il livello economico del Vaticano a vette mai raggiunte prima, influenzando direttamente o indirettamente svariati governi.

I fatti dell’Ambrosiano tuttavia rimangono ancora tutti da chiarire e costituiscono una zona oscura della recente storia italiana.

Scandali e speculazioni giornalistiche
« Sono stato accusato di aver assassinato il Papa e di essere coinvolto nello scandalo del Banco Ambrosiano, entrambe le cose sono completamente infondate. Dico a me stesso che questo potrebbe essere il modo con il quale Dio si assicura che ho messo il dito nella porta del Paradiso. Perché se io l’ho fatto Egli non può più sbatterla »
(difesa di Paul Marcinkus)

Coinvolgimento nella morte di papa Giovanni Paolo I
Oltre a questi scandali, alcuni saggisti arrivarono ad ipotizzare che il monsignore fosse coinvolto, insieme al cardinale Villot, all’epoca Segretario di stato, nella morte di papa Giovanni Paolo I, il cui pontificato durò solo 33 giorni e col quale esisteva una forte ostilità.
Queste ipotesi non hanno avuto seguito.

Scomparsa di Emanuela Orlandi
Altra vicenda poco chiara in qualche modo collegata alla figura di Marcinkus fu la scomparsa di Emanuela Orlandi. Per le telefonate di un uomo, che fu soprannominato “l’Amerikano” per la sua inflessione, nelle quali si proponeva lo scambio della stessa in cambio della libertà del terrorista Mehmet Ali Agca, alcuni giornali dell’epoca additarono Paul Marcinkus. Questa ipotesi non ha avuto riscontri oggettivi.

Nel giugno 2008 la voce è stata ripresa, per effetto di un servizio televisivo di Chi l’ha visto?.

Curiosità
La seguente citazione è attribuita a Monsignor Marcinkus:
« Non si può governare la Chiesa con le Ave Maria »
(You can’t run the Church on Hail Marys, 25 maggio 1986, Observer, Londra)

Agli scandali che riguardano Marcinkus è liberamente ispirato il film Il Padrino: Parte III di Francis Ford Coppola, dove la storia della famiglia mafiosa Corleone si intreccia con le vicende vaticane nella persona dell’ Arcivescovo Gilday.
Il film I banchieri di Dio del 2002 di Giuseppe Ferrara dedicato allo scandalo IOR, è tuttora sospeso dalla distribuzione per ordine della magistratura in quanto i fatti riportati dalla pellicola sono ancora oggetto di indagine. La pellicola è stata però trasmessa in diverse occasioni dall’emittente satellitare italiana Sky. Il personaggio di Marcinkus è interpretato da Rutger Hauer; la figura che ne esce è quella di un cinico finanziere più che di un ministro della Chiesa.

Fonte: http://www.ecodiroma.org/marcinkus-e-gli-scandali-che-coinvolsero-il-vaticano.htm

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